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Decifrare il confuso presente

Henri Matisse, La danza

Il digitale pandemico e lo spazio delle relazioni umane

(Angelo Perrone) È sempre stato difficile, oggi può essere inutile. Distinguere il mondo virtuale dalla realtà, la tecnologia dai comportamenti. Un esercizio complicato mentre, sotto la pressione del Covid, i piani si moltiplicano e saltano i parametri di riferimento.
In un flusso continuo, il digitale ha integrato, poi soppiantato, la vita reale, sostituendosi ad essa, sino alle conseguenze dannose che lamentiamo: l’eliminazione dei luoghi delle relazioni umane, piazze, fabbriche, uffici, ritrovi.
Sono le realtà in cui i rapporti personali nascono ed evolvono, nelle quali si opera: dall’insegnamento allo studio e alla formazione, dalla produzione di beni e servizi alla cultura e al divertimento.
La pandemia ha accelerato tendenze già presenti nella società, ha imposto soluzioni nuove, richiesto sacrifici personali ed economici. Siamo condizionati dal pericolo del contagio e dalla paura di rimanerne vittime: è inevitabile l’isolamento sociale e l’adozione di precauzioni sanitarie su più livelli.
Dobbiamo rinunciare dunque ai contatti diretti tra persone per contrastare la diffusione del virus. La perdita più intensa, sulla quale riflettere in vista del prossimo futuro, riguarda una componente essenziale, cui è impossibile rinunciare, l’empatia.

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