Pagine Letterarie

Pagine Letterarie
(foto ap)

giovedì 17 gennaio 2019

Saper comunicare, non è da tutti

Arresto di Battisti, lo spettacolo inopportuno della politica

di Catia Bianchi
(Commento a Salvini e Bonafede: un palco di troppo, PL, 15/1/19)

Cesare Battisti, latitante da 37 anni e finalmente assicurato alla giustizia del suo Paese, su questo non c’è niente da dire. Ora si vuol giustificare l'inconcepibile spettacolarizzazione dell'evento messa in atto da due ministri del governo, Matteo Salvini e Alfonso Bonafede, dicendo che si è trattato di un tributo alla polizia.
Ma, per ogni occasione vanno utilizzate - perché esistono - le vie di comunicazione che il ruolo richiede. Una conferenza stampa, meno impudente e sguaiata di un video pubblicato sui social, non sarebbe stata più adatta? Sicuramente sì, anche se certamente si sarebbe perso qualcosa in termini di propaganda politica e di autopromozione personale.
Così, invece, sono venuti meno il senso del ruolo e la dignità della funzione. Un po'... "a 370 gradi", si direbbe oggi.

Sul palcoscenico

Le polemiche sulla scenografia di certi arresti “eccellenti

di Maria Cristina Capitoni
(Commento a Salvini e Bonafede: un palco di troppo, PL, 15/1/19)

Gli show a seguito di arresti eccellenti ci sono sempre stati, anche quando l’arrestato aveva come unica colpa l’essere un personaggio famoso (Enzo Tortora), nel caso di Battisti però la gioia di vederlo finalmente incorniciato da poliziotti anziché da ameni paesaggi marini ha messo in ombra il resto del palcoscenico.

Essere narcisi

Dietro certi comportamenti pubblici, un’ostentazione di sé. E nessuna idea del futuro

di Paolo Brondi
(Commento a Salvini e Bonafede: un palco di troppo, PL, 15/1/19)

Nel ritmo di decadenze e risorgenze di formule e modelli che si snoda nell’attuale, persistente e voluta campagna elettorale, si sperimenta tutt’altro che un’avventura ideale e propositiva, poiché le intenzionalità non sembrano orientate dal principio dell’armonia, della dialettica che diverge per fondare sintesi organiche e valoriali, ma da una riproposizione di un vitalismo di maniera, da fenomeni di ostentazione del proprio sé, se non dalla individuale aggressività e prepotenza.
Il segno che unisce tali disposizioni è un narcisismo che rifiuta di sottoporsi all’esame della ragione, che si autoesalta e fa leva su modelli demagogici che circolano entro le forme della cultura di massa, imponendo la sottomissione dell’individuo al punto di vista di una élite che cerca coesione e conformismo.
E un ritmo affetto da carenza di misura del dover essere e determinato dalla tendenza demagogica a far credere che si debba andare in una sola direzione, demonizzando qualsiasi altra, o con piglio retorico, prospettando “magnifiche sorti e progressive”, ben lontani dalla consapevolezza leopardiana che il mondo andrà sempre in un’altra direzione rispetto alle ricorrenti illusioni di un “secol superbo e sciocco”.

L'ignoranza è un tragico destino

Cultura ed impegno: le motivazioni importanti per i giovani

di Cristina Podestà
(Commento a Strade ombreggiate da platani, PL, 3/1/19)

La cultura, l'intelligenza, l'istruzione sono parte integrante dello sviluppo dell'uomo e delle società; tutte e tre concorrono in modo assoluto alla crescita ed al miglioramento di ogni comunità. La vera innovazione deve necessariamente ripartire da qui, altrimenti il nostro mondo è destinato a scomparire. Gli antichi delle grandi civiltà curavano istruzione ed educazione, erano molto attenti allo studio del passato e alla cultura in ogni campo, e avevano compreso che la loro storia e il loro futuro dipendevano proprio dalla cultura.
Le ultime generazioni hanno perso di vista questa premessa ed è perciò che siamo finiti nuovamente in una barbarie politica e civile, senza etica né motivazioni valide per stimolare i giovani a non arricchirsi o a ricercare apparenze vincenti, ma a strutturarsi come ragazzi motivati allo studio nell'ottica di un crescente miglioramento del mondo odierno.
E' assolutamente in mano a questo la salvezza. Oppure questa umanità, arrogante, presuntuosa, folle nella sua ignoranza, sarà destinata alla fine.

mercoledì 16 gennaio 2019

Geranei, alla finestra

Camporgiano (foto ap)
Lo smarrimento e l’imbarazzo di fronte a una situazione difficile, poi la ricerca di qualcosa che dia sollievo

di Marina Zinzani

Non essere preparati. Arrivare pur sapendo che più o meno le cose non vanno bene, che gli anni sono quelli, che i segni della demenza senile ci sono, che forse le cose possono evolvere al peggio.

L'illusione di vivere

Pensiamo di dominare gli eventi, rischiamo di esserne travolti

di Paolo Brondi

Un deserto è la vita
quando niente resiste
al non vincere mai
il flusso della mente
l’impero del pensiero
l’illusione di usarlo
senza esserne usati

Il prezzo dell'ordine sociale

La sicurezza pubblica non sempre si accompagna ad un sistema sociale fondato sull’equità

di Paolo Brondi

La storia antica è maestra: fatti, vicende e scelte politiche perdurano nei secoli. Nella Sparta antica furono gli Spartiati ad insegnare che all’odio si deve l’ordine sociale, e che questo, solo sulla base dell’odio, possa perdurare. All’interno mantennero l’uguaglianza e quella democrazia necessaria per quelli che volessero veder assicurata una continua unità di intenti.

martedì 15 gennaio 2019

Salvini e Bonafede: un palco di troppo

I ministri Salvini e Bonafede (foto Corriere Sera)
La cattura di Cesare Battisti, terrorista omicida, latitante da 37 anni,  è una buona notizia. Ma l'operazione è offuscata dalla scena di Ciampino: ministri della Repubblica pronti ad accogliere il ricercato e pronunciare parole inappropriate sul suo arresto: uno show della politica

(ap*) Un ministro della Repubblica non va ad accogliere all’aeroporto un latitante finalmente assicurato alla giustizia italiana. Non lo fa nemmeno quando si tratti di un soggetto evaso, come Cesare Battisti, fuggiasco da 37 anni, dopo che plurime sentenze definitive dei giudici italiani ne hanno stabilito la colpevolezza per crimini efferati commessi in nome dell’ideologia terroristica di quegli anni, in cui si consumò una battaglia devastante contro lo Stato.

lunedì 14 gennaio 2019

Quello che ritroviamo

I sogni che ci riportano alla realtà

di Marina Zinzani

Riesco a rivedere a volte
degli sguardi
a risentire delle voci
a illuminare dei volti
a stringere ancora delle mani
nei sogni.

Oltre la cresta dell'apparire

La precarietà dell’esistenza, tra il prima e il dopo

di Paolo Brondi

La vita non è forse un pezzo
di vita, un insperato ritardo
nella condanna, nella scoscesa
oltre la cresta dell’apparire
due anni prima
due anni dopo
e quant’altri sovrappiù
ruba all’ombra la vita

Un anno da abbracciare?

La tristezza del vecchio, il desiderio del buono

di Andrea Zinzani

Spumeggia verso la terra il nuovo anno, decolla nel buio il vecchio
Il cielo lassù ora incandescente per luminosi baci d’artificio stringe
Così l’anno passato e abbraccia il nuovo.

Germi della mente

Le speranze di un’età ormai trascorsa

di Maria Cristina Capitoni

Perché quella è l’età del non finire mai
Senza riguardi e senza orari
Dentro l’occasione
Sino al fondo
In quella stanza che divenne il mondo
Per seguire un tempo che non avvenne
il cui germe custodisco ancora
Nel più fervido avamposto della mente.

sabato 12 gennaio 2019

L'America di Philip Roth? Poco pastorale

di Bianca Mannu
(Introduzione di Angelo Perrone)

(ap) Una ennesima recensione su "Pastorale americana", il romanzo più famoso del maggior autore contemporaneo americano? Non proprio. Piuttosto, una riflessione che certamente investe la struttura narrativa dell’opera, la costruzione dei personaggi, le tesi sottese all’opera, ma che poi si estende ad altro. Come il carattere stesso della società americana del ‘900. E che giunge a mettere in discussione la capacità degli scrittori, non solo Roth, d’esserne interpreti attendibili rispetto alle ragioni della loro complessità, a partire dalle più vistose contraddizioni.

venerdì 11 gennaio 2019

Il cielo e la felicità, sulle orme di Immanuel Kant

Giovani alla ricerca della felicità, le parole del filosofo

di Paolo Brondi

Percorrendo la via dei filosofi, a Kaliningrand- Konigsberg,  mi sono recato a visitare la tomba di Immanuel Kant: profondo lo stupore di trovare così tanti giovani a rinverdire la memoria del padre di una radicale reinterpretazione del cielo, dell'apparenza, dell'ignoranza e del male. Del sapiente difensore di un mondo riportato alla luce da valori perenni, come può essere perenne la ragione umana o la riflessione scaldata da sentimenti condivisi.

Una stella cometa

Casino at Nice, di Raul Dufy
Cercare una stella cometa ai giorni d’oggi

di Marina Zinzani

Ti ho raccontato di primavere e inverni
di stufe che non riescono a riscaldare
ti ho raccontato di viaggi e mete
anche di stanze chiuse
da cui non si riesce ad uscire

mercoledì 9 gennaio 2019

Bosch, Brueghel, Arcimboldo: a Pisa, una mostra spettacolare

Non una rassegna di opere, ma uno spettacolo che riprende e rielabora a modo suo, con la magia del digitale, i temi dei tre pittori. Esso stesso una forma insolita d’arte

(ap) Le pareti, le vetrate, il pavimento: tutto l’ambiente degli Arsenali repubblicani, a Pisa, è lo scenario surreale di una mostra dedicata ad artisti del Cinquecento, Bosch, Brueghel, Arcimboldo, in corso sino a maggio di quest’anno.
Non una rassegna delle opere di ciascuno, né una semplice proiezione su schermo e sulle pareti dei loro lavori, ma uno spettacolo inedito che combina immagini e musiche, sapientemente mescolate, per regalare allo spettatore una totale immersione nell’atmosfera magica del secolo e degli artisti. Una dimostrazione di magia tecnologica.

Inchinarsi

S. Maria Corteorlandini a Lucca (foto ap)
Ciò che ci stupisce, o ammiriamo

di Marina Zinzani

Ci si inchina in una chiesa
alla bellezza di un luogo
alle parole di un poeta 
si cerca di fare entrare un po' di luce
dalla finestra.

martedì 8 gennaio 2019

Voci che non vengono meno

Gli amanti, di R. Magritte
Dialoghi a distanza, immaginari, tra una donna ed un uomo

di Paolo Brondi

Il gioco della memoria affettiva favorisce, spesso, l'autocostruzione di una sorta di romanzo della propria vita.
E' il caso di una Lei che così ricorda: “Che sorpresa, dopo tanto tempo, oltre questa quotidianità che pare dominata da una logica di snervamento e negatività di certezze e valori. Abbiamo lasciato scorrere il tempo donandoci ai silenzi, al lungo silenzio che, credo, pure tu non temi squarciare. E’ vero, non c’è ragione di lamentare un distacco impossibile ai nostri ricordi.

Moda

Stoffe, colori, idee di bellezza

di Marina Zinzani 

Corpi snelli
impreziositi da sete e colori
catturare la bellezza senza pensare
la leggerezza è amica dei sogni.

lunedì 7 gennaio 2019

Invisibili?

Guardarsi allo specchio e vedere una figura limpida, la propria

di Marina Zinzani

Abituarsi a perdere. Abituarsi a recitare una parte in cui gli eventi, tanti eventi, congiurano. Essere nati dalla parte sbagliata non ha aiutato, essere cresciuti con dei valori, parola forse retorica oggi, non ha aiutato neanche quello. Credere in qualche ideale, in una vita semplice ma dignitosa dove ogni cosa è sì sudata, ma portata avanti con le proprie forze e le proprie convinzioni, anche questo non aiuta.

Vuoto, domani

Affrontare il mondo sconosciuto, la sensazione di fragilità

di Paolo Brondi

Dove andremo
quando il nuovo inverno
chiederà il suo tributo
il vento rovinerà
i nostri mondi
una forza cieca trascinerà
dentro un vuoto di segni

domenica 6 gennaio 2019

La calza della Befana

Ricevere ma anche regalare una calza piena di doni, gesti di attenzione ed amore, auspicio di giorni più sereni

(ap) Non c’è che da scegliere tra le ricche proposte. Per riempire la calza della Befana. Caramelle, merendine, dolci, cioccolato sono un classico, ma il carbone, quello, non può mai mancare. Nero, e tuttavia ricoperto da cristalli di zucchero. Si rovinerebbe l’attesa dei bambini se non ci fosse. Durante le feste siamo tutti più buoni, e va bene, però dobbiamo ricordarcelo anche in ogni giorno dell’anno che verrà, una regola che vale per tutti, bambini e grandi. La calza resta una sorta di pagella di fine anno, resoconto di quanto accaduto e previsione di quel che verrà.

Dalla parte delle prede

Il cuore che torna a vivere

di Bianca Mannu
(A proposito di Viaggio al termine della notte, PL, 29/12/18)

Esistono i predoni del cuore altrui e del tuo giorno fanno notte. Ma capita che il cuore semimaciullato si rimetta a pulsare solo per sé, per voglia di vita.

sabato 5 gennaio 2019

Ritmi e cadenze

Riappropriarsi del tempo, delle cose smarrite, di se stessi

di Bianca Mannu

Quando non so che ora sia
e neppure mi curo di saperlo
vuol dire che sono al momento
Unica Signora del mio tempo.
M’è indifferente che il sole
irrompa sui balconi
o che la notte immensa
rimpicciolisca l’orgoglio
dei fari e dei lampioni
e se ne adorni il manto.

Ricordare

Dedicato ad una persona che aveva l’Alzheimer

di Marina Zinzani

Bisogna ricordarsi di esserci stati, della propria infanzia, della giovinezza, dell’età matura.
Bisogna ricordarsi il primo ballo, il battito del cuore. Anche un giorno di festa, una nuova vita che iniziava.
Bisogna ricordarsi le ore liete, in casa, a fare dolci, anche.

venerdì 4 gennaio 2019

Re Magi: una storia, un cammino

Adorazione dei Magi, di Albrecht Dürer

L’arrivo dei Re Magi completa la rappresentazione del presepe, scenografia culturale che racconta il viaggio  dell’uomo alla ricerca di una luce, ovunque essa sia

(ap*) Uomini venuti da molto lontano, pellegrini nella notte ma guidati da una stella: la tradizione del Natale racconta il lungo cammino dei Re Magi verso l’umile mangiatoia per salutare l’arrivo di Gesù bambino, e portare in dono l’oro, l’incenso e la mirra.
L’arrivo dei Magi è il gran finale della rappresentazione che ogni presepe evoca nel giorno che la consuetudine pagana riserva alla venuta della befana per rallegrare i più piccoli.

In attesa

Un senzatetto in ospedale, i suoi cani si appostano all’ingresso, in attesa

di Marina Zinzani


Cani che aspettano il loro padrone all’ospedale. Ore a guardare la porta in cui è entrato. Siamo in Brasile, il loro padrone è un clochard, che si toglie anche il pane di bocca per nutrire i suoi cani.
Ore ad aspettarlo, in silenzio.

Orizzonti

Marina di Pisa (foto ap)
Il segno lasciato dal nostro vivere

di Lorenzo Mullon

Il tempo procede in orizzontale
ma noi abbiamo scavato una vertiginosa profondità in ogni attimo
lasciando cadere ovunque il seme della nostra presenza
Siamo perennemente bambini
perennemente giovani
perennemente in punto di morte

giovedì 3 gennaio 2019

Strade ombreggiate da platani

Il compito della cultura, soprattutto oggi, è quello di contribuire a rendere più umana la vita di ogni giorno

di Paolo Brondi

La parola cultura è forte. L’immaginazione prefigura che possa essere identificata con l’intelligenza e il buon gusto: una voce capace di rompere il gelo, il silenzio, l’indifferenza che ora dilaga fra i più, restringendone le opinioni e le scelte entro isole di egoismo. Vogliamo sperare nella rinascita della cultura, non dogmatica o monolitica, ma dialettica e polemica.

Gli anni dell'orgoglio

(San Gimignano, Torre Campatelli, foto ap)
Il ricordo di una vicina di casa, al primo piano del palazzo

di Maria Cristina Capitoni
(Commento a Il bastone marrone, PL, 28/12/18)

La signora del primo piano si chiamava Cosetta. Novantasei anni di orgoglio. Gli inviti a prendere un the. Le foto sulla credenza che ritraevano una giovane crocerossina imbarcata sulle navi, quelli erano tempi di guerra.