Impunità

I riflettori celebrano ed esaltano la fama. Spesso solo del più forte. Non possono cancellare l’infamia

di Marina Zinzani

C’è sempre un potere sopra che non permette di dire, di denunciare. E’ una storia vecchia come il mondo, gli scambi di ruoli fra vittima e carnefice, i colori non meglio definiti. Il denunciare un personaggio noto comporta avere tutta l’attenzione addosso, attenzione non richiesta, che non lenisce il dramma che si è vissuto. Anzi, spesso lo amplifica.
Il silenzio invece fa assistere alla celebrazione di chi è più forte, di chi ha un nome. Nessuno di questi casi, il denunciare e il silenzio, serve probabilmente a cancellare le ferite di chi ha subito.
La prima vittima di Polanski lo ha perdonato. Non è così facile da capire, non si riesce a comprendere certi meccanismi che portano al perdono.
Non basteranno le luci dei riflettori, evocare l’arte, per risparmiare la condanna. Non penale, quella oggi, buon per lui, non è un problema. Ma c’è anche altro, oltre le stanze di un tribunale.

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