(Introduzione a Cristina PodestĂ ). Il passaggio meteorologico dall'estate all'autunno diventa una metafora del lutto e della permanenza. La natura non fa da semplice sfondo, ma partecipa attivamente al "dolore incandescente" dell'autrice, trasformando la nostalgia in un legame che sfida il tempo.
(Cristina PodestĂ )
Il mutamento della luce e dei profumi
Intanto l’estate diventava autunno ogni giorno di piĂą. Il sole forte di luglio e agosto, gradualmente, lasciava il posto a nuvole sparse, a qualche scroscio di pioggia, ad un vento che sapeva di fine stagione.
Intorno il profumo di un divenire, di un cambiamento, di una fine, di un inizio, di libri non ancora toccati e quaderni da aprire, di zaini firmati e grembiuli nuovi di zecca.
Il rosso acceso della luce acquistava un’idea di giallognolo ocra, sfumature di arancio e i frutti, come le mele novelle e l’uva, gestivano il profumo intorno.
Il mare arrabbiato e i sogni nuovi
Era un inizio di nuovo, di stagione novella, di progetti, di sogni, di costruzioni e di creazioni. La dolcezza estiva si lasciava andare nell’onda di un mare arrabbiato di spuma bianca e violenta, di sabbia colpita da spruzzi che arrivavano fino alle altalene che divertivano i bimbi in giorni appena trascorsi in un sole accecante.
Un sapore salmastro avvinghiava gli scogli scivolosi, gli ombrelloni sfidati da un vento birichino, i lettini che alzavano il loro tettuccio.
Quel punto fermo oltre il tempo
Ero lì. Davanti a quel mare, incantata e depressa, tenendo a bada un dolore incandescente che aveva in sĂ© l’idea di una fine, di un ultimo giorno trascorso con te, che eri, sei e resterai il mio punto fermo, nel mio cuore ferito dalla tua lontananza.
Ti penso e ti sento con me e dentro di me. Ci sei e ti avverto. Ma intanto, calendario in mano, faccio il conto che sono 18 anni ormai senza di te. Ti amo Pa’.

Condivido il suo stesso smarrimento. Per me solo sette anni ma la mancanza di papĂ sempre viva. Brava
RispondiElimina