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Sole di novembre

Il calore dei gesti al tempo del Covid

di Cristina Podestà

Il sole filtra tra gli alberi, mi ferisce la vista a sinistra. È un sole di novembre, non bollente ma rassicurante. È un sole che porta speranza, una fiducia un po’ forzata, ma alla quale voglio lasciarmi andare. 
In questo mondo che ha preso una brutta piega, che non avremmo mai immaginato, che ha fatto affiorare il peggio di sé, io voglio vedere una volta tanto il buono! Non potrà andar male per sempre, non dovrà vincere tutto il brutto che adesso impera.
La natura balla da sola, non si scompone, fa il suo corso, cambiano le stagioni, arriverà tra poco il Natale.
Mi trovo ad osservare, con un ottimismo che non mi è congeniale, un signore che con un cenno gentile mi dà la precedenza; mi intenerisce una carrozzina con un fiocco rosa e il gorgheggio ignaro e innocente che ne esce; mi gratifica un alunno che mi riconosce e mi viene incontro affettuoso, nonostante sia mimetizzata da occhiali e mascherina e mi dichiara tutta la sua riconoscenza. 
Il sole ha cambiato posizione ma persiste ed io, che sentivo un po’ di freddo, adesso accolgo un calore buono che mi mette completamente a mio agio. 

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