Passa ai contenuti principali

Voto fuori sede: il Governo teme il giudizio di chi ignora ogni giorno? 🗳️

Ragazza seduta a terra nell'atrio della stazione mentre le segnalazioni annunciano le votazioni del referendum
(a.p.). Escludere dal voto milioni di fuori sede ha il sapore di una scelta politica che punta a silenziare la parte più critica e audace del Paese. Tra caro-affitti insostenibili e diritti negati, il Governo sembra temere proprio il giudizio di chi, ogni giorno, sfida le difficoltà di un futuro precario. Mentre si tenta di scardinare la Costituzione senza un confronto, si alzano sbarramenti invisibili per tenere i giovani lontani dalle urne.

(a.p.) ▪️ 

C’è un dato che dovrebbe far riflettere ogni cittadino: in Italia, quasi 5 milioni di persone (soprattutto studenti e giovani lavoratori) vivono stabilmente lontano dal comune di residenza. Eppure, per loro, votare rimane un’odissea costosa e complessa. Ma dietro le difficoltà logistiche si nasconde oggi il timore di una scelta politica.

Come è stato bloccato il voto

Mentre l'opposizione e diverse associazioni studentesche chiedevano procedure snelle (voto per corrispondenza o presso il comune di domicilio), il Governo ha alzato il muro della burocrazia. La proposta di legge che avrebbe permesso il voto a distanza è stata rinviata per approfondimenti tecnici. Il risultato? Un nulla di fatto che obbliga milioni di giovani a viaggi proibitivi per esercitare un diritto costituzionale.

La logica dello "spazio ristretto"

Questa chiusura si inserisce nella stessa logica con cui viene portata avanti la Riforma della Giustizia:

Zero confronto parlamentare: Una riforma che altera l'architettura dello Stato viene approvata a colpi di maggioranza, senza un reale dibattito nel merito.

Restrizione del corpo elettorale: Più l'affluenza è bassa e "controllata", più è facile che passino forzature istituzionali. Impedire il voto ai fuori sede significa, di fatto, selezionare chi può partecipare al Referendum.

Oltre l'urna: il Governo che ignora i sacrifici

Il sospetto è che questo "impedimento" al voto sia il riflesso di un atteggiamento più profondo. È il Governo che trascura le esigenze dei fuori sede nella vita di tutti i giorni:

Affitti alle stelle:

Intere famiglie si dissanguano per pagare stanze microscopiche in città invivibili.

Borse di studio insufficienti:

Un sistema, che spesso lascia gli "idonei non beneficiari" nel limbo, tradisce la promessa costituzionale del merito.

Caro vita: 

La precarietà morde il presente di chi studia o lavora lontano da casa.
Chi viene trascurato di fronte al caro-affitti e al declino dei servizi oggi viene anche ostacolato nell'andare a votare. È la logica dello "spazio ristretto": meno giovani votano, più è facile imporre riforme che scardinano l'architettura dello Stato nel silenzio generale.

Il timore del voto giovane e audace

Perché il potere teme i fuori sede? Il voto di chi fatica è un voto che non fa sconti. Chi vive sulla propria pelle le contraddizioni di un Paese che non investe sul futuro è lo stesso che non si lascia incantare dalla retorica del "disprezzo" verso la magistratura o dalle riforme fatte per colpire i giudici invece di aiutare i cittadini.
Impedire il voto a chi studia o lavora fuori non è un problema tecnico; è la paura del "voto audace" di chi ha ancora voglia di cambiare le cose.
La democrazia non può essere un lusso per chi vive vicino al campanile. Difendere il diritto di voto dei fuori sede significa dire "NO" a chi vorrebbe svuotare la Costituzione in un'aula sorda, sperando che i giovani siano troppo impegnati a sopravvivere per accorgersene.

Commenti

Post popolari in questo blog

La mamma non sta bene: un amore oltre l’ombra 👥

(Introduzione a Daniela Barone). Ci sono silenzi che pesano più delle parole e segreti che si svelano solo con la maturità. In questo memoir, l’autrice ripercorre il filo che la lega a una madre "persa in chissà quali pensieri", esplo-rando il confine tra l'innocenza dell'infanzia e la cruda realtà del disturbo ossessivo-compulsivo. Un viaggio che si conclude con un atto di compassione e dignità. (Daniela Barone) I silenzi dell'infanzia Se mi chiedessero com’è stata la mia infanzia, esiterei a definirla triste o difficile, forse perché venni cresciuta con le cure amorevoli di mio padre e dei vicini di casa particolarmente affettuosi. Tuttavia il ricordo della mamma persa in chissà quali pensieri non mi ha mai abbandonato. Capisco ora che certe mie intemperanze di bambina vivacissima erano un modo per sfuggire ai suoi silenzi e ai comportamenti strani: quando reclamavo la sua attenzione, lei si rivolgeva a me con un certo distacco e, anche se mi abbracciava, percep...

Innamoratevi! La lezione di poesia e amore di Roberto Benigni

(a.p. – Introduzione) ▪️ Attilio De Giovanni è lo stralunato docente di letteratura italiana, impersonato da Roberto Benigni, che in una celebre sequenza del film La tigre e la neve (2005) si lancia, davanti a una platea di alunni, in un sorprendente elogio della poesia, dell’amore e del coraggio. Con immagini visionarie e intuizioni comiche, il docente cerca di trasmettere ai ragazzi la sua passione per l'arte e per la gioia di vivere. Una passione umana destinata a rimanere nella dimensione dell’impossibile e incrociare una cocente delusione? Nulla è impossibile. Per questo motivo, l'intervento di Benigni che segue non è solo un omaggio alla poesia, ma un vero progetto di vita e il contesto essenziale per comprendere a fondo la bellezza e la forza del testo tratto dal film. Roberto Benigni: «Innamoratevi!» (Roberto Benigni – Testo) ▪️ «Su, su, svelti, veloci, piano, con calma, non vi affrettate. Non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili, aspettate almeno un...

Gli amanti di Marc Chagall, tra sogni volanti e la solitudine della realtà

(a.p. - INTRODUZIONE) ▪️ Fantasie popolari, figure volanti, personaggi solitari. Il presente, in Marc Chagall, è sempre trasfigurato in un sogno che richiama le suggestioni della sua infanzia, comunque felice nonostante le tristi condizioni degli ebrei russi, come lui, sotto lo zar. Colori liberi e brillanti accompagnano figure semplici e sinuose, superano i contorni dei corpi e si espandono sulla tela in forme fantastiche. Le sue opere sono dedicate all’amore e alla gioia di vivere, descrivono un mondo poetico che si nutre di ingenuità ed è ispirato alla fiaba, così profondamente radicata nella tradizione russa. (Marina Zinzani - TESTO) ▪️ Desideravo una casa, un luogo caldo ed accogliente in cui tornare la sera. Desideravo qualcuno a cui raccontare la mia giornata. Desideravo un grande albero, a Natale, pieno di luci e di regali. Desideravo una bambina che mi accogliesse buttandomi le braccia al collo. “Il mio papà!”: ecco le sue parole. Desideravo un luogo di vacanze, ma soprattutt...

Giustizia: tagli ai cittadini, stipendi d'oro per il controllo 💰

(Introduzione ad a.p.). Mentre il ministro Nordio invoca "meccanismi di controllo sulla magistratura” irresponsabile, la realtà dei tribunali racconta un paradosso brutale. Da un lato, la manovra di bilancio sottrae 130 milioni di euro alla giustizia ordinaria, negando risorse a chi ogni giorno chiede tutela. Dall'altro, la riforma non bada a spese per costruire l'architettura del controllo: duplicazione dei CSM e un'Alta Corte da 311 mila euro al mese per poche sedute. (a.p.) ▪️ 130 milioni di euro in meno. È questa la cifra che l’ultima legge di bilancio sottrae alla macchina della Giustizia. Non sono solo numeri: sono tribunali nell'affanno, personale che manca, processi che rallentano. In una parola: è la negazione del diritto per il cittadino comune. Ma la scarsità di risorse, a quanto pare, è selettiva. L'equazione dell'ingiustizia Mentre si taglia il servizio essenziale, la riforma prevede costi esorbitanti per costruire la nuova architettura del con...

Contro la forza la ragion non vale: la violenza fa tacere la parola

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti). Il proverbio di oggi: “ Contro la forza la ragion non vale ”. È proprio inutile cercare di ragionare con chi usa la forza?  La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Ma questo proverbio, nella sua brutale immediatezza, trova una rappresentazione vivida e dolorosa nel testo che segue. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca , Non ...