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In difesa della Costituzione

(Angelo Perrone. Riprendiamo il documento conclusivo, frutto di unanime condivisione e di sentito impegno civile, in nome del senso profondo della giustizia nel nostro Paese.)

Un applauso corale dei circa 700 presenti all’assemblea generale straordinaria dell’Associazione nazionale magistrati segna l’approvazione della mozione sulla riforma costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati.
Una riforma su cui l’Anm “esprime un giudizio fortemente negativo” perché “non è una riforma della giustizia, che non sarà né più veloce né più giusta, ma una riforma della magistratura che produrrà solo effetti negativi per i cittadini”. 
Diversi gli impegni condivisi contenuti nel documento. A partire “dall’immediata istituzione di un comitato operativo a difesa della Costituzione aperto all’avvocatura, all’università, alla società civile, indipendente da ogni ingerenza politica, anche in vista di una possibile consultazione referendaria, per far conoscere alla cittadinanza i pericoli derivanti dalla riforma”. Poi l’organizzazione di almeno una manifestazione nazionale subito dopo l’eventuale approvazione in prima lettura della proposta di riforma.
La mobilitazione culturale e sociale dell’Associazione sarà quindi rivolta allo svolgimento di iniziative su tutto il territorio, al confronto con le altre magistrature e al coinvolgimento delle istituzioni europee. Prevista poi una forma di “protesta e di sensibilizzazione da organizzare in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario”.
Infine resta sul campo l’indizione, in relazione all’iter parlamentare di discussione della riforma, “di una o più giornate di sciopero per sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli della riforma”.

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