(Introduzione a Marina Zinzani). Le ferite invisibili, inflitte da parole o atteggiamenti ostili, possono segnarci per anni. Spesso i consigli altrui si limitano a un "non pensarci", ma per chi è fragile la soluzione richiede una strategia più profonda: la creazione di uno spazio protettivo dove il dolore perde il suo potere.
(Marina Zinzani)
Il peso dei rapporti complicati
I rapporti umani sono complicati, si sa. Ci sono persone che compromettono il loro equilibrio e la loro serenità sotto il peso di una frase infelice, di un atteggiamento ostile, subiti da qualcuno. Possono passare anni ma quella frase o situazione si ricorda e fa male.
Il senso di frustrazione non se ne va, anche la rabbia spesso repressa non ci abbandona. Se ci si confida con qualcuno, si può avvertire empatia, comprensione, ma in genere il consiglio che si riceve è quello di non pensarci, di non dare retta a quelle parole o a quell’atteggiamento. Cos’altro si potrebbe dire o fare, d’altronde?
Oltre il consiglio: la strategia della "Bolla"
Per quanto ci possa essere la comprensione di un amico, il problema difficilmente si risolve seguendo il suo consiglio, soprattutto se si è fragili, delusi, se qualcuno ci ha profondamente ferito. Una strada, seguita da soli, con coraggio e determinazione, è quella di creare una bolla.
Può essere definita anche corazza, armatura, ma il concetto di bolla sembra essere più potente. La bolla in cui si entra non permette più di essere colpiti: perché la mente non riceve più quel segnale negativo, come una radio sintonizzata su una frequenza disturbante, ma si sintonizza su un canale più gradevole.
L'arte come rifugio e medicina
E qui arriva in aiuto l’arte. La musica, la letteratura, la pittura, anche lo scrivere, come ogni passione in generale, diventano un mondo in cui si entra, che piano piano allontana la potenza del torto subito, ne riduce l’effetto, fino a farlo sparire.
Ascoltare l’Introitus del Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart porta in un’altra dimensione, in grado di sminuire, ridimensionare, anche ridicolizzare certi comportamenti subiti. La grandezza della musica in grado di far allontanare i nemici. La bolla come rifugio, in cui chi è negativo non entra.
Scegliere i propri visitatori
La rabbia va ascoltata, i torti subiti fanno parte di noi e vanno considerati, è vero. Ma chi ha provocato sofferenze non diventi il nostro tiranno per sempre: meglio andare su una nuvola, proteggerci in una bolla in cui si fa entrare ciò che è meglio per noi. E lì, ogni tanto, Mozart può venire a farci visita.

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