(Introduzione a Marina Zinzani). In un mondo sempre più connesso ma paradossalmente isolato, la capacità di comprendere l'altro sta diventando una dote rara. L’autrice ci conduce in una riflessione sulle barriere invisibili che costruiamo nei rapporti umani: dalla stanchezza all'alienazione, fino alla perdita di quell'empatia che è l'unica vera chiave per disinnescare i conflitti e ritrovare un'armonia autentica.
(Marina Zinzani).
I cortocircuiti dell’incomprensione
È estremamente difficile comprendersi, a volte. La stanchezza, l’alienazione, l’insoddisfazione, problemi mai affrontati o mai risolti, possono far emergere aspetti negativi che creano cortocircuiti in cui è facile entrare e da cui è difficile uscire.
Il linguaggio dell’Io contro l’empatia
Il linguaggio non aiuta il confronto, perché spesso, in questi casi, si abbandona l’empatia per l’altro, facendo prevalere le ragioni del nostro io. L’empatia permette di far volare con la mente, di considerare altri punti di vista, se uno fosse al posto dell’altro cosa avrebbe detto, cosa avrebbe fatto. Per un rapporto armonioso questo è un aspetto fondamentale: l’empatia è un elemento prezioso che permette di comprendere, confrontarsi, venire a patti. Alla fine anche di superare incomprensioni.
Il rischio dell'isolamento e la solitudine dei rapporti
Chiudersi nella propria stanza, considerando di avere sempre ragione, non volere ascoltare le ragioni degli altri, porta ad un impoverimento. I rapporti umani diventano di facciata, si cela un senso di solitudine che diventa alla fine malinconia, pesantezza del vivere.

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