(a.p.). La democrazia non si misura sulla capacità di un potere di imporsi, ma sulla sua disponibilità a farsi arginare.
L’architettura delle nostre istituzioni nasce da una profonda saggezza storica: la consapevolezza che ogni autorità, se priva di contrappesi, tende naturalmente a espandersi oltre il dovuto.
Riflettere sull'assetto dello Stato significa chiedersi se le trasformazioni preservino quel prezioso "sistema di pesi e contrappesi" che trasforma una forza bruta in un’autorità legittima.
La vigilanza democratica ci ricorda che il limite non è un rallentamento burocratico, bensì la più alta forma di rispetto verso la libertà del singolo. Meditare sul limite significa riconoscere che la salute di una società si vede dalla capacità delle sue istituzioni di guardarsi allo specchio e accettare di non essere onnipotenti.

Commenti
Posta un commento