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Tramonto del diritto: dal disimpegno globale USA al rischio per la Giustizia italiana 🏛️

un palazzo che simboleggia la Giustizia con la statua Dike sul tetto e l'immagine del Campidoglio americano, alla luce del tramonto
(Introduzione ad a.p.). Dallo smantellamento del multilateralismo americano al rischio di una giustizia solitaria in Italia: il passo è più breve di quanto appaia. Questo articolo esplora la tendenza a mettere "tra parentesi" il diritto, percepito come ostacolo per il potere. Un monito necessario per non scambiare la civiltà giuridica con il ritorno alla legge del più forte.

(a.p.) ▪️

• L'epitaffio di un'illusione

Basta un rigo, una firma su un decreto, per derubricare secoli di civiltà giuridica a "costoso parassitismo". L'annuncio del disimpegno americano non è solo una scelta politica; è l'epitaffio di un'illusione: quella che la forza potesse essere definitivamente addomesticata dalla norma.
Lo spunto nasce dalla cronaca di questi giorni: gli Stati Uniti, attraverso il Segretario di Stato Marco Rubio, hanno annunciato il ritiro da 66 organizzazioni e accordi internazionali, definiti "una farsa" e "una minaccia alla sovranità". Una posizione ribadita dal Wall Street Journal, che bolla il diritto internazionale come un’illusione ormai superata dalla brutale efficacia della deterrenza.

• I fili di seta della legge

Siamo stati degli illusi? Forse. Abbiamo creduto che il "giardino wilsoniano" fosse un approdo sicuro, dimenticando che il diritto internazionale vive solo finché i giganti accettano di farsi legare dai fili di seta della legge. Oggi quei fili vengono spezzati con l'ironia amara di chi liquida la cooperazione globale come una "farsa progressista". Ma quando il diritto viene messo tra parentesi, ciò che resta non è la libertà, ma il ritorno allo stato di natura.

• Il monito per l'Italia: riforme e sovranità

C'è una pericolosa assonanza tra chi, oltreoceano, smantella il multilateralismo in nome di una sovranità solitaria e chi, in casa nostra, insegue riforme che mirano a isolare il magistrato. Recidere l'unità della giurisdizione e ridurre il controllo di legalità a un "intralcio burocratico" risponde alla medesima logica: l'idea che la legge sia un fastidio ogniqualvolta non si mostri flessibile verso il potere di turno.

• Dalla civiltà alla legge del più forte

Quando si inizia a dipingere il diritto come "un'arma dei nemici" o un "ostacolo all'efficienza", l'obiettivo non è il risparmio, ma l'abbattimento dell'unico argine che separa la civiltà dal dominio del più forte. Chi oggi esalta la "liberazione" dai vincoli internazionali o dalle garanzie processuali, domani si sveglierà in un mondo dove non esistono più arbitri, ma solo padroni. La strada percorsa tra sofferenze e guerre è stata lunga e faticosa; per tornare indietro, purtroppo, basta un solo attimo di cinismo.

✒️ Postilla

Per approfondire il significato attuale di figure che hanno dedicato il lavoro e la vita al rispetto del valore della Legge come bene comune della collettività:

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