(Introduzione ad a.p.). Dietro i tecnicismi della riforma della giustizia si nasconde una trasformazione pericolosa: il diritto al servizio del potere. Se il Pubblico Ministero viene isolato e condizionato, le indagini importanti si fermano e il costo dell'impunità pesa su tutti gravando sulle tasche e sulla salute dei cittadini onesti. Difendere l'autonomia della magistratura è un atto di autodifesa civile per chiunque creda nell’uguaglianza davanti alla legge.
(a.p.) ▪️
✓ La trama occulta
C’è un inganno nascosto nella riforma della giustizia. Non è un refuso, non è un dettaglio tecnico. È un filo che lega le nuove regole, un filo che non si vede subito, ma che, piano piano, cambia il ruolo della magistratura e la funzione svolta per la comunità. Non si tratta più di garantire un servizio efficiente ai cittadini, ma di imporre vincoli all’azione dei giudici, sostituendo l’unico obiettivo che dovrebbe guidarli: applicare la legge, senza distinzioni.
✓ Quando indagare diventa un rischio
Se il Pubblico Ministero viene isolato e la sua carriera dipende da organismi esposti alle pressioni politiche, ogni indagine sui "poteri forti" diventa un azzardo. Un procuratore che tocca interessi economici o istituzionali sa che la sua carriera potrebbe essere frenata da chi ha interesse a insabbiare. Il risultato? Una giustizia che si concentra sui reati minori e chiude un occhio sui grandi centri di potere. Non è teoria: è la trasformazione dell’indipendenza in prudenza forzata, e della prudenza in impunità garantita.
✓ Chi paga le conseguenze?
L’indipendenza della magistratura non è un privilegio di pochi, ma una garanzia collettiva. Quando viene meno, i costi ricadono direttamente sui cittadini:
• Il salasso fiscale:
Ogni euro sottratto all’evasione o alle frodi sugli appalti è un euro che lo Stato recupera aumentando le tasse ai contribuenti onesti. Se la magistratura non indaga, paghi tu.
• La sanità depauperata:
In un sistema già in crisi, la corruzione divora risorse destinate a cure e macchinari. Un PM indipendente è l’unico argine contro chi ruba ossigeno ai malati.
• L’uguaglianza tradita:
Senza un controllo terzo, la legge diventa disuguale: severa con il cittadino comune, indulgente con chi ha i mezzi per influenzarla.
✓ La maschera della retorica: "libertà" per pochi, vincoli per tutti
Questa riforma si veste di parole altisonanti ma non si tratta di garantire diritti. Si tratta di liberare il potere dai vincoli. Il vero liberalismo, quello che tutela i cittadini, si fonda sulla separazione dei poteri. Qui, invece, si costruisce un sistema dove la legge non è più un baluardo, ma un accessorio.
✓ Difendere la giustizia: un atto di autodifesa civile
Difendere la magistratura indipendente è un atto di autodifesa civile. Perché quando la legge diventa un optional, a perderci è la democrazia. E il prezzo lo paghiamo tutti.
✒️ Oltre la norma: l’anima della Legge
L’indipendenza non è un concetto scritto sulla carta, ma un’abitudine del carattere. La storia della nostra magistratura parla attraverso i volti di chi ha vissuto la giurisdizione come un’unità inscindibile tra giudicare e indagare, seguendo un’unica stella: la Legge.
Vi invito a riscoprire i profili di coloro che hanno dimostrato come l'autonomia sia il respiro della democrazia.
• L’impegno del Pool e la dignità: Abbiamo incontrato Antonino Caponnetto, il "nonno" del pool, simbolo di un’umanità capace di trasformarsi in fermezza istituzionale e coraggio quotidiano.
• La toga come testimonianza civile: Attraverso le storie di DIKE, abbiamo esplorato la vita silenziosa di magistrati che dedicano ogni giorno la propria esistenza al servizio dello Stato.

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