(Introduzione ad a.p.). La riforma costituzionale punta a spezzare l’unità della giurisdizione. Recidere la cultura comune tra Pubblico Ministero e Giudice significa spezzare quel vincolo di osservanza della Legge che li rende entrambi servitori della verità e non del risultato.
(a.p.) ▪️ L'etichetta "liberale" è oggi spesa con eccessiva disinvoltura per nobilitare riforme che, nei fatti, sembrano ignorare i fondamentali dello Stato di diritto. Si parla di "svolta epocale", ma si rischia di confondere il garantismo (la tutela dell'imputato) con il libertarismo (l'insofferenza verso ogni limite legale). Un'autentica riforma liberale non può prescindere da un dato: il cuore del liberalismo è la separazione dei poteri. Se la riforma indebolisce chi deve controllare chi comanda, non è un'evoluzione democratica, ma un’operazione che sposta l'asse della giustizia a favore di chi governa.
Libertà "da" o libertà "di"? La distinzione che ci salva
Occorre distinguere tra due diversi concetti di libertà. Esiste una visione "negativa" che intende la libertà come assenza di limiti: l'idea che ogni regola sia un'intollerabile restrizione al proprio agire. È la concezione che porta a percepire le istituzioni come ostacoli. Al contrario, il liberalismo classico ci insegna che la vera libertà esige tutele istituzionali. Come ricordava Isaiah Berlin, la magistratura non è un limite alla libertà del cittadino, ma il suo custode finale: senza un giudice indipendente, la tua libertà finisce dove inizia l'arbitrio del potente di turno.
Il meccanismo del "ricatto silenzioso": come nasce il Pm timido
Cosa cambia per te se il PM ha una carriera separata dal Giudice? La risposta risiede nel coraggio dell'indagine. Se il Pubblico Ministero viene isolato e la sua carriera affidata a un organismo più esposto alla politica, scatta un condizionamento indiretto. Un inquirente che indaga sui "poteri forti" saprà che la sua carriera dipende da un sistema sensibile al governo del momento. Il rischio è una magistratura che diventi "timida" verso i colletti bianchi, concentrandosi solo sui reati minori e lasciando scoperti i grandi centri di potere.
Il costo dell'impunità: perché la riforma incide sulla tua vita
L'indipendenza della magistratura non è un privilegio di casta, ma un'assicurazione sociale. Quando il controllo di legalità viene depotenziato, il costo del malaffare si sposta direttamente sulle spalle della collettività:
• Il salasso fiscale: Ogni euro sottratto dalla grande evasione o dalle frodi sugli appalti è ossigeno tolto alla spesa pubblica. Se il recupero di queste somme rallenta, lo Stato dovrà tappare i buchi aumentando le tasse sui cittadini onesti.
• La tutela della salute: In un sistema sanitario provato da carenze, la corruzione drena le risorse disponibili. Un PM indipendente garantisce che il denaro pubblico arrivi alle cure e non nelle tasche della criminalità.
• L'uguaglianza violata: Senza un controllo terzo, la legge rischia di diventare "diseguale": indulgente con i potenti e rigorosa solo con il cittadino comune.
Opporsi è un atto di coerenza liberale
John Locke stabilì che "Dove non c'è legge, non c'è libertà". Affinché una riforma sia autenticamente liberale, deve rafforzare l'autonomia di chi giudica, non ridurla attraverso il sorteggio o il condizionamento delle carriere. Difendere l'indipendenza dei magistrati non è una battaglia corporativa, ma un atto di coerenza per proteggere la libertà individuale di tutti noi.
✒️ Postilla
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