(Introduzione ad a.p.). Esiste un’incoerenza di fondo nel dibattito sulla Riforma della magistratura. Un’incoerenza che emerge prepotente quando la cronaca nera chiama e la politica risponde, svelando quanto l'efficacia del sistema dipenda proprio da ciò che si vorrebbe smantellare.
✓ L'elogio involontario
(a.p.) ▪️ “In Italia i responsabili sarebbero già stati arrestati”. Con questa frase, riferita alla tragica gestione dell'incendio in un locale svizzero, esponenti della politica italiana (Bertolaso, assessore Regione Lombardia) hanno espresso un sentimento comune: la fiducia nella capacità di intervento immediato della nostra magistratura. È un riconoscimento implicito di un'efficacia che non nasce dal caso, ma da un assetto costituzionale preciso.
✓ Una precisazione necessaria: il metodo, non il merito
Sia chiaro: il punto qui non è stabilire se in quel caso specifico l'arresto sia la misura corretta o se i gestori siano colpevoli. Il tema prescinde totalmente dal giudizio di merito sul fatto di cronaca. Non stiamo invocando il tintinnio delle manette, né stiamo anticipando sentenze.
Ciò che stiamo analizzando è la serenità e la libertà d'azione dell'autorità giudiziaria. Se la politica vanta che "in Italia si sarebbe intervenuti subito", sta implicitamente lodando un sistema dove il magistrato può agire tempestivamente seguendo solo la legge e la propria coscienza, senza dover guardare al termometro del consenso politico o all'opportunità diplomatica.
✓ Il paradosso del potere
Il dato sorprendente è che questo elogio arriva da chi sostiene una riforma radicale del sistema giudiziario. Si vanta la prontezza del Pubblico Ministero, ma contemporaneamente si lavora per:
• Isolare il PM.
La separazione delle carriere rischia di trasformare l'accusatore in un super-poliziotto potenzialmente condizionabile dall'esecutivo.
• Frammentare il CSM.
Indebolire l'autogoverno significa togliere lo scudo a chi deve assumersi la responsabilità di decisioni gravi e urgenti.
• Istituire l'Alta Corte Disciplinare.
Creare un organo di controllo esterno rischia di indurre una "prudenza difensiva" nel magistrato, che potrebbe temere ritorsioni per atti legittimi ma politicamente sgraditi.
✓ Perché l’indipendenza garantisce la tua sicurezza
Perché siamo certi che in Italia si sarebbe agito con fermezza? Perché oggi il magistrato italiano non deve attendere "nulla osta". Se questa indipendenza viene minata, il magistrato diventerà inevitabilmente più guardingo.
Un giudice "timido" o un PM che teme di essere punito per aver fatto il proprio dovere non è un vantaggio per lo Stato: è un pericolo per il cittadino. La velocità e l'efficacia che oggi vengono elogiate sono il frutto della libertà di decidere solo in nome della legge.
Riformare per condizionare significa rinunciare a quella giustizia di cui la politica stessa, nei momenti di crisi, si fa vanto.
✒️ Postilla
Approfondisci il tema della minaccia al principio dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge in conseguenza della riforma in Separazione delle carriere, minore uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Foto: Le Constellation, Il Mattino

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