(Introduzione a Abraham Lincoln). Mentre le democrazie moderne vacillano sotto i colpi della politica delle urla e di una divisione sempre più estrema, il richiamo ai valori fondamentali non è più solo esercizio di memoria, ma un atto di difesa civile. Le parole di Abraham Lincoln, in una lettera all’insegnante del figlio, tracciano una rotta etica per una società che sembra aver smarrito il senso del limite e il rispetto per le regole del vivere comune. Segue a.p. - COMMENTO.
(Abraham Lincoln) ▪️ “Caro maestro, le chiedo molto”
L’equilibrio tra il bene e il male
“Professore, lei dovrà insegnare al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c'è un eroe, per ogni egoista c'è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata.
Il valore della sconfitta e la meraviglia del mondo
Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall'invidia e gli faccia riconoscere l'allegria profonda di un sorriso silenzioso. Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli.
Integrità e indipendenza di pensiero
Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria, gli insegni a credere in sé stesso, anche se si ritrova solo contro tutti. Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e a non accettare le cose solamente perché le hanno accettate anche gli altri. Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo.
La forza dei sentimenti e il coraggio solitario
Gli insegni a ridere quando è triste e gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono. Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue e a combattere anche da solo contro tutti, quando è convinto di aver ragione.
La tempra del carattere e la fiducia nell'Uomo
Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l'acciaio. Gli faccia conoscere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso. Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore ed anche in sé stesso, perché solo così può avere fiducia negli uomini. So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, caro maestro.”
(a.p. - COMMENTO) ▪️
Ricostruire l'Uomo oltre la politica delle urla
Oggi, di fronte alla tendenza della politica a trasformarsi in uno scontro distruttivo contro le istituzioni stesse, il messaggio di Abraham Lincoln risuona come un monito urgente. Insegnare a un figlio — e a un cittadino — che esiste una "sconfitta onorevole" è il più grande antidoto al veleno di chi rifiuta ogni verdetto sfavorevole e alimenta solo l'odio verso l'avversario.
Il rischio che corriamo non è solo politico, ma umano: stiamo perdendo la capacità di distinguere il leader generoso dal manipolatore, il dialogo dalla prevaricazione. Se vogliamo che la democrazia non sprofondi, dobbiamo ripartire da un’educazione dei sentimenti. La libertà non è un regalo acquisito una volta per sempre, ma un albero fragile da curare con la pazienza e il rifiuto delle folle che chiedono "vendetta" invece di giustizia.
Non c’è solo la politica lontana dalla gente, né solo la finzione costruita da chi specula sulle paure. La politica, quando è nobile, è un servizio. Ma quando la fiducia nelle istituzioni traballa, è il momento di tornare a questo decalogo di virtù civili.
Sono parole che vorremmo sentire sempre e che rendono universale il valore della democrazia — qui in Italia, come in ogni angolo del mondo. Dopo lo stupore, bisogna pensare al "che fare", senza affidarsi a strilloni incompetenti o a soluzioni facili. La democrazia si salva solo con la responsabilità di ciascuno di noi.

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