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La donna lamentosa. E non è solo stanchezza fisica 🤦‍♀️

donna giovane che sorseggia il caffè
(Introduzione a Marina Zinzani). In questo racconto, l’autrice dà voce a una condizione invisibile ma pervasiva: il senso di colpa di chi, pur vivendo una vita apparentemente "privilegiata" o "normale", soccombe sotto il peso di una stanchezza che non è solo fisica, ma esistenziale. È il paradosso della "donna lamentosa", giudicata da un coro di conoscenti che brandiscono il confronto con chi "sta peggio" come un’arma, finendo per soffocare ogni richiesta di ascolto in un mare di consigli non richiesti e medicina alternativa.

(Marina Zinzani) ▪️

Il confronto che zittisce

Arrivo a casa ed ho tremila cose da fare. Il mio lavoro è un part-time, di cosa mi posso lamentare, mi dice qualcuno. Pensa a quelle donne che fanno otto ore, e restano fuori dalla mattina alla sera, e poi hanno dei figli da gestire, anche piccoli, non hanno nessun aiuto in casa, ed hanno anche dei genitori anziani da gestire, pensa a loro. Tu fai solo sei ore, di cosa ti lamenti? 
Già, questo me l’ha detto un’amica, quando pensavo di potermi sfogare un po’ e parlarle dei miei problemi. Non si devono raccontare i propri problemi, questa è la prima cosa, dovrebbero insegnarla a scuola questa cosa: agli occhi degli altri diventi una che non sa gestire una casa, una famiglia, anche un’egoista perché tante donne fanno più di te e non si lamentano, perché tu di figli ne hai due ma c’è anche chi ne ha di più di figli, e sorride anche, è contenta della sua famiglia.

Diagnosi non richieste e rimedi improvvisati

Tu non sorridi mai, cos’hai? Sei depressa. Sembri proprio depressa. A volte i problemi legati al parto continuano anche dopo, per anni, quella depressione che viene, a volte è diagnosticata, a volte no, sembra più una certa stanchezza costante, una certa malinconia. Sei andata da un medico? Anche in farmacia, o meglio in erboristeria, vendono erbe che possono fare per te, cose naturali, a me hanno fatto bene in un momento in cui ero stanca.
Così mi ha detto una mia amica, e poi, alla faccia della privacy, deve avere riferito le mie lamentele anche ad una sua amica, e questa, quando ci siamo viste, mi ha suggerito un’altra soluzione: un centro di medicina alternativa, dove ci vanno altre donne, e lì si impara a riscoprire il proprio corpo, a sentire il proprio respiro. Le sue parole facevano capire che quel centro a lei stava facendo davvero bene. Certo, il particolare che ci vanno solo donne, fa suggerire che gli uomini sentono meno questo problema.

Il paradosso della terapia e del giudizio

Che poi qual è il problema? Sei stanca. Sei depressa. Soprattutto esaurita. Un’altra amica della mia amica, messa al corrente anche lei delle mie confidenze (ecco perché è meglio non raccontare i propri problemi), mi ha consigliato per il mio bene un percorso terapeutico da una psicologa, è una brava, ha detto, riesce a tirare fuori cose del passato, a far vivere meglio il presente.
Io arrivo a casa ed ho tremila cose da fare. E le ore per fare queste cose le avrei, lo so, non mi devo lamentare, l’ho detto, me l’hanno detto tutti che ci sono donne che stanno molto peggio di me, che hanno anche tre, quattro figli e sorridono. Ma il punto qual è? Che la mia stanchezza è anche stanchezza mentale, io sono quella che deve fare tutto, pensare a tutto, e i bambini, perché ho due bambini di sei e otto anni, sono semplicemente terribili, indisciplinati.

Il baccano e la perdita della pazienza

Ovunque vadano fanno un gran baccano, e non mi danno retta, neanche se li metto in punizione, neanche se urlo, ed urlo, li sgrido, e non dovrei, dovrei essere calma, poi mi pento, è terribile anche questo. Ecco, avere una calma zen e parlare a loro sottovoce, con calma, molta calma, far capire a loro che sbagliano, che non ci si comporta così, neanche a scuola, neanche con gli altri bambini, che certi atteggiamenti non vanno bene, non li tollero, non li tollera nessuno. Qualche volta ho cercato di comportarmi così, di non perdere la pazienza. Non è servito a nulla. Anzi, mi sono sentita quasi sopraffatta da due pesti, completamente irrispettosi di me.

Il bilancio asimmetrico della vita familiare

Il loro padre, mio marito? Lui mi aiuta, cerca di rendersi utile nelle cose di casa, e segue anche i bambini, non mi posso lamentare. Diciamo che si occupa del 20% della gestione di tutto, e io del resto, però lui lavora di più e le cose dovrebbero bilanciarsi, ma io sono molto, molto più stanca di lui. Mi vedo appesantita, d’altronde non ho tempo e neanche la voglia per una passeggiata, per andare in palestra o in piscina.
Ma sono appesantita anche nei pensieri, non sorrido più ad una battuta, a tavola con gli amici non riesco a lasciarmi andare, e le vacanze, lasciamo stare le vacanze, non mi aiutano, mi sembra di lavorare di più nel preparare le valigie, nel disfarle, e nel seguire i bambini assolutamente fuori controllo quando sono al mare e in albergo.
La vita di donna lamentosa. Una madre stanca. Eppure la mia famiglia è tutto per me. 

Commenti

  1. ......... ne sono certo che la famiglia è tutto per te. Ma in te c'è un vuoto è non ne sai la provenienza.

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