(Introduzione a Beatrice Nioi - Commento a.p.). In un futuro in cui il mondo avrà cambiato pelle, cosa resterà della nostra umanità? L’autrice ci regala una visione poetica e solenne sulla memoria e sul destino dei sentimenti. È un invito a riscoprire ciò che sopravvive al tempo: un amore che, spogliato dalla rabbia e dal dolore, si fa eterno tra le righe di lettere ingiallite.
(Beatrice Nioi).
Un viaggio sulla forza e la fragilità
E quando i tempi diverranno così vecchi che il sole avrà cambiato colore, le navi non sapranno più navigare, e le storie dovranno ricominciare, incideremo sulla roccia i nomi degli amici perduti, e degli amati che si saranno dissolti tra le fiamme dell'avvenire.
Busseranno alla porta i ricordi, ma stilleranno senza lacrime i rimpianti, dolci come fruscio d'onde. Gli sguardi si rapiranno all'ombra degli abbracci, e scorreranno limpidi i pensieri, liberi da stagioni in cui non fu che rabbia, e dolore muto. Da lettere ingiallite, accese di passione, non rimarrà che amore, se amore discese tra i mortali.
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(a.p.)
Un sortilegio di speranza
In queste righe, si compie un sortilegio: si trasforma la fine di un'era in un nuovo inizio. La scrittura ci ricorda che, mentre tutto si dissolve — dalle navi alle stelle — l'unica traccia davvero indelebile non è ciò che abbiamo posseduto, ma quanto abbiamo saputo amare. Una speranza luminosa che vince l'oblio.

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