Passa ai contenuti principali

Kubrick, la Luna, le bufale: perché amiamo i complotti 🐃 👨‍🌾

Un uomo parla del viaggio sulla Luna a un bambino, mentre dalla finestra si vede l'immagine dell'uomo sbarcato sul satellite
(Introduzione a Marina Zinzani). Dallo sbarco sulla Luna mai avvenuto ai messaggi nascosti nei corridoi dell’Overlook Hotel: il web non smette di nutrirsi di leggende metropolitane. L’autrice esplora una delle "bufale" più affascinanti della storia del cinema, rivelando come, dietro l'assurdità di certe teorie, si nasconda spesso un bisogno profondo di evasione, mistero e riscoperta della fantasia in un mondo fin troppo razionale.

(Marina Zinzani).

Il complotto lunare di Stanley Kubrick

Girano da tempo, in rete, dei video che riguardano il regista Stanley Kubrick e il suo film “Shining”. Si tratta di una ipotesi sconcertante: nel 1969 l’uomo non sarebbe mai andato sulla Luna, ma il finto allunaggio sarebbe opera in studio di Kubrick, il quale avrebbe poi inserito dei particolari di questo segreto nel film “Shining”.

Tra scetticismo e segreti impossibili

È un’ipotesi che fa sorridere, una delle tante che vengono definite bufale, sconfessate da tanti aspetti che sono comunque da considerare. In questo caso, parlando della missione Apollo 11, almeno uno di questi aspetti è che sarebbe stato difficile mantenere il segreto di una tale operazione, dato l’enorme numero di persone coinvolte nella sua realizzazione.

I messaggi cifrati nell'Overlook Hotel

Certo è che il film ha dei particolari che incuriosiscono: la maglietta del bambino con scritto Apollo 11, la stanza 237 (quando nel libro di Stephen King è 217) in riferimento alla distanza media fra la terra e la luna (circa 237.000 miglia), il manager dell’hotel, che ricorda il presidente Kennedy, con sulla scrivania una bandiera americana, l’inquietudine del protagonista, investito di una responsabilità che non è in grado di sostenere, ed altri particolari che sono certamente intriganti.

Il fascino dell'irrazionale come ritorno all'infanzia

In vite che procedono su binari prestabiliti, scandite da obblighi e orari, in cui l’aspetto del sogno si è perduto mano a mano che gli anni passavano, il fascino di una teoria che sembra anche campata in aria, ma che incanala la mente ad approfondire, può prendere e riportare su una dimensione legata all’infanzia, dove la fantasia era una compagna quotidiana. 

Evasione e ricerca della conoscenza

È un’evasione, che può anche avere aspetti di vitalità. C’è la dimensione di un possibile segreto, c’è la voglia di saperne di più, c’è la voglia di dare voce ad aspetti dimenticati di noi, assuefatti a guerre e violenze quotidiane.
Il riprendere la fantasia, il considerare altre possibili verità, il chiudere forse la faccenda con una propria opinione, ma dopo avere letto, approfondito. Questa non è una cosa negativa, è un piccolo viaggio verso la conoscenza e i tanti aspetti che può avere una storia, senza per forza apparire creduloni. 

Negligenze storiche e dubbi persistenti

Di bufale se ne leggono tante sul web. Questa, del finto allunaggio, ogni tanto ritorna. Comunque il filmato originale della missione Apollo 11 è andato perduto, pare sia stato sovrascritto, per una negligenza della NASA. Qualcuno sorride, notizia ad incremento della propria convinzione. 

Commenti

  1. Forse non sapremo mai qual'è la verità e quali sono le bufale 🙂

    RispondiElimina
  2. Un argomento che sconcerta e angoscia gli appassionati delle missioni lunari, che desiderano che il progresso possa portare l'umanità oltre i confini a noi conosciuti. E il film che porta alcuni riferimenti come simboli di una questione che continua a fare discutere: il dubbio.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

C'è una storia che ho bisogno di raccontare

(a.p.). Una storia, su radici, terra, e il coraggio di cercarne di nuova senza perdere la prima. Non un annuncio, o un bilancio. L'ho scritta per chi, in questi anni, ha reso questo giardino comune. Potete leggerla sul nuovo sito, www.pagineletterarie.it: Migrare. Una storia di radici e di nuova terra .

Gli amanti di Marc Chagall, tra sogni volanti e la solitudine della realtà

(a.p. - INTRODUZIONE) ▪️ Fantasie popolari, figure volanti, personaggi solitari. Il presente, in Marc Chagall, è sempre trasfigurato in un sogno che richiama le suggestioni della sua infanzia, comunque felice nonostante le tristi condizioni degli ebrei russi, come lui, sotto lo zar. Colori liberi e brillanti accompagnano figure semplici e sinuose, superano i contorni dei corpi e si espandono sulla tela in forme fantastiche. Le sue opere sono dedicate all’amore e alla gioia di vivere, descrivono un mondo poetico che si nutre di ingenuità ed è ispirato alla fiaba, così profondamente radicata nella tradizione russa. (Marina Zinzani - TESTO) ▪️ Desideravo una casa, un luogo caldo ed accogliente in cui tornare la sera. Desideravo qualcuno a cui raccontare la mia giornata. Desideravo un grande albero, a Natale, pieno di luci e di regali. Desideravo una bambina che mi accogliesse buttandomi le braccia al collo. “Il mio papà!”: ecco le sue parole. Desideravo un luogo di vacanze, ma soprattutt...

"Il raggio verde": la definizione di sé nel film di Rohmer

(Introduzione a Marina Zinzani). In una società che spesso ci impone ritmi frenetici, socialità forzata ed etichette immediate, cosa significa rimanere fedeli alla propria sensibilità? L’autrice ci guida nel cuore di uno dei capolavori più intimi di Éric Rohmer: Il raggio verde. Attraverso lo sguardo malinconico e incompreso della protagonista Delphine, il testo esplora il peso delle definizioni altrui e la ricerca ostinata di un luogo dell'anima.  (Marina Zinzani) Il cinema di Rohmer tra verbosità e autenticità Il film “Il raggio verde” (disponibile su RaiPlay, Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia nel 1986) riporta immediatamente ai temi del suo regista, Eric Rohmer: il mondo dei giovani, i loro problemi e le contraddizioni. Con il passare degli anni, la realtà vista dagli occhi di Rohmer può sembrare rappresentata in modo troppo verboso, o con storie semplici e senza temi forti, rispetto ai film di oggi.  La solitudine nella Parigi estiva “Il raggio vede” è forse il...

Dostoevskij e le "Memorie da una casa di morti": il valore della dignità nel baratro dei Gulag ❄️

(Introduzione a Liana Monti). Il confine tra la vita e la morte non è sempre un battito che si ferma, ma a volte è una catena che si stringe. In questo contributo, Liana Monti ripercorre l'inferno siberiano di Fëdor Dostoevskij, ricordandoci che anche dove l'uomo viene ridotto a "non defunto", la scintilla della dignità e il desiderio di libertà restano le uniche ancore di salvezza. (Liana Monti) ▪️ L'inferno di ghiaccio: la realtà dei lavori forzati Il libro tratta di fatti realmente accaduti, autobiografici, durante il periodo di prigionia all’interno di una delle colonie penali in Siberia conosciute come Gulag. L’autore ci introduce in un mondo fatto di stenti, sofferenza, punizioni, dolore, morte. Un luogo dove si trovano coloro che sono stati giudicati colpevoli di crimini di vari tipi: politici, e comuni come violenze e omicidi. Persone provenienti da diversi ceti sociali e militari. Condannate alla prigionia per vari anni o addirittura a vita. Nel momento i...

L’empatia verso gli altri nasce dall'ascolto di sé

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Imparare ad ascoltare sé stessi è il primo passo per potersi aprire davvero agli altri. Il dolore non ascoltato diventa una barriera che isola e inaridisce l'empatia: un richiamo essenziale a non ignorare le proprie ferite per rimanere umani. Maria Cristina Capitoni Quando ti ignori riduci i canali del cuore, scambiando le parti. Se soffochi il tuo dolore non senti più quello degli altri.