(Introduzione ad a.p.). Ci sono momenti in cui il dibattito politico smette di essere confronto. Le recenti dichiarazioni del ministro Nordio segnano un punto di non ritorno nel linguaggio istituzionale: un attacco frontale che scambia la riforma con il discredito di servitori dello Stato.
(a.p) ▪️
Esiste un limite che la politica non dovrebbe mai valicare, specialmente quando si parla di istituzioni: è il limite del linguaggio. Definire "para-mafioso" il sistema di autogoverno della magistratura, come fatto da ministro Nordio (Il Mattino di Padova), non è solo una forzatura polemica, è un atto che ferisce la storia stessa del nostro Paese.
Perché queste parole non possono passare sotto silenzio:
• L’insulto alla memoria:
Accostare i magistrati alla criminalità organizzata significa calpestare il sacrificio di chi – da Falcone a Borsellino, da Livatino a Chinnici – ha dato la vita proprio per combattere quel sistema. Le parole hanno un peso, e usarle per "avvelenare i pozzi" della campagna elettorale è un'operazione pericolosa.
• Dalla critica allo sfregio:
Si può e si deve discutere del "correntismo" e delle riforme necessarie. Ma c'è una differenza abissale tra il criticare un sistema organizzativo e l'assimilarlo ai metodi delle mafie. Quando un Ministro della Giustizia usa termini come "padrino" o "verminaio" per descrivere l'ordine che dovrebbe rappresentare, non sta riformando: sta delegittimando.
• Un bersaglio sbagliato:
La maggioranza dei magistrati lavora ogni giorno nel silenzio, spesso in uffici fatiscenti e con risorse minime. Trasformarli nel "nemico" per sostenere il sorteggio o la separazione delle carriere non velocizzerà i processi, ma aumenterà solo la sfiducia dei cittadini verso lo Stato.
La riforma della Giustizia merita un confronto alto, basato su numeri e soluzioni concrete, non su slogan che ricalcano il linguaggio della malavita per colpire chi la malavita la combatte.
NO: per difendere la dignità delle istituzioni e di chi le serve con onestà.

Io credo che il Ministro Nordio abbia da parte della magistratura qualche pietra nella scarpa. Che a modo suo vuole togliere.
RispondiEliminaCerto che è stato pesante. Ma è anche vero che lui ne ha fatto parte .......dunque ci sta dicendo che lui faceva parte di questi magistrati "mafiosi"
E' giusto pensare che abbiamo un Ministro della Giustizia che in magistratura ha fatto il "mafioso"
Già confrontare le figure di Borsellino è Falcone morti ammazzati dalla mafia vera con Nordio, che onore gli state rendendo.
Dimentichiamo che è stato detto da addetti ai lavori che sia Falcone che Borsellino SONO stati lasciati soli anche dallo Stato, molto pochissimi sono stati accanto, è moltissimi di sono defilati per il tipo vado a fare la Pipì.
Chi dice che la magistratura è una casta? è non credo che la dicitura Casta vuol essere democrazia ne viene rappresentata dalla nostra Costituzione. Vale anche per la Casta della Politica.