Passa ai contenuti principali

Addio a Domenico, un cuore che interroga tutti 🚼️

ruscello di montagna che scorre verso la pianura in una stagione fredda
(Introduzione ad a.p.). Il dolore per la scomparsa del piccolo Domenico non è solo un lutto privato, ma il riflesso di un’ingiustizia che colpisce al cuore l'intera comunità. Una vicenda in cui la fragilità dell'infanzia si è scontrata con l'inaccettabile malfunzionamento di un sistema che, nonostante le eccellenze che vanta nella sanità pubblica, in questo caso si è fatto assenza.

(a.p.) ▪️

Un naufragio collettivo nelle periferie della cura

C’è un’immagine che ferma il tempo in questa via degli orrori: un video, girato solo poche settimane fa, che mostra Domenico giocare con sua madre. In quegli occhi si legge la felicità inconsapevole che è il dono dell’infanzia, un ruscello di vita che cerca ostinatamente di farsi fiume nonostante una grave patologia cardiaca.

La fragilità tradita dagli ingranaggi del sistema

In questa storia, l'unicità di un bambino di soli due anni e tre mesi è stata travolta da un naufragio collettivo. La sua esistenza, già resa fragile da un cuore malato, si è ritrovata esposta alle temperie umane e a un malfunzionamento degli ingranaggi che avrebbero dovuto proteggerla. È la tragedia di una "lotta silenziosa", di un corpicino esile il cui respiro è rimasto a lungo affidato alle macchine e alla speranza coraggiosa di una madre.

L'eredità di un'anima indifesa

Oggi di Domenico rimane l'eco di una lezione di vita profonda e dolente. In quel silenzio composto che accompagna i passi dei genitori sotto la pioggia, resta il valore assoluto di un’anima che ha lottato fino all'ultimo istante, ricordandoci quanto sia prezioso e, talvolta, terribilmente indifeso il battito di ogni creatura.

Commenti

Post popolari in questo blog

Papà comunista: un sogno, e una fede perduta 🔴

(Introduzione a Daniela Barone). Alcune ferite segnano il corpo, altre l'anima. Per il padre dell’autrice, la passione politica è stata un intreccio di sogni d'oltre cortina, faticosi turni alle Feste dell'Unità e una fiducia incrollabile nei grandi leader del Novecento. Questo racconto ripercorre la sua parabola: dall’entusiasmo delle riviste patinate russe alla solitudine di un astensionismo dignitoso, passando per l’addio straziante a Enrico Berlinguer. Un uomo ha visto cambiare il mondo e il proprio cuore. (Daniela Barone) ▪️ Sogni d’Oltre cortina e riviste patinate Era stato Guido T., collega e vicino di casa, a convincere papà ad abbonarsi alla rivista ‘U.R.S.S.S.’ che trattava del rinnovamento sociale russo.  Lui che non leggeva mai nulla si dilettava a sfogliare le pagine del mensile e spesso commentava ammirato i titoli e le foto più significative.  «Hai visto, Carmen? In Russia le donne fanno qualunque tipo di lavoro. Non è come da noi. Là ci sono spazzine, murato...

Tra rigore del velo e libertà del cuore: il mio viaggio nella fede ⛪

(Introduzione a Daniela Barone). Crescere nell'Istituto del Sacro Cuore di Genova negli anni Sessanta significava abitare un universo di simboli austeri e silenzi carichi di attesa, dove la fede veniva impartita come un dovere tra divise blu e velette nere. In questo racconto, l'autrice ripercorre il sentiero tortuoso che l’ha portata da una formazione basata sul timore alla riscoperta di una spiritualità libera, capace di curare le ferite del passato e scoprire che Dio abita altrove rispetto alla paura. (Daniela Barone) ▪️ L'Istituto del Sacro Cuore: un mondo in bianco e nero Era stato mio nonno a volermi mandare all’Istituto del Sacro Cuore che frequentai per due anni di ‘asilo’, come si diceva allora, e tre di elementari. Ricordo ancora quanta insofferenza provavo per quella scuola prestigiosa e severa. Mio padre, all’epoca autista dei mezzi pubblici, non avrebbe potuto certamente permettersi di pagare quelle rette elevate. Però la Madre Superiora, Suor Platania, dagli s...

Innamoratevi! La lezione di poesia e amore di Roberto Benigni

(a.p. – Introduzione) ▪️ Attilio De Giovanni è lo stralunato docente di letteratura italiana, impersonato da Roberto Benigni, che in una celebre sequenza del film La tigre e la neve (2005) si lancia, davanti a una platea di alunni, in un sorprendente elogio della poesia, dell’amore e del coraggio. Con immagini visionarie e intuizioni comiche, il docente cerca di trasmettere ai ragazzi la sua passione per l'arte e per la gioia di vivere. Una passione umana destinata a rimanere nella dimensione dell’impossibile e incrociare una cocente delusione? Nulla è impossibile. Per questo motivo, l'intervento di Benigni che segue non è solo un omaggio alla poesia, ma un vero progetto di vita e il contesto essenziale per comprendere a fondo la bellezza e la forza del testo tratto dal film. Roberto Benigni: «Innamoratevi!» (Roberto Benigni – Testo) ▪️ «Su, su, svelti, veloci, piano, con calma, non vi affrettate. Non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili, aspettate almeno un...

Lettera di un padre alla figlia che parte

(a.p.*) ▪️ L'annuncio e i ricordi. “Papà, abbiamo intenzione di sposarci”. È la frase che ogni genitore si aspetta di sentire prima o poi, che ascolta con qualche timore, e con cui deve confrontarsi, facendo i conti con un groviglio di emozioni. La sua bambina è improvvisamente cresciuta, e lui, il genitore, non è più l’unico uomo, o donna, della sua vita, il soggetto principale intorno al quale la vita del figlio ha ruotato per tanto tempo. Pagine di letteratura, saggi, immagini di vita quotidiana, scene cinematografiche memorabili sono dedicate a questo tema eterno e sempre attuale: il figlio che lascia la casa paterna e comincia una nuova vita. E il padre e la madre, di fronte a quell’annuncio, rivedono, in sequenza, tanti passaggi della vita familiare. 🎈 Radici d'infanzia: Fregene, film e confidenze Anche a me è capitato, come a quel genitore, nel film “Il padre della sposa”, di ricordare alcuni momenti trascorsi con te, Daria: La carrozzina che ...

La trappola del sorteggio: come la politica vuole guidare i giudici 🎲

(Introduzione ad a.p.). C'è un trucco matematico dietro la nuova architettura della Giustizia. Mentre si sbandiera il sorteggio come simbolo di imparzialità, le regole scritte nelle pieghe della riforma Nordio rivelano un meccanismo a "due velocità" disegnato per indebolire la componente tecnica e consolidare quella politica. In gioco non c'è solo il funzionamento dei tribunali, ma il pericolo che la politica di qualsivoglia colore possa condizionare la giustizia. (a.p.) ▪️ L'insidia più pericolosa di una riforma non si nasconde quasi mai nelle grandi dichiarazioni di principio, ma nei piccoli meccanismi tecnici che regolano l'accesso al potere. Il sorteggio, che è il meccanismo di formazione dei futuri organi decisionali della magistratura (i due CSM e la neonata Alta Corte disciplinare), nasconde un’asimmetria matematica che ne modifica profondamente lo svolgimento a seconda dei componenti. Ecco l'analisi del "sorteggio a due velocità" che dovr...