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🎄 Il paese del pavimento storto: una fiaba elettorale di Natale

Il mondo in una palla di vetro, si vede un palazzo di Giustizia dal pavimento storto, che perde dalla porta oggettin e arredi: accanto qualcuno sta dipingendo un quadro.

(Introduzione ad a.p.). In un momento di fiabe natalizie, un cittadino - perditempo - si interroga sulla natura della riforma della magistratura. Ne nasce un dialogo immaginario, che è un invito a guardare oltre la propaganda e a scoprire cosa si nasconde dietro la bandiera della "separazione delle carriere".

(a.p.) ▪️ 

C’era una volta un’infiltrazione d’acqua...

C’era una volta, in un regno non troppo lontano chiamato Italia, un popolo di cittadini laboriosi che viveva in case con i pavimenti pericolosamente inclinati e i tetti che facevano acqua da tutte le parti. Qualche buon tempone le chiamava "Cittadella della Giustizia".
Sotto Natale, mentre tutti pensavano ai panettoni, si sparse la voce che il Gran Cerimoniere del Regno, il saggio Nordio, avesse finalmente trovato la soluzione. Non si trattava di riparare le travi o livellare i pavimenti (troppo faticoso, troppo tecnico!), ma di una riforma estetica chiamata "La Grande Separazione".
Il popolo era confuso. Sapevano che in primavera sarebbero stati chiamati a votare su formule arcane: “Volete voi il sorteggio dei togati del Csm?” o “Gradite una duplicità di organi di autogoverno?”. Ma poiché nessuno capiva queste parole magiche, il Cerimoniere sventolava una bandiera più semplice: "Separiamo le carriere!".
Un giorno, un cittadino qualunque, il signor Rossi, stanco di scivolare sul proprio pavimento inclinato, decise di andare a chiedere lumi. Trovò il ministro intento ad appendere palline di Natale perfettamente simmetriche su un albero che stava per cadere.

Il dialogo: tra insalate, ombrelli e quadri simmetrici

Signor Rossi: "Ministro Nordio, buongiorno. Avrei una domanda semplice: cos'è esattamente la separazione delle carriere dei magistrati? E, mi scusi, come può migliorare la giustizia, tipo la velocità dei processi o l'equità dei verdetti?"
Ministro Nordio: "Ah, la separazione delle carriere... è un po' come dividere due insalate in ciotole diverse. Serve a… separare, sì, così non si mescolano le foglie di lattuga con i pomodori."
Signor Rossi: "Capisco. Ma in pratica, cosa cambia? I processi saranno più rapidi? I giudici più giusti?"
Ministro Nordio: "Beh, rapidi... dipende dal traffico. Diciamo che mira a far sì che ognuno sappia dove sedersi a tavola. Il giudice da una parte, il pubblico ministero dall’altra.
Signor Rossi: "Chiarire i posti a tavola? Ma giudici e pubblici ministeri non lo sanno già dove sedersi a mangiare la propria ciotola? E poi, i processi dovrebbero arrivare più in fretta a conclusione. Cosa cambia allora?"
Ministro Nordio: "Certo, certo. Però ha presente quando ci sono due ombrelli anche se piove solo da una parte? È più... come dire... rassicurate. Sa, anche l'equilibrio diciamo meteorologico ha la sua importanza, non so se rendo l'idea."
Signor Rossi: "Il meteo? Ma io pensavo a problemi pratici: processi lenti, carceri piene..."
Ministro Nordio: "Ecco, sì. Infatti pensiamo anche a quello, a tempo debito. Ma la separazione delle carriere è un'altra cosa. Serve per... mantenere la simmetria, sa, è anche un fatto estetico."
Signor Rossi: "Simmetria? Tipo spostare i mobili quando ci sono da riparare infiltrazioni d’acqua? O appendere quadri dritti mentre il pavimento è inclinato?"
Ministro Nordio: "Beh, diciamo che un quadro ben appeso fa sempre la sua figura. Anche se... il pavimento continua a pendere."
Signor Rossi: "Capisco... o forse mi sfugge qualcosa. In ogni caso, grazie di cuore, ministro, per questo viaggio tra sapori, design e capricci del meteo."
Ministro Nordio: "È stato un piacere... chiarire le cose".

La morale: cosa resta sotto l'albero

La fiaba finisce qui, ma la realtà bussa alla porta. Mentre ci godiamo le feste, la propaganda ci parla di "Separazione delle carriere" come di una panacea estetica. Tuttavia, in primavera, il signor Rossi troverà sulla scheda elettorale concetti ben più ostici: sorteggi, procedimenti disciplinari esterni e sdoppiamenti del CSM. 
Il rischio è che, distratti dalla "bandiera" della separazione, i cittadini votino su meccanismi tecnici che rischiano di inclinare ancora di più quel pavimento già pendente, senza risolvere un solo giorno di attesa nei tribunali.
Quest'anno, sotto l'albero, chiediamo in dono un po' di chiarezza: perché una giustizia simmetrica in un palazzo che crolla non è una riforma, è solo un bel modo di arredare il disastro.

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