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Rispondere al grido: il coraggio di perdersi per ritrovarsi

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). In questi versi, l’autrice ci conduce in un territorio dove il perdersi non è un errore, ma una necessità etica. La poesia esplora quella solitudine necessaria per chi decide di ignorare i sentieri battuti per correre incontro al "lamento stridente" di un cucciolo umano, ricordandoci che la vera direzione non è data dai segnali, ma dall'empatia. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Lasciami andare Non solo per fare il buffone  o per chiedere aiuto  lasciami andare  anche quando  mi perdo nel buio cercando il cammino  Oltre i sentieri battuti non seguo sentieri  o segnali  ma un grido lontano  lamento stridente e impaurito  di un cucciolo umano.

Camminare

Il corpo e lo spirito, l’influenza del movimento fisico sulla nostra psiche. Saremo meno ansiosi camminando di più? di Marina Zinzani “Che gli uccelli dell’ansia e della preoccupazione volino sulla vostra testa, non potete impedirlo; ma potete evitare che vi costruiscano un nido” (Proverbio cinese) Cammina. Sono le sette del mattino. Cammina solo per te, senti l’aria pungente, è fresca l’aria, e sembra pulire i pensieri. Cammina. Anche di sera, ogni pretesto è buono, devi andare in un negozio? Abbandona la macchina, cammina spedita, puoi anche vedere un’altra città, non quella delle auto e dell’insofferenza, ma anche palazzi, alberi, giardini.

In cammino

Dalle parole alle immagini di Maria Cristina Capitoni Ora ho capito Parole come mantra Chiave di accesso all’infinito Libere o costrette 
 In rime incatenate Semplici pensieri Immagini perfette Segnano il cammino

Il salto oltre la follia

di Stefania Laurora che racconta Solo un salto e la ragione diventa follia * (con un commento di Angelo Perrone) (ap) La parola all’autore. Il suo ascolto permette di comprendere i momenti convulsi dell’esistenza, la realtà di una vita che è ricerca di sé. Affannosa e confusa, disarticolata sino al limite dell’incomprensibile, quando l’intelletto si smarrisce, perde il suo senso e dispera di trovarsi. Una discesa tra le pieghe del proprio vissuto, ombre senza un perché. Lucida e consapevole invece nella ricerca di un recupero, e nell’uscita dal baratro. Il destino ti getta addosso, come la corrente travolgente di un fiume, ogni genere di imprevisto, qualche schiaffo, alcune dolcezze e molti dolori.

Spazi nascosti

(Toscana, foto ap) di Giovanna Vannini Negli spazi nascosti del cammino, per ognuno di noi si nasconde una giusta persona. Non ha importanza che sia amore, amicizia, conoscenza di un attimo. L’importante è saperla scovare, riconoscere, lasciare che ci si affianchi, insieme a vicenda accompagnarci. Si fatica parecchio a trovarla; qualcuno è restio, qualche altro è troppo timido, debole, e lascia che altri non degni gli prendano il posto. Qualcuno invece, da sé viene allo scoperto. C’è chi fatica a rimanerci accanto, chi troppo presto suo malgrado ci lascia, c’è un destino già scritto alla fonte che, comunque, detta. Negli spazi nascosti del cammino, c’è un noi diverso da noi che torna. Quando si trova non siamo più soli…