Bruschetta? Il massimo. E poi ci si preoccupa dell’obesità di Marina Zinzani “Tesoro, mi si è allargato il ragazzino.” Era il titolo di un film di parecchi anni fa. Che c’entra, voi chiedete. Non chiedetemelo, non mettete il dito nella piaga. La mia vita è cambiata da quando devo lavorare a tempo pieno, e il ragazzino in questione, cioè mio figlio Luca, lo ritira mia suocera da scuola, e lo tiene fino a sera. Bene, direte, bella comodità, che gentile la suocera. Sì, questo è vero, mi ha tolto parecchi problemi. Però lei gli fa fare merenda, il pomeriggio, con tutte le cose che io ho sempre cercato di non dargli: merendine, patatine fritte, torte prese ai discount a pochi euro che non ci stanno dentro neanche i soldi delle uova e della farina, per dire con che cosa possono essere fatte. Si sdraia sul divano, Luca, e mangia. Comincia dalle patatine, dei bei sacchetti che sua nonna tiene sempre in casa, all’immancabile fetta di ciambella piena di burro, si sente tanto il b...
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