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La guerra, lato oscuro dell’uomo: un’eredità di memoria e speranza 🌈

(Introduzione a Daniela Barone). Dai racconti di guerra dei genitori all'impegno civile tra i banchi di scuola. Un viaggio nella memoria familiare che attraversa l'orrore dei conflitti e il dovere della testimonianza, per approdare a una convinzione profonda: solo la cultura della riabilitazione e dell'inclusione può spezzare il ciclo della violenza. (Daniela Barone) ▪️ Tra Genova e i Nebrodi: la guerra come racconto familiare Fin da piccola amavo ascoltare le storie dei miei genitori sulla guerra. Ciò che mi piaceva di più era però la diatriba che ogni volta si innescava in modo quasi teatrale fra papà e la mamma.  « Genova fu colpita duramente dai bombardamenti, sai? Ancora adesso ricordo le sirene che ci svegliavano di notte. Che incubo! Scappavamo da casa con coperte e cuscini per raggiungere in fretta le gallerie-rifugio. » mi raccontava con enfasi.  « Eh, quante ne abbiamo passate » continuava la mamma lanciando occhiate provocatorie a papà.  Lui ogni volta l’interr...
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Il cavalluccio marino, un nome ritrovato e una riconciliazione 🌊

(Introduzione a Daniela Barone). In questo racconto intimo e coraggioso, l’autrice affronta uno dei temi più complessi dell'animo umano: l'elaborazione di una perdita invisibile. Attraverso una visione onirica popolata da creature marine e simbolismo biblico, il testo ci conduce nel cuore di una scelta dolorosa, ricordandoci che dare un nome alle cose è l'unico modo per farle esistere e, infine, per potersene congedare. Una testimonianza che non cerca giudizio, ma comprensione, celebrando quel "filo di seta" che lega la memoria di chi non è nato alla forza di chi lotta per restare. (Daniela Barone) ▪️ Il torpore e il richiamo del mare È tardi ma non mi decido ad andare a letto. Come tante sere mi accoccolo sul divano davanti al televisore. Scorro i vari canali finché un documentario della National Geographic attira la mia attenzione. Si tratta del Mar Rosso, che meraviglia! Ci ero stata in vacanza due anni fa e ricordo ancora vividamente i tanti pesciolini multico...

Domani è un altro giorno, il coraggio di Rossella O’Hara oggi 💭

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono frasi che smettono di essere semplici battute cinematografiche per diventare veri e propri manifesti esistenziali. Marina Zinzani riflette sul potere rigenerante del celebre motto di Rossella O’Hara, calandolo nelle pieghe faticose della realtà quotidiana: tra amori tortuosi, precarietà lavorativa e solitudini silenziose, alla ricerca di quel coraggio necessario per credere che il cambiamento sia ancora possibile. Segue a.p. – COMMENTO. (Marina Zinzani) ▪️ Il manifesto di chi non si arrende L’immagine di Rossella O’Hara alla fine di “Via col vento” e la sua frase rimasta nella storia: “Domani è un altro giorno”: quelle parole sono diventate manifesto delle vite coraggiose che non si arrendono, che mantengono ancora la speranza. Non è semplice mantenere la speranza. E’ qualcosa che viene continuamente attaccato, fino a rimanere sempre più esile, fino a rasentare la disillusione. Le ferite dell'amore e del lavoro La ricerca di un’anima gemella...

Tajani e la Polizia “oppressa” dal PM: se la Legge diventa un ostacolo 🧭

(Introduzione ad a.p.). La proposta del ministro Antonio Tajani di "liberare" la Polizia Giudiziaria dal controllo del PM nasconde l'insidia dello smantellamento dei presidi costituzionali. L'articolo 109 della Costituzione (sulla dipendenza della Polizia dal pubblico ministero) non è un laccio burocratico, ma lo scudo che garantisce a ogni cittadino una giustizia indipendente dal potere politico. (a.p.) Le parole di Tajani: se la "liberazione" diventa sottomissione « La separazione delle carriere non basta. Dobbiamo liberare la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Pubblici Ministeri ». Questa frase, pronunciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (La7, 25 gennaio 2026), apre uno scenario oltre la cronaca politica. Non siamo di fronte alla scelta di un lessico opinabile, ma a un impianto ideologico che sembra voler riscrivere i principi della nostra Costituzione. È una dichiarazione che, forse più di ogni altra, illumina il senso profondo della riform...

Il binario dei sogni sospesi: cronaca di una giovinezza rimasta in stazione 🚂

(Introduzione ad a.p.). Immagini che non ritraggono solo persone, ma frammenti di ciò che siamo stati. Un saluto su un binario diventa così lo s pecchio di tutte le nostre partenze , di quei "poteva essere" che conserviamo, con sobria malinconia, nel bagaglio del tempo. (a.p.) ▪️  È un’immagine che non appartiene solo a un rullino, ma a quella stanza segreta della memoria dove conserviamo i nostri "poteva essere". In questo scatto, il bianco e nero non è solo una scelta cromatica, è il colore stesso della nostalgia. C’è tutto il peso dolce della nostra gioventù in quel saluto su un binario: l’abbigliamento quasi adulto indossato con l'innocenza dei bambini, come se avessimo avuto tutti una fretta disperata di crescere, senza sapere che il tesoro era proprio in quel cappotto un po' troppo grande e in quella valigia ancora vuota di delusioni. È un tributo a ciò che siamo stati: un miscuglio di promesse sussurrate tra il fumo di un treno che, forse, non è ma...

Il monito di Abraham Lincoln: l'anima della democrazia nell'epoca dello scontro continuo🗽

(Introduzione a Abraham Lincoln). Mentre le democrazie moderne vacillano sotto i colpi della politica delle urla e di una divisione sempre più estrema, il richiamo ai valori fondamentali non è più solo esercizio di memoria, ma un atto di difesa civile. Le parole di Abraham Lincoln, in una lettera all’insegnante del figlio, tracciano una rotta etica per una società che sembra aver smarrito il senso del limite e il rispetto per le regole del vivere comune. Segue a.p. - COMMENTO. (Abraham Lincoln) ▪️ “ Caro maestro, le chiedo molto ” L’equilibrio tra il bene e il male  “Professore, lei dovrà insegnare al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c'è un eroe, per ogni egoista c'è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Il valore della sconfitta e la meraviglia del mondo ...

L’algoritmo Guardasigilli: se la Giustizia rinuncia al giudizio ✨

(Introduzione ad a.p.). L’intelligenza artificiale in tribunale non è solo una sfida tecnologica, ma il sintomo di una pericolosa stanchezza democratica. Dietro il mito della "giustizia pronta all'uso" si cela la rinuncia al giudizio umano e la rimozione del concetto di Legge come limite invalicabile. Un’analisi critica su come la tecnocrazia stia tracimando nelle riforme moderne, trasformando il diritto in un algoritmo al servizio del potere. (a.p.)  Il miraggio della Giustizia digitale Negli ultimi anni l’idea che l’intelligenza artificiale possa contribuire in modo decisivo all’amministrazione della giustizia ha progressivamente abbandonato l’ambito della fantascienza per entrare nel discorso pubblico. Non parliamo più di scenari futuribili, ma di una realtà che si estende a macchia d'olio: sistemi di AI sono già utilizzati per il calcolo del rischio di recidiva, per l’allocazione delle risorse giudiziarie e per il supporto alle decisioni amministrative. Con l’avve...

Orvieto. Tra il Pozzo di San Patrizio e l'estasi di Signorelli ⛪

(Introduzione a Marina Zinzani). Esplorare l’Italia significa spesso spogliarsi della propria identità per farsi "carta assorbente" di fronte alla bellezza inattesa. In questo racconto, Marina Zinzani ci guida tra i vicoli di Orvieto, dove lo sguardo del viaggiatore si perde tra abissi interiori e l'armonia senza tempo dell'arte umbra. Tratto da “ Racconti di una vacanza in Italia ”. (Marina Zinzani) ▪️ L'abisso del Pozzo e lo specchio dell'anima Il pozzo di San Patrizio ha qualcosa di misterioso, che va oltre a ciò che si vede. È inquietante, come se il disagio che si prova richiamasse un altro tipo di pozzo, in cui le persone sono scivolate almeno una volta nella loro vita. Il mio viaggio in Italia doveva portarmi qui, a commuovermi senza sapere perché. Mi fa sentire spoglio questo luogo, di fronte all’antico e ai miei demoni. Mi sembra di soffocare. Il Duomo: silenzio, estasi e il pennello dell'uomo Eppure Orvieto mi sta regalando ore meravigliose. Stam...

⚖️ Storie e volti: Cesare Terranova – La visione totale e il magistero dell’unità

(a.p. – Introduzione). Cesare Terranova non è stato solo un martire della lotta alla mafia; è stato il "metodo" fatto uomo. In un’epoca in cui la criminalità organizzata era un’entità sfuggente e spesso negata, Terranova (1921-1979) ne decifrò i codici grazie a una prospettiva unica: quella di un magistrato che aveva abitato ogni angolo del processo. Riscoprire oggi la sua figura non è solo un atto di memoria, ma un monito necessario: la sua capacità di indagine nacque dall'unità della sua cultura giuridica, la stessa che oggi si vorrebbe frammentare con la separazione delle carriere. Il profilo e il percorso: la competenza come integrazione Cesare Terranova incarna l'essenza del magistrato "completo". La sua carriera è un mosaico di esperienze che si alimentano a vicenda: è stato Pretore a Messina, Giudice Istruttore a Palermo e poi Procuratore a Marsala. Questa versatilità non fu un semplice dato anagrafico, ma la chiave di volta del suo successo investiga...

L'infinita rincorsa dell’anima ♾️

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Nel vortice della vita, spesso ci troviamo a rincorrere un futuro che sembra ripetersi, intrappolati in un ciclo di attese e ansie. L’autrice qui cattura questo paradosso e ci invita a riflettere su come la mente possa proiettare un domani già vissuto, trasformando il presente in un "adesso" senza fine.  (Maria Cristina Capitoni) ▪️ La fuga dal presente L’infinita rincorsa per saltare ogni volta alla prossima angoscia ignorando il presente come fosse passato Il circolo vizioso della mente è un inganno frequente la mente ripete il futuro uguale a sé stesso L'eterno adesso fin quando adesso diventa per sempre.

Pacchetto sicurezza: perché nuove leggi non ci fanno sentire più sicuri? 🧭

(Introduzione ad a.p.). La sicurezza è un diritto, ma diventa un’illusione se affidata solo a nuovi divieti. Emerge un paradosso: il sistema inasprisce le pene per reati marginali mentre depotenzia i controlli sui centri di potere. Tra carceri sovraffollate e riforme che minacciano l’indipendenza del giudice, sorge una domanda: stiamo costruendo uno Stato più sicuro o stiamo indebolendo i presidi della legalità? (a.p.) ▪️ Giustizia e Sicurezza: tra slogan e realtà Perché, nonostante l’intensa attività legislativa, i cittadini non si sentono protetti? La risposta risiede nella contraddizione tra l’urgenza politica di rassicurare e l’incapacità tecnica di agire con efficacia. La sicurezza come valore: simbolo o sostanza? Nessuno discute il dovere dello Stato di garantire protezione. Tuttavia, giuristi e accademici sollevano un dubbio: stiamo costruendo sicurezza reale o un "diritto penale della prevenzione"? Il rischio è che si finisca per reprimere il disagio sociale — protest...