( Angelo Perrone ) Il peso dell’eredità sovietica, impossibile da elaborare e superare. La nostalgia verso un passato che mescola fasti a depravazioni, estinto da tempo e non riproducibile. Il delirio della ricerca di una supremazia mondiale, alimentata però non già dal primato di arti, tecnologie, successi economici, ma dalla sopraffazione brutale verso individui e Stati indipendenti e sovrani come l’Ucraina. La distorsione fatale di orizzonti, sguardi, volontà. Il processo criminale è iniziato molti anni fa nell’indifferenza, talora connivenza, dell’Occidente, illusosi di salvaguardare, con il silenzio, i propri interessi. Ora, quella tendenza procede implacabile, calpestando vite, in Russia e fuori dal paese. È sfidata ancora, contro ogni ragionevolezza, da persone qualsiasi (giornalisti, giovani, donne), che non accettano l’inevitabile. C’è, tra costoro, persino una madre, Lyudmila Navalnaya, che si ostina a reclamare indomita il corpo offeso del figlio, sfidando il freddo siberian...
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