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Visualizzazione dei post con l'etichetta yazidi

Quel fiore appassito

di Vesp ina Fortuna Non più Non più il tuo sorriso non gli occhi tuoi belli non il tuo viso ricordi abbagli di luce sentori la tua dolce voce.

Amina, le nostre voci cadevano come pietre

di Vespina Fortuna Sono una yazidi e vengo da Sinjar. Sono nata in un piccolo villaggio di poche anime ai piedi del monte, là avrei voluto allevare i miei figli e vivere con il mio compagno, i miei vecchi genitori e le mie sorelle. Era forse chiedere troppo? Sì, per me era chiedere troppo, per la mia bambina era chiedere troppo, per le mie quattro sorelle era chiedere troppo e anche per tutte le altre donne di Sinjar era chiedere troppo.