Passa ai contenuti principali

Chiara Ferragni, l'informazione degli influencer

Speculare sulla fiducia dei cittadini


(Angelo Perrone) La vicenda di Chiara Ferragni ha implicazioni oltre la persona e la sorte dell’attività imprenditoriale. È emerso un punto critico del mondo nel quale si muovono, hanno successo e guadagnano in tanti, influencer, sponsor, imprese. Ora sono più chiare questioni come la reputazione commerciale e la correttezza dell’informazione. 
Il fatto in sé ha suscitato interesse. Un grande business è investito da una tempesta mediatica e giudiziaria per effetto di una campagna dai contenuti non trasparenti o ingannevoli. Sembrava che il (maggior) ricavato delle vendite per prodotti a costi più alti di quelli analoghi sul mercato fosse destinato ad opere di beneficienza (a favore di ospedali e altre istituzioni analoghe).
L’influencer deve fare i conti con le disdette dei suoi sponsor, con i contratti che saltano, con i tanti affari in procinto di andare a monte. 
Per quanto possa sembrare singolare, si possono intravedere pure piccole, buone notizie. Se la vicenda mette a nudo spregiudicatezze comunicative ai danni di consumatori e cittadini, è pur vero che esse si basano su un presupposto positivo, cioè la buona fede del consumatore. Si muove da lì, per abusarne. A muovere gli affari c’è anche la fiducia in comportamenti eticamente apprezzabili, se le imprese giungono ad approfittarne per i loro interessi. Si tratta di un valore sociale messo in pericolo, anzi strumentalizzato da condotte temerarie, ma da preservare nel futuro.
Tenere conto del fatto che, nelle dinamiche di mercato, contano anche questi fattori, può tornare utile per capire le vicende economiche e le dinamiche sociali. E andrebbe studiato come tutelare la fiducia di tanti contro il rischio di manovre occulte e strumentali.  Perché “benefattori” non ci si improvvisa e occorrono pur sempre strategie e tecniche per assicurare trasparenza e rigore. 
Il caso è esploso per via di episodi di “beneficienza finta”, attribuiti alle aziende della Ferragni. La vicenda richiama un fenomeno ben noto, denominato con l’espressione social washing. Pratiche dirette a migliorare la reputazione di un’azienda attraverso iniziative nel campo della responsabilità sociale, come appunto la beneficienza a favore di istituzioni scientifiche o sanitarie.
L’aspetto strumentale (il “lavaggio” sociale) deriva però dal fatto che le iniziative pubblicizzate non sono realmente efficaci e perseguono, sotto il manto della responsabilità sociale, un tornaconto economico. È il caso dei messaggi promozionali che hanno accompagnato la vendita di pandori e uova, griffati Ferragni. 
Nel social walking, l’incremento della reputazione opera sui diritti sociali, sulla solidarietà, sull’attenzione verso più deboli e bisognosi. Lo stesso tentativo di compiacere il pubblico può essere perseguito però anche in altri campi “sensibili”.
L’espressione più celebre in proposito è quello dell’ambientalismo di facciata (greenwashing), che si manifesta cercando di trasmettere un’immagine sostenibile e “green” della propria azienda. Ma ci sono anche manifestazioni ulteriori come il femminismo, pure di facciata, denominato pink washing, l’ipocrisia in nome della donna. 
L’aspetto più deplorevole di tali condotte pubblicitarie è lo sfruttamento, da parte di soggetti economici, della propensione solidale presente nel corpo sociale. L’elemento più interessante, la buona notizia tuttavia, è apprendere che le dinamiche che muovono i comportamenti economici dei singoli non sono solo quelle dell’interesse personale. Ci sono anche sollecitazioni diverse: la solidarietà, il dono sociale, la compartecipazione ai destini degli altri. L’attrazione verso un prodotto non è data solo dal prezzo, come può ritenersi secondo una prevedibile vulgata. 
Non c’è soltanto la convenienza, dunque la riduzione della spesa, a muovere le azioni dei consociati. Si tratta di una predisposizione di grande rilevanza nelle dinamiche di mercato, e in genere nei rapporti sociali, anche se è esattamente questa tendenza ad essere strumentalizzata da influencer e aziende, per specularvi e perciò è necessario intervenire per preservare questo fattore fiduciario in economia.
Più semplicemente, la responsabilità solidale e ambientale è un valore per cui i consumatori, i cittadini, sono disposti a pagare e fare scelte. Ma il tema, importante e fragile, si trova oggi esposto alle degenerazioni del social washing e del green washing, cioè di tutti quei comportamenti di facciata che fanno leva su attitudini preziose per ricavarne invece un profitto. 
Lo scandalo della vicenda Ferragni mina la reputazione delle condotte che seriamente si sforzano di operare nel segno della solidarietà, le quali pure non godono di buona salute.
La manipolazione delle buone intenzioni è quanto rende deplorevoli certi comportamenti spregiudicati ai quali assistiamo nel mondo della comunicazione promozionale. La deriva non è frutto del caso né rappresenta un’eccezione. Si avverte un’estensione del principio della commercializzazione, che pervade – a vedere l’opera di certi influencer – ogni aspetto della propria esistenza, a partire da quelli intimi, i risvolti personali, le vicende dei figli, gli eventi o i sentimenti privati. 
Tutto in simili contesti è reso pubblico, esposto all’attenzione indifferenziata, non sottoposto ad alcun vaglio di riservatezza o buon senso. Non c’è rispetto di limiti tra il lavoro e la vita privata, quella propria e dei familiari. Anche tutto quello che accade ai bambini è esposto acriticamente all’attenzione di chiunque.
In questa eccedenza rispetto alla buona creanza, è inevitabile che la commercializzazione investa qualsiasi cosa, anche la buona fede del pubblico e l’illusione che continui a rappresentare un valore rispettabile. Sembra una descrizione appropriata dell’ambiente sofisticato di influencer, tiktoker e simili, e un commento a certi fatti concreti.
Ma, in ogni campo, la produzione del fascino e la filosofia del prestigio sono materie troppo complesse per poter prescindere da specifiche arti e accurate tecniche, basate su serietà e professionalità. Non basta nobilitare le apparenze con mezzi artificiosi, che nascondono solo la voglia di fare soldi, sempre più soldi. Approfittare di tutto è deplorevole. Lo scandalo è il tradimento delle buone intenzioni dei cittadini.

Commenti

Post popolari in questo blog

Tajani e la Polizia “oppressa” dal PM: se la Legge diventa un ostacolo 🧭

(Introduzione ad a.p.). La proposta del ministro Antonio Tajani di "liberare" la Polizia Giudiziaria dal controllo del PM nasconde l'insidia dello smantellamento dei presidi costituzionali. L'articolo 109 della Costituzione (sulla dipendenza della Polizia dal pubblico ministero) non è un laccio burocratico, ma lo scudo che garantisce a ogni cittadino una giustizia indipendente dal potere politico. (a.p.) Le parole di Tajani: se la "liberazione" diventa sottomissione « La separazione delle carriere non basta. Dobbiamo liberare la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Pubblici Ministeri ». Questa frase, pronunciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (La7, 25 gennaio 2026), apre uno scenario oltre la cronaca politica. Non siamo di fronte alla scelta di un lessico opinabile, ma a un impianto ideologico che sembra voler riscrivere i principi della nostra Costituzione. È una dichiarazione che, forse più di ogni altra, illumina il senso profondo della riform...

L'attesa di Felice Casorati: il tempo sospeso e la speranza 🎨

(Introduzione a Marina Zinzani e ad a.p.). Il ciclo poetico di Marina Zinzani evoca la solitudine del nido vuoto e l'inquietudine di chi cerca un segno. Questa tensione tra il desiderio di pienezza e l'isolamento trova un riflesso pittorico intenso nell'opera di Felice Casorati, "L'Attesa" (1918). Il quadro, austero e metafisico, non dipinge solo uno stallo, ma la membrana sottile e vibrante che separa la paura dalla speranza. 📝 La casa vuota: tra nido svuotato e silenzio sacro (Marina Zinzani - POESIA) ▪️ Casa vuota, e attesa. Attesa di un figlio, cambiato dalla sua nuova vita, si è sposato. Io sono la madre, mi sento improvvisamente sola, la sindrome del nido vuoto, forse. Casa vuota e attesa. Attesa che lui torni, il suo cuore torni, il suo cuore è altrove, lo sento. Sento l’amarezza e l’inquietudine dei suoi silenzi, qui in casa. Casa vuota e attesa. Attesa di un segno, che Dio torni a parlarmi, io, con la mia tunica da prete, e il silenzio che è calato ...

🎭 Totò e l'arte della truffa: il sogno di possedere la Fontana di Trevi

(a.p.) ▪️ L’arte comica di Totò è molto più di una collezione di gag; è un commento sottile e malinconico su un’epoca, uno stile, un’idea. I suoi film non offrono solo risate, ma ritratti complessi di un’Italia in bilico tra furbizia e ingenuità, espedienti e grande cuore. Questa comicità, che ha saputo esprimere e definire un intero periodo storico, ci regala momenti di pura magia, capaci di trasformare persino un reato in una ballata di ilarità. Il ricordo di un’emozione si lega indissolubilmente all'episodio culmine di Totò Truffa '62, l’immagine dell'attore che vende la Fontana di Trevi a un ingenuo italo-americano, ironicamente chiamato Decio Cavallo (e subito storpiato in Caciocavallo). 🕵️‍♂️ La truffa perfetta e il mito dell'ignoranza Nella celebre scena, Totò, affiancato dal fido Nino Taranto, individua la vittima perfetta: uno straniero, ignorante delle cose d’arte e credulone. La truffa si basa sulla sapiente str...

L’algoritmo Guardasigilli: se la Giustizia rinuncia al giudizio ✨

(Introduzione ad a.p.). L’intelligenza artificiale in tribunale non è solo una sfida tecnologica, ma il sintomo di una pericolosa stanchezza democratica. Dietro il mito della "giustizia pronta all'uso" si cela la rinuncia al giudizio umano e la rimozione del concetto di Legge come limite invalicabile. Un’analisi critica su come la tecnocrazia stia tracimando nelle riforme moderne, trasformando il diritto in un algoritmo al servizio del potere. (a.p.)  Il miraggio della Giustizia digitale Negli ultimi anni l’idea che l’intelligenza artificiale possa contribuire in modo decisivo all’amministrazione della giustizia ha progressivamente abbandonato l’ambito della fantascienza per entrare nel discorso pubblico. Non parliamo più di scenari futuribili, ma di una realtà che si estende a macchia d'olio: sistemi di AI sono già utilizzati per il calcolo del rischio di recidiva, per l’allocazione delle risorse giudiziarie e per il supporto alle decisioni amministrative. Con l’avve...

Valentino, l'ultimo imperatore: il rosso, la seta e l'eredità della bellezza

(Introduzione a Marina Zinzani). Questo omaggio a Valentino Garavani non è solo una cronaca del lusso, ma un'analisi estetica sul senso profondo del "creare". L'autrice esplora il contrasto tra l'artigianalità lenta di un tempo, paragonabile alle belle arti, e la velocità spesso priva di anima della moda contemporanea. Attraverso il celebre "Rosso", il testo celebra la capacità di uno stilista di trasformare la stoffa in energia vitale e in uno strumento di riscoperta del sé. (Marina Zinzani) ▪️ Il tocco del genio e la ricerca della bellezza Una vita dedicata alla rappresentazione della bellezza. La recente scomparsa di Valentino ricorda il suo talento unico, il tocco particolare, fatto di leggerezza e ricerca, quel tocco che voleva rendere più belle le donne. Il suo mondo emerge anche nel film-documentario “Valentino: l’ultimo imperatore”, che mostra il dietro le quinte di una sfilata, la sua vita quotidiana, l’attenzione estrema ai dettagli. L’idea che...