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Visualizzazione dei post con l'etichetta carnevale

Effetto notte, la scoperta di un mondo

Lo strano effetto di ciò che accade di notte, quando la quiete è apparente di Bianca Mannu Col piovasco precipita la notte sul quartiere inzuppato di ogni inadempienza Tra spezzoni di buio detonante malumore sembra l’acqua erompere dai globi dei lampioni

Al riparo dal libeccio

Pino, una vita tormentata e litigiosa. L'unica passione:  la pittura e le maschere di Carnevale di Paolo Brondi L’ombra della case, in uno dei tanti borghi di Viareggio, occupa la strada incupendone il colore. Un tempo questa via era lucida di asfalto, seppur polverosa e bianca: il vento amava questo suo aspetto e vi si fermava facendo rotolare foglie e trucioli. Ora gli è difficile il gioco e scivola rapida sulla nera striscia cogliendo non l’umile polvere, ma parole, chiacchere, falsità.

L'angelo guerriero

Micol Rossi: affrontare la malattia, con il sorriso e pensando all’oggi di Marina Zinzani C’è  qualcosa che sorprende nel gesto di Micol Rossi , durante il Carnevale di Venezia. E’ scesa sulla piazza San Marco come un angelo guerriero, ne hanno parlato i giornali e la tv. Lei aveva chiesto di poter fare questo volo al sindaco di Venezia, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sua malattia poco conosciuta, il morbo di Crohn.

Maschere di Carnevale, tra nostalgia ed illusione

Il travestimento è un rito ancora attuale. Nostalgia di una realtà passata, gusto dell’avventura, spirito di trasgressione. Una festa per entrare in un altro mondo, forse quello in cui avremmo sempre voluto vivere (ap*) Una pioggia di coriandoli, sfilate di carri allegorici, festeggiamenti collettivi di piazza, burla irridenti e dissacratorie: ogni anno si rinnova l’appuntamento con il carnevale , coinvolgente e fascinoso nonostante tutto. Festa senza età, a volte preparata in tutti i mesi precedenti, perché travestirsi è sempre una suggestione irresistibile. Accade così da sempre, in forme che si rinnovano nel tempo e si attualizzano, ma che mantengono un elemento costante: l’uso del mascheramento, come rappresentazione della condizione umana. Perché allora resiste nel tempo il fascino della maschera? Il bisogno di apparire altro da sé?

Maschere e favole

Carri allegorici, sfilate, feste: il ritorno del carnevale di Paolo Brondi La via è tutta sonora Al suono delle fisarmoniche A gruppi giovani maschere Cantan le nenie del carnevale Chi ascolta ripensa al passato Torna alle favole, al dolce sapere e un poco aiuta l’oggi più vuoto

Rocce che si sgretolano

Uomo con maschere , 1930, R. Chanterou La fatica, le difficoltà, gli imprevisti: i volti per mascherare la vita Racconto di Marina Zinzani (Commento a Carnevale: perché abbiamo bisogno delle maschere , PL, 16/2/18) Sono un padre di famiglia ora, devo pensare a far crescere mio figlio, devo essere un punto di riferimento per lui, non fargli mancare nulla. Certo, quante cose, e come cambia la vita. Un figlio cambia la vita.  Ora i figli sono due, e il tempo è sempre meno. Io e mia moglie lavoriamo entrambi, i ritmi sono veloci, a volte insopportabili. I conti fanno fatica a quadrare, le spese aumentano, c’è un’infinità di cose da fare ogni giorno.

Carnevale, perché abbiamo bisogno delle maschere

Il travestimento è un rito ancora attuale: nostalgia di una realtà del passato, gusto dell’avventura e persino della ribellione (ap) Una pioggia di coriandoli, sfilate di carri allegorici, festeggiamenti collettivi di piazza, burla irridenti e dissacratorie: ogni anno si rinnova l’appuntamento con il carnevale , coinvolgente e fascinoso nonostante tutto. Festa senza età, a volte preparata in tutti i mesi precedenti, perché travestirsi è sempre una suggestione irresistibile.