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Se il grande manager contesta la giustizia, il caso della strage di Viareggio e il manifesto dei 400

(Introduzione ad a.p.) Una pagina di pubblicità politica, firmata da oltre 400 personalità, contesta la responsabilità penale personale dei vertici aziendali in caso di disastri, sostenendo il rischio di una “responsabilità oggettiva”. Il manifesto, pubblicato dopo la condanna di Mauro Moretti per il disastro di Viareggio, manifesta un’apparente neutralità ma ignora la serietà della vicenda giudiziaria. La competitività non si misura sulla capacità di blindare i manager dal sindacato giudiziario, ma sulla certezza del diritto e sulla trasparenza di una governance che sappia farsi carico delle proprie responsabilità di vertice, senza eccezioni. (a.p.) La responsabilità è il cardine su cui si regge l’equilibrio tra potere e giustizia. In una democrazia, dove il sindacato della magistratura è l'argine contro l’arbitrio, la posizione di vertice non è un semplice ruolo, ma una funzione di garanzia verso la collettività. Sebbene l’articolo 27 della Costituzione sancisca che la responsabi...

Al riparo dal libeccio

Pino, una vita tormentata e litigiosa. L'unica passione:  la pittura e le maschere di Carnevale di Paolo Brondi L’ombra della case, in uno dei tanti borghi di Viareggio, occupa la strada incupendone il colore. Un tempo questa via era lucida di asfalto, seppur polverosa e bianca: il vento amava questo suo aspetto e vi si fermava facendo rotolare foglie e trucioli. Ora gli è difficile il gioco e scivola rapida sulla nera striscia cogliendo non l’umile polvere, ma parole, chiacchere, falsità.

Maschere di Carnevale, tra nostalgia ed illusione

Il travestimento è un rito ancora attuale. Nostalgia di una realtà passata, gusto dell’avventura, spirito di trasgressione. Una festa per entrare in un altro mondo, forse quello in cui avremmo sempre voluto vivere (ap*) Una pioggia di coriandoli, sfilate di carri allegorici, festeggiamenti collettivi di piazza, burla irridenti e dissacratorie: ogni anno si rinnova l’appuntamento con il carnevale , coinvolgente e fascinoso nonostante tutto. Festa senza età, a volte preparata in tutti i mesi precedenti, perché travestirsi è sempre una suggestione irresistibile. Accade così da sempre, in forme che si rinnovano nel tempo e si attualizzano, ma che mantengono un elemento costante: l’uso del mascheramento, come rappresentazione della condizione umana. Perché allora resiste nel tempo il fascino della maschera? Il bisogno di apparire altro da sé?

Maschere e favole

Carri allegorici, sfilate, feste: il ritorno del carnevale di Paolo Brondi La via è tutta sonora Al suono delle fisarmoniche A gruppi giovani maschere Cantan le nenie del carnevale Chi ascolta ripensa al passato Torna alle favole, al dolce sapere e un poco aiuta l’oggi più vuoto

Rocce che si sgretolano

Uomo con maschere , 1930, R. Chanterou La fatica, le difficoltà, gli imprevisti: i volti per mascherare la vita Racconto di Marina Zinzani (Commento a Carnevale: perché abbiamo bisogno delle maschere , PL, 16/2/18) Sono un padre di famiglia ora, devo pensare a far crescere mio figlio, devo essere un punto di riferimento per lui, non fargli mancare nulla. Certo, quante cose, e come cambia la vita. Un figlio cambia la vita.  Ora i figli sono due, e il tempo è sempre meno. Io e mia moglie lavoriamo entrambi, i ritmi sono veloci, a volte insopportabili. I conti fanno fatica a quadrare, le spese aumentano, c’è un’infinità di cose da fare ogni giorno.

Carnevale, perché abbiamo bisogno delle maschere

Il travestimento è un rito ancora attuale: nostalgia di una realtà del passato, gusto dell’avventura e persino della ribellione (ap) Una pioggia di coriandoli, sfilate di carri allegorici, festeggiamenti collettivi di piazza, burla irridenti e dissacratorie: ogni anno si rinnova l’appuntamento con il carnevale , coinvolgente e fascinoso nonostante tutto. Festa senza età, a volte preparata in tutti i mesi precedenti, perché travestirsi è sempre una suggestione irresistibile.