Passa ai contenuti principali

Il dopo guerra incerto (2)

di Cristina Podestà

(a.p.) La società vive apparentemente sotto controllo, tuttavia mostra abbrutimento e mancanza di moralità. I giovani e le gare di Challenge. Rapimenti di bambini. Genitori che uccidono figli, figli che uccidono genitori. Qual è il mondo che i ragazzi erediteranno? Eppure c’è stato qualcosa di diverso, ecco la lezione da ripassare. E un altro mondo può ancora esserci. Le riflessioni di Cristina Podestà

Talvolta mi domando: il mondo è cieco, ignorante, finge o si autoinganna? Alcuni problemi potrebbero essere facilmente risolvibili se soltanto si mettesse un impegno maggiore tutti quanti. Il degrado umano e sociale in cui versa il nostro Paese, per esempio, non ci consente di stare sereni.
Alcune decine di anni fa si era data per scontata una guerra finita per sempre, irripetibile nelle sue forme, e si credeva di vivere in una società post bellica salda ed integerrima, in un mondo pulito, con un lavoro sicuro e una strada più o meno tracciata per ciascuno. 
A scuola si studiava la seconda guerra mondiale e gli ex partigiani ci parlavano di un terribile conflitto finito da un po’, accantonato in un tempo passato. Era storia, era un evento bellico chiuso, certi che mai più si sarebbe ripetuto un simile evento. E noi vivevamo così, sicuri e orgogliosi, protetti dal nostro mondo vincente.
La storia del Risorgimento e delle due guerre mondiali era “vecchia” mentre noi si viveva sereni nell’Italia del boom dopo essere incappati accidentalmente, anni prima, in una guerra più unica che rara, e in un pazzo come il Fuhrer che era stato sottovalutato ma poi messo fuori combattimento con grande sforzo e con la certezza di avere capito l’errore e, scampati a tanta follia e orrore, si sarebbe fatta attenzione a che tutto ciò non potesse succedere mai più.
Orgogliosi di questa strada intrapresa dai nostri nonni, cantavamo l’inno nazionale commuovendoci fino alle lacrime. Avevamo come eroi Mazzini e Garibaldi, De Gasperi, Togliatti e Pertini, felici dei nostri nomi Paolo, Francesca, Maria, di studiare tante materie ma di puntare su italiano e matematica. 
I primi anni sessanta sono caratterizzati anche da profondi mutamenti culturali che toccano da vicino la sensibilità del popolo a cominciare dalla chiesa. Sono infatti gli anni del pontificato di Giovanni XXIII e del Concilio Vaticano II, che innesca un forte movimento di riforma e apertura. 
Nel mondo cattolico si liberano grandi energie di libertà, progresso e impegno sociale. Sul piano internazionale prima assistiamo al disgelo e poi alla distensione tra est ed ovest (Kennedy e Kruscev sono i protagonisti) mentre i paesi del terzo mondo si vanno liberando dai vincoli coloniali. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Tajani e la Polizia “oppressa” dal PM: se la Legge diventa un ostacolo 🧭

(Introduzione ad a.p.). La proposta del ministro Antonio Tajani di "liberare" la Polizia Giudiziaria dal controllo del PM nasconde l'insidia dello smantellamento dei presidi costituzionali. L'articolo 109 della Costituzione (sulla dipendenza della Polizia dal pubblico ministero) non è un laccio burocratico, ma lo scudo che garantisce a ogni cittadino una giustizia indipendente dal potere politico. (a.p.) Le parole di Tajani: se la "liberazione" diventa sottomissione « La separazione delle carriere non basta. Dobbiamo liberare la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Pubblici Ministeri ». Questa frase, pronunciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (La7, 25 gennaio 2026), apre uno scenario oltre la cronaca politica. Non siamo di fronte alla scelta di un lessico opinabile, ma a un impianto ideologico che sembra voler riscrivere i principi della nostra Costituzione. È una dichiarazione che, forse più di ogni altra, illumina il senso profondo della riform...

L'attesa di Felice Casorati: il tempo sospeso e la speranza 🎨

(Introduzione a Marina Zinzani e ad a.p.). Il ciclo poetico di Marina Zinzani evoca la solitudine del nido vuoto e l'inquietudine di chi cerca un segno. Questa tensione tra il desiderio di pienezza e l'isolamento trova un riflesso pittorico intenso nell'opera di Felice Casorati, "L'Attesa" (1918). Il quadro, austero e metafisico, non dipinge solo uno stallo, ma la membrana sottile e vibrante che separa la paura dalla speranza. 📝 La casa vuota: tra nido svuotato e silenzio sacro (Marina Zinzani - POESIA) ▪️ Casa vuota, e attesa. Attesa di un figlio, cambiato dalla sua nuova vita, si è sposato. Io sono la madre, mi sento improvvisamente sola, la sindrome del nido vuoto, forse. Casa vuota e attesa. Attesa che lui torni, il suo cuore torni, il suo cuore è altrove, lo sento. Sento l’amarezza e l’inquietudine dei suoi silenzi, qui in casa. Casa vuota e attesa. Attesa di un segno, che Dio torni a parlarmi, io, con la mia tunica da prete, e il silenzio che è calato ...

🎭 Totò e l'arte della truffa: il sogno di possedere la Fontana di Trevi

(a.p.) ▪️ L’arte comica di Totò è molto più di una collezione di gag; è un commento sottile e malinconico su un’epoca, uno stile, un’idea. I suoi film non offrono solo risate, ma ritratti complessi di un’Italia in bilico tra furbizia e ingenuità, espedienti e grande cuore. Questa comicità, che ha saputo esprimere e definire un intero periodo storico, ci regala momenti di pura magia, capaci di trasformare persino un reato in una ballata di ilarità. Il ricordo di un’emozione si lega indissolubilmente all'episodio culmine di Totò Truffa '62, l’immagine dell'attore che vende la Fontana di Trevi a un ingenuo italo-americano, ironicamente chiamato Decio Cavallo (e subito storpiato in Caciocavallo). 🕵️‍♂️ La truffa perfetta e il mito dell'ignoranza Nella celebre scena, Totò, affiancato dal fido Nino Taranto, individua la vittima perfetta: uno straniero, ignorante delle cose d’arte e credulone. La truffa si basa sulla sapiente str...

L’algoritmo Guardasigilli: se la Giustizia rinuncia al giudizio ✨

(Introduzione ad a.p.). L’intelligenza artificiale in tribunale non è solo una sfida tecnologica, ma il sintomo di una pericolosa stanchezza democratica. Dietro il mito della "giustizia pronta all'uso" si cela la rinuncia al giudizio umano e la rimozione del concetto di Legge come limite invalicabile. Un’analisi critica su come la tecnocrazia stia tracimando nelle riforme moderne, trasformando il diritto in un algoritmo al servizio del potere. (a.p.)  Il miraggio della Giustizia digitale Negli ultimi anni l’idea che l’intelligenza artificiale possa contribuire in modo decisivo all’amministrazione della giustizia ha progressivamente abbandonato l’ambito della fantascienza per entrare nel discorso pubblico. Non parliamo più di scenari futuribili, ma di una realtà che si estende a macchia d'olio: sistemi di AI sono già utilizzati per il calcolo del rischio di recidiva, per l’allocazione delle risorse giudiziarie e per il supporto alle decisioni amministrative. Con l’avve...

Valentino, l'ultimo imperatore: il rosso, la seta e l'eredità della bellezza

(Introduzione a Marina Zinzani). Questo omaggio a Valentino Garavani non è solo una cronaca del lusso, ma un'analisi estetica sul senso profondo del "creare". L'autrice esplora il contrasto tra l'artigianalità lenta di un tempo, paragonabile alle belle arti, e la velocità spesso priva di anima della moda contemporanea. Attraverso il celebre "Rosso", il testo celebra la capacità di uno stilista di trasformare la stoffa in energia vitale e in uno strumento di riscoperta del sé. (Marina Zinzani) ▪️ Il tocco del genio e la ricerca della bellezza Una vita dedicata alla rappresentazione della bellezza. La recente scomparsa di Valentino ricorda il suo talento unico, il tocco particolare, fatto di leggerezza e ricerca, quel tocco che voleva rendere più belle le donne. Il suo mondo emerge anche nel film-documentario “Valentino: l’ultimo imperatore”, che mostra il dietro le quinte di una sfilata, la sua vita quotidiana, l’attenzione estrema ai dettagli. L’idea che...