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Visualizzazione dei post con l'etichetta dolore

La promessa silenziosa: ti nascondo per proteggerti

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Ci sono promesse che non passano attraverso le parole, ma si radicano nel dovere morale di proteggere chi si ama. In questa poesia, il gesto di "nascondere" l'altro diventa l'atto di salvaguardia di un'anima fin troppo sensibile, incapace di reggere l'urto delle sofferenze del mondo. Un paradosso doloroso dove l'assenza e il non-riconoscimento diventano, alla fine, l'unica vera forma di tutela e di amore possibile. (Maria Cristina Capitoni). Poi quella promessa  mai dichiarata mi inchiodò al dovere  nulla avrei fatto  che non avresti accettato  senza mai chiedere  conferma al mio operato  fu così che armonia del cuore  t’ho nascosto ad ogni evento  per non farti male perché vibravi ad ogni grido d’aiuto  perché è stato meglio  non averti conosciuto.

La Porta che fa spavento: come cambiano le nostre paure con gli anni 🌃

(Introduzione a Daniela Barone). Il pensiero della fine è un compagno silenzioso che muta forma con il passare degli anni: dallo smarrimento infantile davanti al buio, alla consapevolezza malinconica dell'età matura. Attraverso il filtro dei ricordi familiari, il confronto tra le visioni dell'arte fiamminga e l'abbraccio colorato della pittura viennese, l'autrice ci conduce in una meditazione sospesa tra la paura del distacco e la speranza di un approdo luminoso.  (Daniela Barone). Il sonno e la "piccola morte": ricordi d'infanzia Sdraiata a letto recito le preghiere della notte sperando di non addormentarmi prima della fine delle orazioni. Non ho avuto mai difficoltà a prendere sonno in vita mia, proprio come papà che in un baleno piombava fra le braccia di Morfeo. «Beato te, Nino. Nulla ti sfiora. Appoggi la testa sul cuscino e già dormi» si lamentava la mamma che soffriva d’insonnia. Lui replicava filosoficamente che rimanere sveglio non avrebbe certo r...

Gisèle Pelicot: la forza della dignità e l'arte del kintsugi 👩‍🦰

(Introduzione a Marina Zinzani). Alcune storie scuotono il nostro senso di umanità, altre che, pur partendo dall'abisso, ci insegnano l'arte della rinascita. L’autrice ci accompagna nel racconto di Gisèle Pelicot: una vicenda di cronaca brutale che si trasforma, grazie a un coraggio fuori dal comune, in un manifesto di dignità. Una riflessione preziosa su come il dolore, se attraversato con verità, possa diventare l'oro che ricompone i frammenti di una vita. (Marina Zinzani).  Un orrore oltre l'immaginazione Gisèle Pelicot è una donna francese al centro di una storia di difficile immaginazione, fra le più raccapriccianti mai raccontate. Per anni ed anni fu drogata dal marito e fatta violentare da lui da più di 50 uomini nella sua stessa casa, a sua completa insaputa. I particolari di questa storia sono stati evidenziati anche nel processo, che ha visto il marito condannato a 20 anni e i clienti a qualche anno di prigione. Il coraggio di un processo a porte aperte Questa...

💡 Il buio non è la fine: la bellezza nella selva del dolore

(Introduzione a Marina Zinzani). A volte la vita ci riserva incontri imprevisti: un dolore inatteso, un lutto che non è solo una perdita, una malattia che ci rende soli. È come perdersi in una selva oscura, circondati dal silenzio e dallo sgomento. Ma cosa succede quando, nel punto più basso della nostra fragilità, si leva una voce che sussurra "coraggio"? Marina Zinzani ci guida in una riflessione potente sul dono impalpabile che si nasconde nelle situazioni più difficili e sulla via per ritrovare l'alba. 🌑 L'ospite inatteso: solitudine, perdita e baratri (Marina Zinzani) ▪️ Si fanno incontri imprevisti a volte. Si prendono strade che non si sarebbe mai pensato di percorrere. E si è disorientati. Arrabbiati. Sgomenti. Increduli. Soli. A volte l’ospite inatteso è un evento, un dolore grandissimo, la perdita di una certezza, un baratro che si apre, un lutto, e di lutti possono essercene di diversi tipi, c’è un lutto anche se l’altra persona è ancora in vita, ma ha spe...

Il tempo del dolore

Contrastare o elaborare il dolore di Maria Cristina Capitoni A chi passa per la vita fingendo di servirla e se ne serve giorno dopo giorno il dolore plasma e addomestica curvando questo tempo sempre nella direzione giusta.

Gabbiani

L’atmosfera del mare, la sera, i profumi intensi e l’arrivo dei gabbiani. Da così lontano di Giovanna Vannini Quella distesa, piatta, turbolenta, frastagliata, le metteva angoscia. Non sapeva nuotare Samantha, avrebbe voluto ma non sapeva. Era tardi ormai. Una sola volta nella vita si era creata l’occasione per imparare. Aveva sette anni e mezzo, la scuola era finita, il corso di nuoto già pagato e costume intero, cuffia e ciabatte, già in suo possesso. Un’epidemia di varicella, forte e purulenta, prese Samantha.

Madri

La maternità di fronte al dolore di Marina Zinzani Gli orrori della guerra le lacrime delle madri l’inutilità del male.

Da sola

Inger sulla spiaggia di E. Munch Il dolore raccontato nelle pagine di un diario di Liana Monti Scrissi sul mio diario Quando uscivo dalla terapia di coppia Dove potavo le ultime terribili energie nel tentativo di salvare il mio matrimonio Scrivevo in auto, prima di tornare a casa da mio figlio

Polipo

Anime straziate e dolenti, come sbattute su pietra aguzza di Mirella Santamato Mi hanno sbattuto sugli scogli Come un polipo appena pescato. Hanno ridotto la mia anima in poltiglia Per formare una coscienza nuova.

Tutta musica d'intorno

L’incantesimo della vicinanza d’amore: lusinga per le anime dolenti di Paolo Brondi E’ il suono del violino L’incantesimo dell’anima mia Amore, stammi vicino In quest’ora di amara nostalgia Non voglio onori, ricchezze Voglio un po’ di verde, di azzurro Una casa, le tue carezze E del mare la voce, il sussurro

Rosso

Eventi che cambiano il colore delle giornate: la strada difficile da percorrere di Bianca Mannu Arrossarono i giorni le bandiere. Arrossarono gli uccelli di passo contro il cielo arrossarono embrici asfalti e camini arrossarono popoli d’erbe sulle prode arrossarono costole di monti e siepi all’orizzonte …

Arcobaleno

Arcobaleno a Pisa (foto ap) La pioggia scrosciante prima dell’arcobaleno: ognuno attraversa la fatica per inseguire i propri sogni di Marina Zinzani “Se vuoi trovare l’arcobaleno, devi sopportare la pioggia” (Dolly Parton). Balla ballerina, balla anche se i piedi ti fanno male, anche se la fatica ti farà chiedere a volte se questa è la strada giusta, la tua strada.   Studente con tanti sogni, studia, prendi la laurea, persevera in ciò che vuoi fare, insegui il tuo progetto e non stare ad ascoltare chi ti dice che il mondo va in un certo modo, che vanno avanti sempre i raccomandati.

Sguardo muto

Il dolore che si esprime con un cenno. Uno sguardo di Maria Cristina Capitoni Perché quel pianto in gola che allora non capisti adesso ancora ti interrompe la parola? Non ti esprimi che in un cenno della mano circolare spettatore muto dell’altrui dolore

Il filo spezzato

Storia di Giulia, 19 anni, dopo la morte dei genitori in un incidente stradale: il dolore, la solitudine, l’impossibilità di dimenticare di Laura Maria Di Forti Mi chiamo Giulia e ho solo diciannove anni. Sono tanto giovane ancora, è vero, eppure ho conosciuto il dolore, la sofferenza per la perdita dei miei genitori.  Il dolore, certo. Non fisico, ma nel cuore, i sentimenti feriti, annientati. No invece, questo dolore è anche fisico, perché mi costringe a raggomitolarmi per difendermi, risparmiandomi, senza nemmeno riuscire anche solo a ripararmi.

Il rimorso che rimane

Gli anni trascorsi a ricordare quel giorno di Maria Cristina Capitoni Fu così che andò Non come fu sempre detto Il suo corpo a metà Tra il pavimento e il letto Fosti tu a salvarlo Non il vicino

Morte dell'amata

Il distacco dalla persona che si è amata, lo struggente ricordo, il desiderio di conservare qualcosa di quell’amore perduto di Serena Biagini Respiro affannato.. Dietro la porta socchiusa.. Sento.. Silenzio oscuro rotto da nenie sommesse.. Ricordo.. La tua pelle bianca e il sorriso.. Che apriva alla vita..

Specchiarsi

Una vicinanza del cuore che d’improvviso svanisce di Maria Cristina Capitoni Fu in quel rispondermi Affogato nel pianto La mia sintesi Ti avevo descritto Abitante nei pressi del cuore Capii in un istante che eri Il limpido specchio Del più sano dolore

Con i tuoi occhi

Il colloquio sofferto con la madre, specchio del proprio essere più profondo di Vespina Fortuna Questo è quel che hanno fatto del mio corpo madre quel corpo che tu hai custodito con amore quello che hai nutrito col tuo petto e allevato con dedizione e cura.

Colori lontani

Uno sguardo, incrinato e dolente, oltre le sbarre di Paolo Brondi Senza storia s’aggrappa alle sbarre Pallido il viso e trasparenti gli occhi Fissa le cose, le getta in fondo Alla mente e le cancella

Ad un tratto

L’emozione troppo forte può essere dolore, pianto di Maria Cristina Capitoni Il blocco del respiro permanente ed un gran peso che delimita l'espandersi nel niente Ogni pur flebile emozione tradotta in voce di tanto in tanto ad ogni vano tentativo di sfogare prorompe in pianto.