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‘Il somarello’: quando la scuola impara ad ascoltare 🫏

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa succede quando un insegnante decide di ignorare il rigore della Presidenza per ascoltare il cuore della classe? Tra i viottoli di Genova e i banchi di una prima media degli anni '60, nasce "Il Somarello": un giornalino di classe che trasformò i "somari" in protagonisti e una ragazzina timida in una giovane poetessa. (Daniela Barone) ▪️ Tra girini e viottoli di campagna Andare alla scuola media Assarotti era piacevole per me. Per raggiungerla percorrevo una stradina di campagna, costeggiata da orti e serre, che mi conduceva all’istituto in una ventina di minuti. Davvero non so perché noi ragazzini chiamassimo il lungo viottolo spasuia , in genovese scopa.  Si trattava, per la verità di una viuzza tortuosa piuttosto mal tenuta, piena di erbacce ai lati, dove molte persone portavano i cani a fare i bisogni. Facevamo quindi una specie di gincana per evitare le lordure e i rovi che infestavano i tratti più stretti.  In fondo si v...

15 anni - Molti like

I gesti di morte della “rete” di Marina Zinzani Non ha importanza il suo nome, non ha importanza dove abitasse, neanche il suo volto ha importanza. Era però molto carina, e nei suoi grandi occhi aveva la gioia dei suoi pochi anni,  la frenesia di vivere, l’idea di una vita piena di possibilità.

A metà strada

Foto Pixtury.com Una donna anni dopo, ritornando nei luoghi della giovinezza di Giovanna Vannini Sapeva perdersi e fermarsi e ascoltare. Valentina, piccola donna dai sogni leggeri, dal sonno pesante, dagli sbadigli rumorosi. Quando rientrava da scuola gettava con grazia i libri sulla sedia dell’ingresso e andava. Andava a sedersi sul muretto a secco che recintava la proprietà dei nonni, un filo d’erba in bocca, un fiore tra le mani colto nel campo, possibilmente giallo e non troppo odoroso. Quando il vento era forte, ascoltava il suono delle foglie agitate e dei rami dondolanti, mentre i sassolini più piccoli si rincorrevano sul viottolo bianco fino a sparire tra l’erba.

Capelli al vento

La scuola, l’adolescenza: l’immagine ricorrente di Gianna Racconto di Paolo Brondi Al termine di una giornata densa di attività per le quali, ormai da anni, si snoda il mio tempo, qui, in questo mio studiolo pisano, nell’imbrunire, vado ricordando degli avvenimenti accaduti in vari tempi. La prima immagine è quella di te, dei tuoi cari e dell’affettuosa accoglienza che mi avete donato alcuni giorni fa.

Da qui si vede il mare - Eravamo in tre (2)

La storia di Lorenzo e dei suoi amici di infanzia Nicola e Maria. Un rapporto che non lo protegge da atti di violenza per il segreto che custodisce e che lo porta verso la tragedia. A distanza di tempo, la ricerca della verità su quel suicidio è anche l’inizio di un percorso di crescita individuale Romanzo di Marina Zinzani Riassunto della puntata precedente Tutto era divenuto confuso nella vita di Lorenzo, le cose gli apparivano irreali e prive di senso, un vuoto gli si prospettava davanti, come quello oltre il muro del balcone.   Bastò un salto, e il mare ne inghiottì il corpo. Per sempre. Il romanzo è pubblicato a puntate, in queste date: 20, 23, 26, 29 novembre; 2, 5, 8, 11 dicembre 2017. Ognuna con brevi note illustrative, anche per dar conto delle puntate precedenti.

Non perdersi nel dolore

di Paolo Brondi Addentrarsi nel territorio inquietante della sofferenza esistenziale significa comprendere che il soffrire non è mai un'esperienza unicamente individuale, riguarda tutti, nel gioco della solidarietà che dovremmo sempre perseguire, e, per il senso che l’esistenza ha sempre, anche quando è pregna di dolore e comprende pure la morte. Solo così il dolore diventa comunicabile, oltre il muro di solitudine in cui è rinserrato chi soffre o quello difensivo o indifferente di tutti gli altri e si rende produttivo di nuove possibilità, di un nuovo sapere.

I ragazzini di Naxos

Foto V. Giovannini   di Valeria Giovannini A Naxos c'è il sole ogni giorno, per tutto il giorno. L'aria soffia ora lieve, ora più intensa. A tratti ingrossa le onde del mare. Si sta sempre bene. Verso sera, il sole si adagia sul porto. Nessuno strumento tecnologico lo può catturare. Enjoy every second of your life è il motto che ci accoglie. A Naxos sembra davvero sia così. All'alba, alcune donne, ogni giorno, entrano in acqua nel porto. Sbucano fuori soltanto le loro teste. Trascorrono del tempo disposte a croce e parlano fra loro. Un rito quotidiano, una sorte di saluto al sole. Le taverne del porto offrono pasti deliziosi, arcobaleno di sapori greci. Le insalate con la ricotta di Naxos, lo yogurt con il miele o i pomodori dolci.