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Visualizzazione dei post con l'etichetta mare

La rotta del mare: viaggio interiore oltre il passato

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni. Una potente allegoria sulla consapevolezza e sul libero arbitrio interiore. Come muoversi tra il rischio di rimanere imprigionati nella nostalgia e l'atto coraggioso di correggere lo sguardo? Un componimento che invita al silenzio e all'attesa attiva, ricordandoci che per tornare a navigare verso il futuro occorre smettere di guardare indietro. (Maria Cristina Capitoni) Abbagli e richiami improvvisi disturbano il flusso leggero un filo sottile conduce al sentiero  correggi lo sguardo  che guarda all’indietro  immagini e voci passate son solo riflessi e il fiato non basta per tutti  conviene aspettare  finché non riaffiora la rotta del mare.

Mare d’autunno, ascoltarsi mentre si avvicina la notte

(Introduzione a Cristina Podestà). In una fredda e inquieta giornata autunnale, l'eco del mare accompagna un viaggio tutto interiore. L’autrice ci conduce attraverso una lucida riflessione di stampo pirandelliano: un percorso intimo fatto di smarrimenti, lacrime e silenzi necessari, volto a spogliare l'anima dalle maschere quotidiane per ritrovare, finalmente, la propria autentica libertà. (Cristina Podestà) Il richiamo del mare e il gioco delle maschere Gocce di pioggia, il vento sulla pelle e il mare. Giornata autunnale freschina, la giacca sulle spalle non basta. Il mare urla il suo disappunto. E io cerco te. Che poi sono io. Cerco quel che sono, cerco chi ero, perché non mi riconosco. Ho provato in ogni modo a ritrovarmi tramite gli altri. Ma nulla da fare. Pirandello docet. Maschere! Indossiamo maschere per cui non possiamo vederci realmente. Con un amico sono una persona, con il mio amore un’altra, con un familiare un’altra ancora. Lo smarrimento e la forza di ritrovarsi ...

Zattera o gabbia: la fine dell’illusione e il prezzo della realtà

(Introduzione a Ilaria Caloisi). Irrequieta e ribelle sin da piccola, Ilaria si sente attratta da mondi lontani e dalle diversità culturali. Ha collaborato con una Ong e lavorato in Africa. Ama il teatro e si diletta a fare l’attrice. Ma è solo scrivendo che riesce a dare concretezza ai suoi pensieri e a districare le sensazioni più nebbiose. La scrittura l’accompagna costantemente, per diletto e per lavoro. Cosa porterebbe con sé su un’isola deserta? Una penna, appunto. Nel testo che segue, l’autrice ci guida attraverso la dolorosa ma necessaria demolizione di un amore totale, nel momento esatto in cui il sogno si scontra con la realtà. Una prosa densa, viscerale e a tratti squisitamente teatrale, che fotografa l'istante in cui si decide di scendere dalla nuvola, svestire gli abiti di scena e ritrovare, finalmente, la propria identità. (Ilaria Caloisi). Blatera il mio cervello effluvi di pensieri ostracizzanti. Che dovrei fare? Forse negare di avere investito il cielo del tuo eter...

Il temporale d'estate: il fascino della natura tra afa e burrasca

(Introduzione a Cristina Podestà). L'estate non è fatta solo di giornate radiose e cieli immacolati; la sua vera essenza risiede spesso nei contrasti improvvisi, in quella sottile tensione che precede il cambiamento. In questa prosa, l'autrice ci conduce sulla riva del mare per farci respirare l'atmosfera sospesa e carica di elettricità che anticipa l'arrivo di una tempesta estiva. (Cristina Podestà). Un'illusoria quiete estiva I raggi del sole danzano festosi in un cielo sereno a tratti; nuvole birichine si affacciano a turbare la tranquillità di una giornata iniziata sotto buoni auspici. Il caldo è forte, asciuga i ruscelli e il respiro, ma è estate e ci si aspetta un calore che talvolta strina le piante, ma rassicura con le sue serate di vento tiepido e mare in bonaccia.  I segnali della burrasca imminente L’afa è adesso veramente troppa ma i corpi sudati trovano refrigerio nelle onde che rinfrescano anche le idee. Senza sosta la bandiera fluttua sulla riva, ment...

Il capanno sulla spiaggia, orme che nascondono il mistero 🛖 👣

(Introduzione ad a.p.). Piccole orme lasciate sulla sabbia, come tracce per ritrovare momenti dell’infanzia e compiere un cammino a ritroso. Verso il mistero. Correre sulla battigia alle prime luci dell'alba è un rito di comunione con la natura e la memoria. In questo racconto, il paesaggio familiare di Fregene si trasforma nel teatro di una scoperta inaspettata, dove il silenzio della pineta e il torpore del mare fanno da cornice a un incontro che spezza la routine mattutina. (a.p). Il risveglio della pineta e il profumo di resina Quando potevo correre sulla spiaggia, ero felice. Ci andavo di prima mattina, mentre il sole era appena spuntato sul mare e il buio tardava a dileguarsi. La raggiungevo in bicicletta, dopo aver percorso stradine sconnesse, punteggiate da rami o pigne, nella pineta che separava la mia casa dal mare. Mi bastavano quelle poche centinaia di metri per sentire un forte odore di resina che, nel fresco delle prime ore del giorno, appariva più intenso e pungente....

Il mare nascosto tra le fronde: quando il vento inganna il cuore 🌊

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). La natura possiede una voce ambivalente, capace di cullare o di scuotere nel profondo. Il vento ha un potere evocativo, trasforma un fruscio di foglie nell'illusione del rumore del mare. È un richiamo alla nostra vulnerabilità. La percezione umana è spesso fluida e la realtà può confondersi con il desiderio o il ricordo. (Maria Cristina Capitoni). A volte pareva il rumore del mare un fruscio di fronde che ad occhi chiusi  confondeva la mente  il vento però era lo stesso  che spinge le onde.

Concerto all'alba: quando la musica incontra il risveglio del mondo 🌅

(Introduzione a Liana Monti). Un acquerello sensoriale che cattura la magia di un concerto all'alba. Non è solo la cronaca di un evento musicale, ma il racconto di una sinergia perfetta tra l'arte umana e lo spettacolo della natura, dove il sorgere del sole diventa parte integrante della partitura. (Liana Monti). L'attesa: tra marea e aurora Ore 05.30, in riva al mare, una mattina di estate, fra poco sorgerà il sole. Il pubblico è arrivato presto, con largo anticipo, dalle varie parti della zona, per essere puntuali a questo evento. C’è attesa nell’aria. Il panorama offre uno spettacolo molto suggestivo. Il mare è calmo, la marea si sta ritirando. Nel cielo uno spettacolo in evoluzione dal buio della notte piano piano verso il chiarore. Ed ecco giungere l’aurora che ci mostra nubi che adornano il cielo ed un gioco di luci e colori affascina i presenti che con gli occhi puntati verso l’orizzonte attende anche l’imminente arrivo dell’alba. L'incanto: violino, chitarra e m...

Donne maledette: il mito, il sacrificio, la metamorfosi 🧜‍♀️

(Introduzione a Vespina Fortuna e ad a.p.). Ci sono ferite che la terra non può rimarginare e scelte così estreme da apparire inspiegabili. Esiste un confine sottile dove l’orrore subito si trasforma in una tragica forma di libertà: è qui che nascono le "Donne Maledette". Segue Commento a.p. (Vespina Fortuna). La voce del Mare del Nord A nord del mondo le chiamavano “donne maledette”. Erano quelle che erano state abusate e avevano deciso di non far crescere dentro di loro il frutto del dolore e dell’orrore preferendo la morte. Erano quelle che si erano sacrificate per non giacere con i loro padri, i loro fratelli e i loro padroni. Erano le donne che si erano macchiate di sangue per difendere i propri figli e quelle che li avevano uccisi per sottrarli all’orrore del massacro. Una di loro si era gettata in mare da una torre che la teneva prigioniera e un’altra aveva ucciso il re despota per provare a cambiare il destino del proprio popolo. Erano tutte donne maledette. Fu mandat...

Il primo amore della mamma: tra sogni, ombre e nostalgia 💭👤

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa resta del primo amore quando la vita prende un’altra direzione? In questo racconto, l’autrice scava nei ricordi di sua madre, una donna divisa tra il fascino pericoloso di un fidanzato di gioventù e la solida, rassicurante tenerezza di un marito scelto "piano piano". Un viaggio tra vecchi album di foto, sale da ballo degli anni Cinquanta e quel sottile confine dove il passato torna a bussare sotto forma di sogno (o di presagio). (Daniela Barone). Il rossetto rosso e il rigore di nonna Elia Quando era giovane la mamma adorava ballare. Aspettava ansiosamente la domenica pomeriggio, quando finalmente poteva mettere le scarpe con i tacchi a spillo e il rossetto rosso fiamma. Lo metteva sul pianerottolo di nascosto dalla madre che non tollerava che la figlia si truccasse o rientrasse a casa in ritardo. Ascoltare mia mamma che raccontava della crudeltà della nonna Elia mi coinvolgeva al punto da sentirmi io stessa castigata severamente. Chissà ...

Il cuore matto del nonno Vincenzo: amore e nostalgia a Genova ❤️ 🚬 🌱

(Introduzione a Daniela Barone). Il nonno Vincenzo aveva il volto scolpito nella pietra e il dialetto stretto tra i denti, ma sotto quella scorza di "zeneize" burbero batteva un ritmo inaspettato. In questo memoir familiare, i ricordi d’infanzia si intrecciano con il profumo delle sigarette Nazionali e le note di un Juke-box. È la storia di un uomo che la famiglia voleva "sistemare" secondo convenienza, ma che scelse di seguire il battito di un cuore matto, capace di innamorarsi oltre l'età e i pregiudizi, insegnando a una nipotina che l'amore non ha data di scadenza. (Daniela Barone). Un "Zeneize" d’altri tempi Quando nacqui il mio caro nonno Vincenzo aveva appena 47 anni ed era vedovo da quattro mesi. Ciò nonostante, appariva decrepito ai miei occhi di bambinella: folti capelli bianchi a spazzola incorniciavano un volto rugoso che sembrava scolpito nella pietra. Era un po’ ingobbito e aveva una camminata indolente. Dotato di una carnagione olivas...

La coscienza e il risveglio dell’anima 🌊

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Un viaggio nel peso specifico dell'anima. La coscienza non è un'entità eterea e astratta, ma una forza magnetica che risponde alle leggi di un "corpo pesante". L’autrice ci conduce in uno spazio denso, quasi sottomarino, dove l'io si rifugia in attesa di una nuova luce. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ La coscienza  non decide dove stare viene attratta inevitabilmente  dal rumore  del suo corpo più pesante che si muove  in uno spazio denso  e qui si nasconde  sino al risveglio.

Fregene: 100 anni di fascino. La spiaggia del cuore dei romani tra pineta e storia

(Introduzione ad a.p.). Fregene è un vero e proprio luogo dell'anima. Non un semplice luogo di mare. A cent'anni dalla sua nascita come lido dei romani, il suo fascino continua a sfidare il tempo e le mode passeggere. (a.p.). Non è solo il luogo, è soprattutto l’emozione che ti regala. Fregene, a cento anni dalla nascita come meta balneare dei romani, sembra portare con sé un fascino che il tempo non riesce a scalfire. Non è una questione di mare (imparagonabile a quello cristallino di altri luoghi), ma di un'atmosfera che resta sospesa, quasi immune alle mode passeggere e alle età che avanzano. Un richiamo che trascende le generazioni Il suo richiamo trascende le generazioni: è il luogo dove si è stati giovani, dove si torna da adulti e si vedono i propri figli (e nipoti) scoprire la stessa, immutata bellezza. Fregene è il luogo, si direbbe, per tutte le stagioni della vita, dove è possibile allacciare amicizie e incontrare novità. L'essenza oltre il lusso Il suo fasci...

"Donne che sanno così bene di mare": i versi di Caproni sulla costa livornese

(Giorgio Caproni – TESTO) ▪️ Sono donne che sanno così bene di mare che all'arietta che fanno a te accanto al passare senti sulla tua pelle fresco aprirsi di vele e alle labbra d'arselle deliziose querele. (a.p. - COMMENTO) ▪️  Sulla spalletta, rifugio della canicola Tempo di sole e di mare: i versi di Giorgio Caproni proiettano velocemente sul lungomare labronico, nella sua città nativa. Seduti su una delle tante spallette, è il momento di indugiare, volgiamo lontano lo sguardo, nel refrigerio della brezza pomeridiana, sfuggendo all’afa impietosa. Ragazze che sanno di mare: vento e sale addosso Lo sguardo è distolto dal passaggio di quelle ragazze, fini e popolari, che sanno di marine, che aprono riviere. Ammirate non solo nei vestiti di lino e cotone, dai chiari colori, che le avvolgevano nel remoto passato, ma nei semplici indumenti di oggi. Il mare le accompagna nei lenti passi lungo la scogliera, l’acqua salata la portano addosso e sanno trasmetterne il profumo a chi, so...

Il movimento del mare e l'illusione della velocità: il moto come eterno procedere

( Vele al vento di Pippo Rizzo, 1925) (a.p.) ▪️Il vento non era un suono, ma una lama che tagliava il mare. Le onde, piani di lapislazzuli e indaco, incastrati l'uno nell'altro. Al centro, tre sagome scure fendevano l'energia blu. Le barche erano creature fatte di linee spezzate e slancio puro. Le loro vele, triangoli di giallo vivo e ocra caldo, erano tessuti non di tela, ma di pura luce. Ogni segmento di vela sembrava irradiare un calore, catturando l'energia del giorno e proiettandola contro il freddo mare. Era un'esplosione di colori e dinamismo. Il mondo, smontato in precedenza, è ricostruito più vero, più intenso. Non si guarda una regata, si sente la velocità: il moto, vinta l'illusione effimera, diventa il principio stesso della traversata. I piani sfrecciano, si intersecano, testimoniando un viaggio incessante, un eterno procedere che il vento non può intrappolare.

Piccolo sole

Navigare contro corrente, mantenendo la rotta di Marina Zinzani Non si passa indenni da una madre anaffettiva o da un padre alcolizzato o da una sorella invidiosa o da una maestra crudele o da un ambiente turbolento che si conficca nella mente

Regale, la prima estate a contatto con il Covid

La Maddalena (foto ap) La luce, il mare, il sole, nella prima estate a contatto con il Covid di Bianca Mannu Oggi – alba qualunque di questa strana estate uscita cionca dagli assalti covid – tu beatamente indenne – il tuo pacchetto d’anni sulle spalle – leggère per non sgradita solitudine –

Spiragli

Fregene (foto ap) Basta un raggio di sole a farci intravedere il ritorno alla normalità di Cristina Podestà In un mattino di prima estate ho ritrovato il sole. Era un sole diverso, brillante, ancora profumava di solstizio, era giovane, forse un po’ arrogante ma splendido e spettacolare. La giornata prometteva il meglio, l’umore era alto, la gente intorno sorridente.

Nulla

Il suono ed il silenzio, la fuga dal niente di Maria Cristina Capitoni Era così assordante il nulla che ogni più piccola cosa pareva immensa ma in quel marasma solo la fuga era ammessa io stessa non tornai più neanche a cena.

L'uomo che sussurrava al mare

Era bello quell’uomo in riva al mare: un’aria fiera, una giacca un po’ sdrucita di Cristina Podestà Lo vidi a distanza. Camminava curvo sul tramonto di un giorno qualunque, di un giorno che non sa che da lì a poco arriverà la sua fine, inghiottito nel rosso del mare. Il suo sorriso era estasiato; il volto, qualche ruga qua e là, evidenziava una bellezza passata, ma ancora persistente; gli occhi vivaci, determinati e forti, pur con il peso sulle spalle di tante atrocità.

Ritorno a sé

L’acqua, flusso di energia e di ricomposizione della vita di Lorenzo Mullon Con la pioggia scendono le profondità del cielo termina la siccità riappare il torrente che sposta massi e montagne con l'agilità dell'onda per un istante ogni cosa ritorna una con se stessa e con il tutto fluendo nel mare dell'esistenza