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🐴 Le vecchine di via del Plebiscito: un mistero nella Roma di un tempo

(Introduzione a Vespina Fortuna). Roma è una città che non dimentica, dove i confini tra il passato e il presente si fanno sottili come la nebbia del Tevere all'alba. Ci sono angoli, come via del Plebiscito, dove la storia non è fatta solo di marmi e monumenti, ma di vite silenziose che si rifiutano di andar via. Il racconto che segue il sapore dei classici fantasmi romani; ci riporta in una Capitale lontana, fatta di carrozze e passi svelti verso l'ufficio, dove un atto di eroismo quotidiano apre una porta su un mistero senza tempo. Un caffè sospeso tra due mondi, un debito di gratitudine che sfida le leggi della logica. Un mattino nella Roma di una volta (Vespina Fortuna) ▪️ Quella mattina, Pietro, come tutte le altre mattine dei giorni feriali, camminava su corso Vittorio Emanuele verso il suo ufficio, in via del Plebiscito. Era primavera, c’era un bel solicello leggero e i gatti, sotto i ruderi di Largo Argentina, si leccavano via la polvere della notte e si pulivano gli oc...

Viaggio al termine della notte

I fantasmi che accompagnano le ultime ore della notte di Bianca Mannu Intemperante e vano gialleggiare di presunta primavera addosso a prode che s’accompagnano - umide e senza cagione dimesse e gentili - all’asfalto avverso della statale Piomboso asfalto che guizza convulso piombo che schiocca al succhio sbrigativo - ma pugnace - d’infocati pneumatici lanciati in vortici di danza rettilinea

Il figlio del portiere

L’importanza della fantasia, in qualunque luogo di Marina Zinzani Cortili e palazzi. Un’infanzia come tante altre, mio padre portiere, il via vai di gente e il salutarsi. Buongiorno, buonasera. Vedi, quello è il dottore del terzo piano, ha appena avuto una bambina. Quella è la signora del quinto, tutti i giorni va a farsi una passeggiata a quest’ora.

Uno squillo

Lo sguardo sulla natura, il richiamo improvviso della realtà di Gianantonio Tassinari Guardo dietro la finestra verso l’infinito. La vista spazia e la mente vaga. Non vedo più l’azzurro, mi perdo nei ricordi, nei sogni a occhi aperti.

Elogio del tempo

Il tempo: non solo silenzio e meditazione, ma anche dialogo e fantasia. A ricordarcelo: Omero, secoli fa di Paolo Brondi Il nostro tempo toglie spesso spazio al silenzio, alla meditazione. Ci   fa smarrire all’interno di una società non più aperta al dialogo, all’ascolto, alla fantasia, ma al contrario favorevole alla passività, all’indifferenza, alla corruzione.

La fantasia smarrita

di Cristina Podestà   (Commento a Brondi, Magia del regolo, tra fiaba e tecnologia, PL, 12/6/16) Regolo è termine che riconduce a molte realtà: alla stella della costellazione del Leone, ad un calcolatore meccanico, ad un tipo di uccello protetto. Il mondo contadino di un tempo era davvero ricco, non di pane, bensì di tutto ciò che manca al giorno d'oggi, in cui abbiamo in abbondanza pane e companatico.

Fantasmi all'appuntamento

di Marina Zinzani Il percorso di ricerca può essere accidentato, incerto, a volte anche pericoloso. Si possono trovare lungo questo percorso delle parti di sé inesplorate, impreviste. Lo sguardo indietro pone interrogativi, il sottolineare le proprie imperfezioni, le cose che si potevano fare, che si dovevano fare.