Passa ai contenuti principali

Il futuro che ci aspetta

Se riavvolgiamo il nastro del 2021, è l’inquietudine la nota dominante: come affrontarla?


(Angelo Perrone) È una prassi tanto delicata quanto difficile, utile e mai banale. Tra la fine di dicembre e i primi di gennaio, arriva il momento dei bilanci: c’è una fase in cui, a fronte di quello che abbiamo passato e dell’altro che ci attende, è inevitabile verificare i risultati ottenuti. Anche però andare oltre: considerazioni generali, ipotesi e previsioni, domande cruciali. Qual è il modo migliore di affrontare il futuro?
Certi istanti rendono più acuto il bisogno di fermarsi e riflettere, ritrovando la sincerità smarrita per troppa fretta. Una sosta opportuna, che sembra un vuoto disorientante, ed è ascolto: tornano alla mente pensieri trascurati, emergono preoccupazioni latenti. Ognuno può scegliere il campo che gli aggrada e che gli preme di più. Si può spaziare tra lavoro e famiglia, indagare sugli aspetti sociali, porsi quesiti raffinati sulle dinamiche politiche (durerà il governo Draghi? Chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica?), intrattenersi nella dimensione intima, la più coinvolgente.
In ogni ragionamento, oltre ai risultati, si finisce per soppesare il livello motivazionale mantenuto finora e quello restante. È da questo che alla fine dipende il resto, come valutare gli obiettivi, se ricorrere a correttivi. Organizzarsi per il futuro significa spesso rinunciare a qualcosa, valutare l’imprevisto, sperimentare altro.
Nessun campo è in sé, per quanto singolarmente importante, può offrire una visuale completa. L’ordito in cui ci si è mossi è una miriade di eventi, affastellati tra loro, spesso non voluti o sfuggiti al controllo. La tessitura è fatta di fili eterogenei: casuali, programmati, accidentali, studiati. Eventi devastanti ed incontrollabili come il Covid hanno continuato, per il secondo anno di seguito, a rendere precaria la vita, sovvertendo schemi e regole.
Il bisogno di una conclusione fa cercare sulla mappa mentale un punto che possa funzionare da nuovo inizio, qualcosa da cui ricominciare con altra lena. La sintesi realistica è però inevitabilmente un quadro dalle mille sfumature in cui si rischia lo smarrimento, è puzzle di tessere scomposte in cerca di sistemazione e di autore. Contro l’ingenuità di certe aspettative, il tempo è rimasto ancora una volta sospeso tra paura e resistenza, ansia e speranza. 
Se riavvolgiamo velocemente il nastro del 2021 per trovare il bandolo, e cogliere l’umore del momento, la nota dominante è una sensazione di inquietudine, nonostante le buone notizie che pure non sono mancate e ci hanno rassicurato. Va accolta e interpretata, perché sia possibile fare un passo avanti.

Commenti

  1. Viviamo in un tempo sospeso, in uno spazio incerto. La diffidenza, a mio avviso, ha caratterizzato in modo dominante questo 2021 che volge al termine.
    Eppure eppure... Il venditore di almanacchi aveva ragione nel colloquio col passeggere. Non è facile fare previsioni, in fin dei conti per chi c'è, converrebbe chiedere all'anno nuovo di restare uguale al vecchio.
    Ma la sofferenza di questi ultimi due ci ha allontanato troppo dai nostri simili, e non è andato tutto bene, anzi!
    Dunque restiamo in attesa e... Che Dio ce la mandi buona. Solo così possiamo resistere

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Tajani e la Polizia “oppressa” dal PM: se la Legge diventa un ostacolo 🧭

(Introduzione ad a.p.). La proposta del ministro Antonio Tajani di "liberare" la Polizia Giudiziaria dal controllo del PM nasconde l'insidia dello smantellamento dei presidi costituzionali. L'articolo 109 della Costituzione (sulla dipendenza della Polizia dal pubblico ministero) non è un laccio burocratico, ma lo scudo che garantisce a ogni cittadino una giustizia indipendente dal potere politico. (a.p.) Le parole di Tajani: se la "liberazione" diventa sottomissione « La separazione delle carriere non basta. Dobbiamo liberare la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Pubblici Ministeri ». Questa frase, pronunciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (La7, 25 gennaio 2026), apre uno scenario oltre la cronaca politica. Non siamo di fronte alla scelta di un lessico opinabile, ma a un impianto ideologico che sembra voler riscrivere i principi della nostra Costituzione. È una dichiarazione che, forse più di ogni altra, illumina il senso profondo della riform...

L'attesa di Felice Casorati: il tempo sospeso e la speranza 🎨

(Introduzione a Marina Zinzani e ad a.p.). Il ciclo poetico di Marina Zinzani evoca la solitudine del nido vuoto e l'inquietudine di chi cerca un segno. Questa tensione tra il desiderio di pienezza e l'isolamento trova un riflesso pittorico intenso nell'opera di Felice Casorati, "L'Attesa" (1918). Il quadro, austero e metafisico, non dipinge solo uno stallo, ma la membrana sottile e vibrante che separa la paura dalla speranza. 📝 La casa vuota: tra nido svuotato e silenzio sacro (Marina Zinzani - POESIA) ▪️ Casa vuota, e attesa. Attesa di un figlio, cambiato dalla sua nuova vita, si è sposato. Io sono la madre, mi sento improvvisamente sola, la sindrome del nido vuoto, forse. Casa vuota e attesa. Attesa che lui torni, il suo cuore torni, il suo cuore è altrove, lo sento. Sento l’amarezza e l’inquietudine dei suoi silenzi, qui in casa. Casa vuota e attesa. Attesa di un segno, che Dio torni a parlarmi, io, con la mia tunica da prete, e il silenzio che è calato ...

🎭 Totò e l'arte della truffa: il sogno di possedere la Fontana di Trevi

(a.p.) ▪️ L’arte comica di Totò è molto più di una collezione di gag; è un commento sottile e malinconico su un’epoca, uno stile, un’idea. I suoi film non offrono solo risate, ma ritratti complessi di un’Italia in bilico tra furbizia e ingenuità, espedienti e grande cuore. Questa comicità, che ha saputo esprimere e definire un intero periodo storico, ci regala momenti di pura magia, capaci di trasformare persino un reato in una ballata di ilarità. Il ricordo di un’emozione si lega indissolubilmente all'episodio culmine di Totò Truffa '62, l’immagine dell'attore che vende la Fontana di Trevi a un ingenuo italo-americano, ironicamente chiamato Decio Cavallo (e subito storpiato in Caciocavallo). 🕵️‍♂️ La truffa perfetta e il mito dell'ignoranza Nella celebre scena, Totò, affiancato dal fido Nino Taranto, individua la vittima perfetta: uno straniero, ignorante delle cose d’arte e credulone. La truffa si basa sulla sapiente str...

L’algoritmo Guardasigilli: se la Giustizia rinuncia al giudizio ✨

(Introduzione ad a.p.). L’intelligenza artificiale in tribunale non è solo una sfida tecnologica, ma il sintomo di una pericolosa stanchezza democratica. Dietro il mito della "giustizia pronta all'uso" si cela la rinuncia al giudizio umano e la rimozione del concetto di Legge come limite invalicabile. Un’analisi critica su come la tecnocrazia stia tracimando nelle riforme moderne, trasformando il diritto in un algoritmo al servizio del potere. (a.p.)  Il miraggio della Giustizia digitale Negli ultimi anni l’idea che l’intelligenza artificiale possa contribuire in modo decisivo all’amministrazione della giustizia ha progressivamente abbandonato l’ambito della fantascienza per entrare nel discorso pubblico. Non parliamo più di scenari futuribili, ma di una realtà che si estende a macchia d'olio: sistemi di AI sono già utilizzati per il calcolo del rischio di recidiva, per l’allocazione delle risorse giudiziarie e per il supporto alle decisioni amministrative. Con l’avve...

Valentino, l'ultimo imperatore: il rosso, la seta e l'eredità della bellezza

(Introduzione a Marina Zinzani). Questo omaggio a Valentino Garavani non è solo una cronaca del lusso, ma un'analisi estetica sul senso profondo del "creare". L'autrice esplora il contrasto tra l'artigianalità lenta di un tempo, paragonabile alle belle arti, e la velocità spesso priva di anima della moda contemporanea. Attraverso il celebre "Rosso", il testo celebra la capacità di uno stilista di trasformare la stoffa in energia vitale e in uno strumento di riscoperta del sé. (Marina Zinzani) ▪️ Il tocco del genio e la ricerca della bellezza Una vita dedicata alla rappresentazione della bellezza. La recente scomparsa di Valentino ricorda il suo talento unico, il tocco particolare, fatto di leggerezza e ricerca, quel tocco che voleva rendere più belle le donne. Il suo mondo emerge anche nel film-documentario “Valentino: l’ultimo imperatore”, che mostra il dietro le quinte di una sfilata, la sua vita quotidiana, l’attenzione estrema ai dettagli. L’idea che...