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Dicembre, tra passato e presente

Il tenero segreto custodito nel cuore


di Cristina Podestà

Ho le mani rosse dal gelo, sogno una tazza di the bollente che mi riscaldi il cuore. Ho il naso che mi cola, le labbra screpolate, e sono intirizzita. Seduta su una panchina, con un muro alle spalle pieno di graffiti, attendo il tram. 
La gente che passa non mi vede, ma anche per me sono tutti invisibili, sento solo l’aria che sposta chi mi passa a fianco. È una mattina di dicembre, e ricordo mesi di dicembre più caldi e più cari.
Le emozioni da bambina a scuola che prepara la letterina per i genitori in gran segreto, le gioie dell’albero da acquistare, i preparativi delle recite. Poi ricordo altri dicembre, sottosopra per dare un esame, chiusa in casa per la varicella, in attesa della messa di mezzanotte del 24 in cui cantavo un pezzo da sola. 
Mi sovviene un dicembre con un dolce segreto, appena svelato solo ai familiari, oppure il dicembre successivo con un fagottino in braccio piccolo di pochi mesi; i dicembre delle canzoni festose, delle cene con gli amici e di pura serenità. 
Dove siete andati, mesi di dicembre? Mi accorgo che arriva il tram, mi sistemo il cappotto, salgo ma non vedo nessuno. Sono spaesata, non riconosco me stessa, ho un po’ di timore. 
Scendo alla fermata e incrocio un conoscente che si mette a polemizzare neanche so di che. Annuisco, poi dico sì e no in modo distaccato e distratta. Mi saluta ed entro in casa, come in un rifugio. Ora aprirò un album di fotografie, cercherò da sola di riassaporare alcuni di quei mesi di dicembre. 

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