Passa ai contenuti principali

Madame Autremoi (8)

Femmina, tra fatiche e comandi lontani


di Bianca Mannu

(angelo perrone) Uomini e donne dai nomi allusivi dialogano tra loro, in realtà chiacchierano in monologhi. Il testo raccoglie tutte le voci, ma le tiene separate. Così, distintamente, le presentiamo.
I personaggi spaziano su temi diversi, letterari, sociali, di varia umanità. Dalla poesia alla creazione di miti, dal patriarcato al femminismo, al ricorso alle pseudoscienze, infine alla inesauribile furbizia umana.
Constatano l’effetto del suono verbale sul silenzio circostante e si muovono sulla soglia del non-senso. Ma evitano di oltrepassarla, il loro in fondo è un gioco di parole. Per divertire il lettore.
Dopo Madame Hardie (1), Madame Combat (2), e Madame Sansoucis (3), Monsieur Sancartes (4), Zeus intervistato da Elle (5), Giove in diretta (6), Monsieur Lepragmat (7), ecco infine Madame Autremoi (8)

Invece io - che sarei l’Altra -
cui “a risico” basterebbe un “me” 
oggetto/limite della grammatica parlata - 
sono a registro per il Protervo Patriarca 
in qualità di sottospecie femmina
infima quota del listino storico/sociale …
Ma per certo io so quanto infedele 
ipocrita e mendace sia la Storia - Fiaba Sua -
dove più mente e più si gloria!
Lì parla lui di sé con suoni e rumori 
di ferraglie – in traslati e in tronfi fregi 
su sassi marmi e su friabili papiri 
e a femmine lascia sue religiose lodi 
tra sospiri e irrimediabili rancori …
A me impose – sé dicendosi Gran Padre – 
fatiche ed echi di familiare imperio 
nelle ombrose stanze dei grani e dei telai
e di fuori il capo mi curvò al silenzio
col garbo nobile oppure con lo strazio.
Quell’eterno astenuto in caro nome 
di Silenzio c’era - intimato con la smorfia -
e ancora trascorre ambiguamente 
il suo mendace specchio nei fossati 
torbidi e in fallaci fughe di vapori -
scherano di potenti e loro mali.
Niente ha mai rivelato o sottoscritto
o al già detto aggiunto: complice muto
e sentinella d’ogni intimato oblio. 
Scivola tra l’una e l’altra messinscena 
gonfia d’orrori ammutolendo il grido
dei mortori mimati e compiuti -
me complice e mio danno.
O inerte strumento delle mimesi
colpose – abrasore d’orride escrescenze -
belletta dell’inquieta convivenza
delle genti – ermetico anello d’enigmi
irrisolti – angelo di miti e di delitti -
tu passi “sens papier” da spettatore fido
e teste muto d’ogni tempo maledetto.
Ispessisci tu per dosi d’incremento:
storno su storni e silenti accorgimenti:
finché il regnante - autocrate o elitario -
sigilla la forma del totem prevalente: 
dove conviene ai capi la parola è assente 
o coperta d’altro allibramento.
Quando in punta di badile il tuo tacere
sarà gridato ai sordi – e il tuo cieco vedere
sarà donato come vista ai ciechi
si vorrà da te - per statuto di legge –
rivendicare il vetro trasparente 
che sarà infranto oppure rubricato inesistente.
Di me trionfano i tuoi sosia ancora e oltre
- di me che rischio eternità di specie muta. 
Ma io lavorerò perché tu – Silenzio liberato -
sia in giudizio e in dubbia circostanza 
interrogato - sia da molte voci e tracce 
comprovato il reo mutismo
e dell’antica vocazione a servo
- con o senza livrea -
sia pulitamente denudato.

Commenti

  1. Imputazione a carico di Silenzio complice e servo. Il j'accuse è per bocca di donna che si ribella contro i passaggi silenti a favore della supremazia maschile.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Quel fiume colmo che straripa: il ritorno della Terza Pagina, cura dell’anima 📝

(Introduzione a Paolo Brondi). C’è stato un tempo in cui aprire il giornale significava imbattersi in un’oasi di silenzio e riflessione. Si chiamava Terza Pagina: il luogo dove i fatti di ieri diventavano le idee di domani. Oggi che la cultura è spesso confinata negli angoli o sommersa da un flusso incessante di stimoli, riscoprire quella 'voce' non è nostalgia, ma resistenza. È la riconquista di quel fiume che, quando è troppo colmo, rischia di travolgerci. Fermiamoci un istante, per ritrovare noi stessi tra le pieghe di un foglio e i versi senza tempo di Borges. (Paolo Brondi) ▪️ La rigenerazione del pensiero La rilettura della terza pagina, così come compariva sul Corriere della sera ormai in tempi lontani, potrebbe valere come una rinascita, una rigenerazione, una riconquista d'equilibrio. Lo scorrimento delle pagine che oggi relega la cultura quasi in ultimo, oltre l'addensarsi di un sapere plurisignificante, è per la coscienza del lettore come un fiume che troppo ...

Gli amanti di Marc Chagall, tra sogni volanti e la solitudine della realtà

(a.p. - INTRODUZIONE) ▪️ Fantasie popolari, figure volanti, personaggi solitari. Il presente, in Marc Chagall, è sempre trasfigurato in un sogno che richiama le suggestioni della sua infanzia, comunque felice nonostante le tristi condizioni degli ebrei russi, come lui, sotto lo zar. Colori liberi e brillanti accompagnano figure semplici e sinuose, superano i contorni dei corpi e si espandono sulla tela in forme fantastiche. Le sue opere sono dedicate all’amore e alla gioia di vivere, descrivono un mondo poetico che si nutre di ingenuità ed è ispirato alla fiaba, così profondamente radicata nella tradizione russa. (Marina Zinzani - TESTO) ▪️ Desideravo una casa, un luogo caldo ed accogliente in cui tornare la sera. Desideravo qualcuno a cui raccontare la mia giornata. Desideravo un grande albero, a Natale, pieno di luci e di regali. Desideravo una bambina che mi accogliesse buttandomi le braccia al collo. “Il mio papà!”: ecco le sue parole. Desideravo un luogo di vacanze, ma soprattutt...

Come una farfalla: il battito d'ali che sa di casa 🦋

(Introduzione a Valeria Giovannini). L'elaborazione del lutto e il legame indissolubile con chi non c'è più passano spesso attraverso piccoli segni della natura. In questo racconto, un pranzo in montagna si trasforma in un momento di spiritualità e tenerezza, dove una farfalla diventa il ponte tra il passato e il presente, tra la terra e il "mondo altro". (Valeria Giovannini). Una visita inaspettata nel giardino di casa Nel giardino di casa, in montagna, oggi è avvenuta una magia. Stavamo pranzando all'aperto, come sempre, quando una stupenda farfalla si è posata su un muro. «Mamma, papà, guardate che bella!». «Ah sì, è la nonna Anna». Mio figlio mi ha guardata perplesso, mio marito ha fatto segno per dire che sono matta. No, è che io ho sempre avuto la convinzione che la nonna mi avrebbe salutata così, dal mondo altro. Così, l'ho raccontato ai miei due uomini. Il ricordo dell'ultimo fremito Quando le si fermò il cuore, avevo la sua mano, scossa dagli ulti...

Val di Susa: la violenza organizzata e la risposta che manca

(Introduzione ad a.p.). La gravità degli eventi in Val di Susa impone un'analisi che vada oltre l'emotività del momento. L’entità dei danni, il profilo dei manifestanti e i limiti dell'attività di prevenzione, portano ad una lettura critica delle implicazioni di quanto accaduto. (a.p.) La gravità dei fatti e la pianificazione dell'attacco A distanza dagli eventi della Val di Susa, la cenere degli scontri lascia il posto a una necessaria riflessione a freddo sui fatti, sulle loro implicazioni e sulle risposte che le istituzioni sono chiamate a dare. Quanto accaduto non può essere archiviato come l'ennesima protesta di piazza finita male, ma richiede un'analisi lucida della mutazione che ha interessato certi fenomeni di dissenso. Il dato di realtà da cui partire è la gravità delle conseguenze materiali e umane: la distruzione sistematica della logistica del cantiere e il ferimento di 124 agenti delle forze dell'ordine rappresentano il bilancio di un'azione...