(Introduzione a Lorenzo Mullon). Chi di noi non ha mai provato la sensazione di stringere il tempo tra le dita mentre, da bambino, costruiva un castello di sabbia sul bagnasciuga? In quel gesto così semplice non c'era solo un gioco, ma una forma assoluta di libertà e di eternità. Con una sensibilità rara e immagini limpide come l'acqua marina, l’autore ci prende per mano e ci riporta esattamente lì: su quella spiaggia sospesa nel tempo, dove siamo stati, anche solo per un pomeriggio, specchio dell'infinito. (Lorenzo Mullon). Noi tutti siamo stati l'infinito sulla spiaggia costruendo castelli per la pura felicità di un gioco che non avremmo voluto interrompere mai essendo più sottili della sabbia sconfinati come il mare schiuma delle onde tra le sue trasparenze riflessi nei riflessi
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