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Visualizzazione dei post con l'etichetta *autore:Angelo-Perrone

L'avvocato di Stato e il tramonto delle garanzie: la difesa diventa tradimento ⚖️

(Introduzione ad a.p.). Esiste un limite oltre il quale la politica non dovrebbe mai spingersi: quel confine è il diritto alla difesa, sancito dalla nostra Costituzione. Eppure, nelle pieghe della legge di conversione del Decreto Sicurezza 2026, che deve essere approvata entro questo venerdì pena la decadenza, si sta consumando un attacco senza precedenti alla figura dell’avvocato. (a.p.). Il "premio" per il patrocinio infedele La norma inserita dalla maggioranza al Senato è abnorme: lo Stato offrirà un incentivo di 615 euro all'avvocato che convincerà il proprio assistito straniero a rinunciare alla richiesta di asilo per accettare il rimpatrio volontario assistito. In pratica, si istituzionalizza il patrocinio infedele. L’avvocato non è più il difensore dei desideri e dei diritti del suo assistito, ma diventa un ingranaggio della macchina governativa, pagato per remare contro gli interessi di chi dovrebbe tutelare. Mentre si introduce questo "bonus", contempor...

Decreto Sicurezza 2026: tra illusioni propagandistiche e rischi reali per la democrazia 🫆 🪪 🔒

(a.p.). Il Decreto Sicurezza (DL n. 23/2026) si presenta come soluzione al disagio sociale, una risposta decisa a un Paese che chiede ordine. Eppure, dietro la facciata della determinazione, emerge un provvedimento fortemente ideologico, più attento a soddisfare l’urgenza comunicativa che a risolvere i problemi reali. Le osservazioni del Consiglio Superiore della Magistratura, tecniche e preoccupate, sono state ignorate dal Governo, che ha scelto di procedere senza mediazioni (l’approvazione deve avvenire entro il 25 aprile, pena la decadenza), sollevando dubbi sull’efficacia delle misure e sulla stessa legittimità costituzionale. Simboli al posto delle soluzioni: una sicurezza di facciata Il decreto non affronta le radici complesse dell’insicurezza, ma si concentra su temi circoscritti, trasformandoli in simboli di una battaglia politica più che in strumenti di reale cambiamento. L’attenzione del Governo sembra polarizzata su tre aspetti: • Violenza giovanile e minorile:  invece...

Fotografare: un ritratto di vita e la postura di chi guarda 📸

(a.p.) ▪️L’immagine, nei media e nel privato, coglie l’attimo e vorrebbe conservarlo nel tempo per trasmetterne il senso. Molti i contenuti e gli scopi: avvenimenti storici e di costume, episodi di vita quotidiana e mutamenti sociali, semplici suggestioni visive o ricordi personali. La fotografia si configura come uno specchio di vita, catturando l'esistenza e rivelando, in ogni scatto, la postura e l'angolazione unica dell'uomo. Ma è un’illusione il proposito di rivedere con gli stessi occhi la realtà mutevole che un tempo abbiamo osservato, siamo noi a cambiare spesso il punto di vista. E a rimanere sorpresi, guardando le foto di un tempo. ⏳ L'illusione di conservare la traccia Un microcosmo in cui sfumano i confini tra finzione e realtà. Eppure, la fotografia è una buona amica che accompagna alcuni momenti della vita e trasmette l’illusione di conservarne una traccia indelebile. «La nostra memoria, quando i ricordi iniziano a perdersi nel tempo che passa» , si augura...

Trump contro Papa Leone: la verità del sacro contro lo spettacolo del potere ☧♛

(a.p.). Qual è lo spazio vitale capace di nominare la realtà quando il mondo sembra scivolare nell’irrazionale? Abbiamo perso la forza di dare un nome alla "blasfemia della guerra" e alla "brutalità del business", come ha fatto Papa Leone davanti al delirio di Donald Trump? La patologia del comando e il primato della pietas Un potere che si auto-ritrae nei panni di un Gesù guaritore, mentre deumanizza i bambini sotto le bombe, smette di essere un interlocutore politico: non c'è dialogo possibile, né replica dovuta a chi incarna una patologia dell’essere e del comando. All'onnipotenza di un comandante in capo che alterna il campo da golf all'annuncio di uno sterminio, bisogna opporre una sfida epistemica: la riaffermazione che la violenza non avrà l’ultima parola e che la pietas verso gli innocenti resta l’unico, vero cardine della civiltà. Quando la propaganda diventa spettacolo della morte Quando il linguaggio del diritto e della diplomazia viene svuota...

Ungheria 2026: un'ondata di giovani ai seggi, la mobilitazione che ha risvegliato la democrazia 🗳️

(a.p.). Il trionfo dell’opposizione in Ungheria rappresenta un punto di svolta che supera i confini nazionali, diventando un emblema della resilienza delle democrazie contemporanee. Il risveglio della partecipazione: la generazione del cambiamento Le file interminabili fuori dai seggi e le piazze colme di giovani in festa non sono solo immagini di cronaca: raccontano un risveglio civico. Quando il diritto di voto viene percepito come minacciato, non è più un gesto di routine, ma un atto di resistenza. I giovani, protagonisti di questa mobilitazione, hanno detto no a un futuro preconfezionato da politiche illiberali. Con la loro partecipazione massiccia, hanno annullato gli effetti di leggi elettorali disegnate per favorire il potere dominante, dimostrando che l’entusiasmo popolare può superare qualsiasi ostacolo istituzionale. Il decennio illiberale e la riconquista dello Stato di Diritto Dal 2010 al 2026, l’Ungheria ha vissuto sotto il segno della "democrazia illiberale". La...

Il primato dell'umanità: la grazia oltre il rumore della politica 🫂 ⚖️

(Introduzione ad a.p.). Il frastuono mediatico e la polarizzazione politica spesso trasformano una decisione istituzionale in uno scontro di piazza. È accaduto anche per la grazia concessa dal presidente Mattarella a Nicole Minetti, condannata a quasi 4 anni di carcere nei processi “Ruby-bis” e “Rimborsopoli”. Proprio qui, lo "spazio del silenzio" non è assenza di opinione, ma espressione di rispetto verso le zone d'ombra della condizione umana e verso le prerogative di chi detiene il compito di incarnare l'unità e l'umanità della Nazione. (a.p.). Il silenzio necessario: tra rispetto e complessità In un tempo di polarizzazione estrema, dove ogni notizia diventa terreno di scontro, esiste uno spazio che deve rimanere inviolabile: quello del rispetto. Davanti a vicende personali che toccano la vita di un minore, il silenzio non è assenza di opinione, ma il riconoscimento di una complessità che sfugge alle semplificazioni dei social e dei titoli urlati. C’è una sfera...

Difesa della Corte dei Conti: la battaglia dopo il "NO" 🏛️

(Introduzione di a.p.) Il verdetto delle urne è stato chiaro, tuttavia la politica sembra non recepire pienamente il messaggio. Mentre il Governo cerca di attenuare il malcontento attraverso le dimissioni di figure di secondo piano, si delineano cambiamenti significativi che incidono profondamente sulla struttura democratica. Magistrati ordinari (ANM) e contabili hanno deciso di unire le forze: un impegno condiviso per sensibilizzare i cittadini sul fatto che la riforma della Corte dei Conti non è una semplice questione burocratica, ma riguarda direttamente il rapporto tra istituzioni e sovranità popolare. (a.p.). 🗳️ La lezione del voto ignorata La vittoria del NO è stato un richiamo alla responsabilità: la gente chiede un cambio di passo, non manovre di palazzo. Se il ministro e il Governo avessero imparato la lezione, oggi non saremmo qui a discutere di una riforma che depotenzia chi deve vigilare sui nostri soldi. Invece, si è scelto di tirare dritto, lasciando il cittadino singolo...

Donne maledette: il mito, il sacrificio, la metamorfosi 🧜‍♀️

(Introduzione a Vespina Fortuna e ad a.p.). Ci sono ferite che la terra non può rimarginare e scelte così estreme da apparire inspiegabili. Esiste un confine sottile dove l’orrore subito si trasforma in una tragica forma di libertà: è qui che nascono le "Donne Maledette". Segue Commento a.p. (Vespina Fortuna). La voce del Mare del Nord A nord del mondo le chiamavano “donne maledette”. Erano quelle che erano state abusate e avevano deciso di non far crescere dentro di loro il frutto del dolore e dell’orrore preferendo la morte. Erano quelle che si erano sacrificate per non giacere con i loro padri, i loro fratelli e i loro padroni. Erano le donne che si erano macchiate di sangue per difendere i propri figli e quelle che li avevano uccisi per sottrarli all’orrore del massacro. Una di loro si era gettata in mare da una torre che la teneva prigioniera e un’altra aveva ucciso il re despota per provare a cambiare il destino del proprio popolo. Erano tutte donne maledette. Fu mandat...

La rappresentanza: se la legge elettorale diventa il cavallo di troia del Premierato 🐴

(a.p.) Nella gerarchia delle urgenze nazionali, il Paese sembra procedere a due velocità: da un lato la paralisi materiale, dall’altro l’iperattivismo sulle regole del potere. Mentre la crisi energetica morde il tessuto produttivo e le infrastrutture civili mostrano segni di un declino anacronistico — si pensi al paradosso della giustizia milanese, eccellenza europea costretta a regredire alla carta per il blocco del sistema digitale — l’agenda politica è monopolizzata dalla riscrittura della legge elettorale. Ma questa non è una mera riforma tecnica: è una sfida al cuore del patto costituzionale. Il valore del voto come fondamento, non come intralcio Un nodo cruciale merita di essere rielaborato oltre le contrapposizioni tra sistemi. Il punto focale non è la difesa d'ufficio del proporzionalismo come dogma, quanto la rivendicazione di un principio di civiltà: il rispetto e la valorizzazione dell'opinione popolare come precondizione di ogni legittimità. In una democrazia matura...

Il lievito dell'anima: quando il profumo del pane ferma il tempo 🥖

(Introduzione ad a.p.). Il racconto può essere un’epifania sensoriale che trasforma un gesto quotidiano — l’acquisto del pane — in un viaggio a ritroso verso le radici dell'anima. La narrazione esplora il contrasto tra la frenesia digitale del presente e la "lentezza sacra" del passato, identificando nella memoria olfattiva non un semplice ricordo, ma un "lievito silenzioso" che continua a far crescere la nostra consapevolezza. È un invito a riscoprire la pazienza come forma d'amore e la cucina come primo altare della cura domestica. (a.p.). L'epifania tra le notifiche Succede all’improvviso, come quando un’onda di vento spalanca una finestra e il ricordo ti piomba addosso, fresco e prepotente. Stamattina ero in fila al panificio, una sagoma tra le tante, con la testa china sul telefono e le dita che scorrevano notifiche lampeggianti a raffica. Ero prigioniera di un presente rumoroso, finché il profumo del pane appena sfornato non ha squarciato l'ari...

Dal caso Almasri al salva-Bartolozzi: quando la politica è refrattaria alla legge 👩‍⚖️

(a.p). Il quadro che emerge dalle recenti cronache giudiziarie e politiche delinea una frattura profonda tra l’attuale gestione del potere in Italia e i principi fondamentali dello Stato di diritto, sia sul piano interno che su quello internazionale. Il caso Almasri: dalla cattura alla "liberazione" di Stato Il deferimento dell’Italia all’Assemblea degli Stati membri della Corte Penale Internazionale (CPI) affonda le radici in un episodio che rappresenta una ferita aperta nei rapporti tra Roma e la giustizia internazionale. Njeem (noto come Almasri), ricercato dalla CPI per gravi crimini, era stato individuato e arrestato in territorio italiano. Tuttavia, invece di dare esecuzione al mandato di cattura internazionale e procedere alla sua consegna all’Aia, le autorità italiane hanno intrapreso una strada opposta. L’Italia è accusata non solo di aver ignorato la richiesta di cooperazione della Corte, ma di aver attivamente ostacolato l’esercizio delle sue funzioni. Nonostante l...

Israele e la pena di morte 'razziale': la giustizia diventa una corda per impiccare i diritti umani 🪶

(a.p.). Il voto del parlamento israeliano che introduce la pena di morte esclusivamente per palestinesi condannati per reati contro ebrei è più di un abominio giuridico: è il crollo del principio di uguaglianza davanti alla legge. C’è l’orrore intrinseco della pena capitale — uno strumento barbaro già bandito dalla maggior parte dei paesi civili — a cui si aggiunge l’istituzionalizzazione di una pena di morte su base etnica. La massima sanzione non viene applicata in base alla gravità del reato, ma in base all’identità di chi lo commette. Un sistema a due velocità: giustizia per alcuni, vendetta per altri Questa legge disegna una giustizia a due binari, dove la pena capitale diventa uno strumento di supremazia etnica. Il cappio scatta solo se il condannato è palestinese e la vittima ebrea. Se il reato è commesso da un colono o da un estremista israeliano contro un palestinese — magari con le stesse motivazioni "nazionalistiche" — la legge si volta dall’altra parte. Non si pun...

Oltre il conflitto: la "veste nuova" dell’impegno civile 👕 🎓

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni – Commento di a.p.). Pubblichiamo questa riflessione di una collaboratrice. Un testo che nasce in un momento di sintonia, nei giorni di intenso impegno profuso per la difesa dei valori costituzionali. È una dedica, ma anche un manifesto per chiunque cerchi la Giustizia oltre la sterile contrapposizione delle parti. (Maria Cristina Capitoni). Il peso dell'anima Capitolerai rovinosamente sotto il peso di un’anima, la tua, alimentata inconsapevolmente ed involontariamente a suon di Giustizia ed imparzialità. Ti osserverai dall’alto della sua piena coscienza ormai completamente migrata e quel che vedrai non sarà uno, ma innumerevoli piccoli ego tremanti e impauriti intenti a chiedersi dove sei finito, perché li hai abbandonati. È lì che deciderai se tornare a mischiarti con loro, o prendere il volo, e tornare a casa. La scelta del distacco Seguire il gioco da sopra con pazienza fino alla vittoria non delle parti ma di chi non gioca questa la vest...

Charlot e il valore del silenzio: una lezione di umanità nell’era del rumore 📽️

(Introduzione ad a.p.). In un’era dominata dal rumore e dall'incomprensione, la figura di Charlot torna a interrogarci. Più che un’icona del passato, il Vagabondo di Chaplin è oggi il simbolo di una "vita senza parole" che riesce a comunicare ciò che noi abbiamo dimenticato: l'empatia, la solidarietà dei gesti e la resistenza etica contro l'alienazione moderna. (a.p.) ▪️ L’icona della vita senza parole Nel racconto novecentesco della condizione umana, la figura di Charlie Chaplin emerge come l’inventore di una cinematografia straordinaria: muta, ma capace di narrare l’esistenza attraverso la pura corporeità. Charlot è diventato l'icona di una vita vissuta senza parole, ma densa di storia. Un’infanzia difficile, vissuta tra la periferia urbana e l'orfanatrofio, divenne per lui una scuola di vita, portandolo a inventare una forma di espressione dove ogni parola è superflua e forse inutile. È proprio questa densità — lucida nella rappresentazione della soffer...

La forza della relazione: l'insegnamento di Chiara Mocchi oltre la vendetta 🤼 💪 🛡️

(a.p.). “ Non porto rabbia né paura nel cuore ”. Dal suo letto d’ospedale, Chiara Mocchi, la professoressa accoltellata da un suo studente di tredici anni a Trescore Balneario, ha pronunciato parole che hanno il sapore di una rivoluzione silenziosa. In un’epoca in cui la risposta immediata a ogni ferita è il grido di punizione, la professoressa ha scelto di parlare di relazione. Ha espresso il desiderio di tornare in classe, proprio tra chi fa più fatica, conscia che quel ragazzo, nel profondo, forse "non saprà neanche perché" ha agito così. Oltre la reattività: la scuola come palestra di umanità Certo, parlare di relazione non significa trascurare la sicurezza, né negare la necessità di sanzioni che possano servire all'occorrenza. Ma fermarsi alla sola logica punitiva significa rimanere sulla superficie di un’emergenza, senza mai toccare la sostanza del problema. Invocare la punizione come pura rivalsa finisce per imitare paradossalmente proprio la logica del ragazzo: ri...

Eugenio Montale: la visione oltre la miopia in "Ho sceso dandoti il braccio" ✒️

(Eugenio Montale - POESIA) ▪️ Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue. (a.p. - COMMENTO) ▪️ Era molto miope, Drusilla Tanzi, scomparsa nel 1963, alla quale Eugenio Montale dedicò questa poesia che fa parte della raccolta “Satura”, pubblicata nel 1971. Traendo spunto dalla miopia della moglie, il poeta ricorda le numerose volte nelle quali l’aveva aiutata a scendere le scale, e rimane stupito di fronte alle sensazioni che prova ora, al pensiero che la donna non c’è più. 🚶‍♀️ Il vuoto ad ogni gradino: la brevità del...