(Introduzione a Paolo Brondi). I nomi possono agire come chiavi magnetiche capaci di scardinare le porte del tempo. Per Luca, quel nome è Giolì. Non è solo un ricordo, è un tintinnio di fisarmoniche, un profumo di rose e violette che sopravvive al "grigio dei neon" della modernità. In questo racconto, la memoria è una forza viva che si muove lungo i viottoli della campagna del 1963, tra baci rubati e l'innocenza di un mondo che non conosceva ancora il consumismo dei sentimenti. La narrazione ci suggerisce che nulla va mai perduto per sempre: le parole affidate a poesie ingiallite e mai spedite continuano a vibrare nel vuoto, finché la "freccia del tempo" non decide di curvarsi. L'incontro finale in Via della Spiga non è una semplice coincidenza, ma il riconoscimento di un'anima che, attraverso lo sguardo di una figlia, ritrova la sua strada verso casa dopo un lungo naufragio. (Paolo Brondi). Il risveglio della memoria Luca, professionista affermato e sem...
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