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Visualizzazione dei post con l'etichetta orizzonti-internazionali

😴 Trump: "sonno strategico" in riunione. Concentrazione o pisolino?

(a.p.) ▪️ Che chiarezza! Finalmente, grazie alla portavoce Karoline Leavitt, viene dissipata l'ombra di un malinteso - “Trump dorme durante la riunione di Gabinetto” - che osava confondere la massima concentrazione strategica con il banale riposo. Sostenere che il presidente Trump stesse dormendo è, semplicemente, non comprendere la profondità del suo processo decisionale.

🕊️ Un uomo giusto a Balakliya: la Giustizia incompiuta e l'eredità di Victoria Amelina

(Introduzione a Victoria Amelina-LIBRO e ad a.p.). La voce della scrittrice e attivista ucraina Victoria Amelina si è spenta troppo presto, vittima della stessa violenza che si era dedicata a documentare. Morta in seguito a un bombardamento russo nel luglio 2023, la sua testimonianza, raccolta nel libro, “Guardano le donne guardare la guerra” (2025), è un monumento non finito alla dignità aggredita e alla feroce necessità di giustizia. Il frammento qui riportato, tratto da una conversazione sui crimini di guerra, illustra in modo vivido come l'assenza dello Stato di diritto riduca l'essere umano a una condizione di assoluta vulnerabilità.

🇺🇸 Sipario strappato: i fischi all’uscita di scena

(a.p.).    ▪️È disgustoso che Donald Trump si permetta di infangare il ritiro di Nancy Pelosi. Definire "malvagia e corrotta" un'avversaria di 85 anni, con una carriera politica lunga e onorevole al servizio della nazione, è volgarità. L'attacco personale e senza rispetto, privo di ogni dignità, serve solo a avvelenare il dibattito pubblico, ad alimentare l’odio e la contrapposizione. Non ce n’era bisogno nel momento dell’uscita di scena. La reazione è una caduta di stile, una mancanza di rispetto per il servizio pubblico e per una donna che ha fatto la storia della democrazia americana. Un comportamento che esprime disprezzo per la civiltà politica. #SiparioStrappato #NancyPelosi #DonaldTrump #FischiIndegni #PoliticaUSA #DecoroIstituzionale #Dignità #FineDiUnEra

Ostaggi liberi a Gaza: la forza, il diritto e la propaganda

(a.p.) ▪️La liberazione degli ostaggi a Gaza è una tregua attesa, ma non la fine della tragedia. Questo risultato, ottenuto con una violenza devastante, rivela un fallimento ancora più grave: l’abbandono del diritto internazionale come bussola per la convivenza. La strada per una pace duratura non può prescindere dal rispetto dello Stato di diritto, eppure è proprio questo il punto critico della vicenda. ⚖️ Il fallimento del diritto internazionale e la forza Israele ha imposto la sua supremazia con la forza, mirando a indebolire Hamas e i suoi alleati, ma anche a cancellare il sogno di due popoli in due Stati. Il prezzo è stato tragico: oltre 60.000 vittime a Gaza, l’isolamento internazionale e il risveglio di un antisemitismo globale. Ma il vero costo è la legittimità persa: quando si calpesta il diritto internazionale, si perde anche la possibilità di costruire una pace giusta. ❓ Calcolo geopolitico o preoccupazione per il diritto? Le pressioni esterne, come quelle di Trump su Netany...

Immunità Ilaria Salis: il Parlamento europeo difende lo Stato di diritto contro l'Ungheria

(a.p.) ▪️Il voto del parlamento europeo, che ha confermato l'immunità parlamentare di Ilaria Salis, respingendo (seppur per un solo voto: 306 a favore, 305 contrari, 17 astenuti) la richiesta delle autorità ungheresi di procedere nei suoi confronti, trascende il caso specifico. Questa decisione non è un atto di protezione individuale. È piuttosto il riconoscimento della supremazia dello Stato di diritto; un atto di fede nella legge e nei principi fondamentali dell'Unione Europea. 🇭🇺 Il segnale forte alla deriva ungherese Il parlamento europeo ha lanciato un segnale: la condizione del diritto in Ungheria è precaria, e il sospetto che l'azione giudiziaria sia motivata da ragioni politiche e non strettamente penali non poteva essere ignorata. Le condizioni di detenzione subite da Salis e il contesto politico-giudiziario ungherese avevano sollevato seri dubbi sull'imparzialità del processo. L'autorevolezza giuridica è necessaria per garantire un processo equo e rispet...

Flottiglia: l'arbitrio della forza e la negazione del dovere di tutela

(a.p.) ▪️Immaginate un filo di seta, sottile, eppure tenace. È resistente, a condizione che non venga tirato troppo. Nell’abbordaggio alla Flottiglia in viaggio umanitario verso Gaza, il filo esile della legge è stato strappato. La vicenda della Flotilla Global Sumud, che ha coinvolto cittadini italiani in acque internazionali, si è trasformata in un duplice trauma giuridico: un atto di forza esterno contro il diritto di navigazione e un’ignavia interna che ha negato il dovere di tutela.  ♦️  Intercettazione israeliana illegale Il primo strappo è stato causato dall'azione di forza di Israele, l'abbordaggio di navi inermi cariche di aiuti in acque internazionali. Questo atto costituisce una palese violazione del diritto internazionale e della libertà dei mari. L'azione contro un convoglio civile e umanitario, con a bordo cittadini pacifici impegnati in una missione umanitaria, ha reso concretamente drammatica la violazione del diritto, in quanto diretta contro la natura paci...

Global Sumud Flotilla, le vele della non violenza

(Angelo Perrone) La Global Sumud Flotilla, che si avvicina a Gaza, è un messaggio sull'acqua, non solo un convoglio di aiuti. Per questo sono inefficaci gli inviti, autorevoli come quello del presidente della Repubblica Mattarella, alla desistenza in nome della prudenza. La composizione della flottiglia, prevalentemente barche a vela, esprime la fiducia radicale nella non violenza come forza in grado di scuotere le coscienze. La vela diventa così metafora dello spirito umanitario dell’iniziativa.

Storia e affari, a Windsor

(a.p.) ▪️Lo sfarzoso banchetto si è tenuto nel castello di Windsor, simbolo della monarchia britannica. Un momento di celebrazione della «relazione speciale» tra il Regno Unito e gli Stati Uniti. La visita compiuta da Trump in Gran Bretagna, con Melania al seguito, ha registrato una accoglienza molto cerimoniosa, quasi senza precedenti nella storia moderna per un leader straniero. Re Carlo ha sottolineato i valori e i legami storici che uniscono i due Paesi, andando oltre la cortesia diplomatica. Ha parlato di una «relazione speciale» e di come i due popoli abbiano combattuto e siano morti insieme per valori profondi e condivisi. Ha menzionato la lotta congiunta «per sconfiggere le forze della tirannia» durante le due guerre mondiali e ha evidenziato come, tempo dopo, le due nazioni si siano trovate di nuovo unite, a sostegno dell'Ucraina, per contrastare l'aggressore e garantire la pace. Il re ha persino elogiato l'impegno personale di Trump per la pace e il suo sforzo per...

Gaza la “miniera d’oro”, tra psicosi e profitto diabolico

(a.p.) ▪️Gaza, «una miniera d'oro, un grande investimento da spartire con gli Usa». La frase del ministro israeliano Smotrich supera l’inimmaginabile . Un Eldorado da costruire sul sangue di innocenti. In un quadro di disconnessione dalla realtà, il concetto travalica la propaganda politica e impone una riflessione d’altro tipo. Mentre nella striscia si consuma una catastrofe umanitaria di proporzioni mai viste, l’uscita verbale di quel tale non può essere ridotta a esempio estremo di distorsione cognitiva. Certo, la psiche umana, di fronte a un'esperienza traumatica, si attiva in qualche modo: nega, banalizza o razionalizza l'orrore, insomma adotta un meccanismo di difesa. Ma in questo caso, volendo ragionare allo stesso modo, quel meccanismo, per così dire, sarebbe azionato dallo stesso soggetto che ha causato ciò da cui si difende, un assurdo. Qualcosa non torna. La prefigurazione di una "miniera d'oro", con la trasformazione del martirio in un asset finanz...

Il delitto Kirk come arma politica

(Angelo Perrone) L'omicidio di Charlie Kirk, figura di spicco della destra americana, è diventato fulcro di strumentalizzazione politica. Un atto criminale, che avrebbe dovuto unire nella condanna, è stato trasformato in una miccia per inasprire lo scontro ideologico. Negli Stati Uniti il mondo di Trump soffia sul fuoco contro la sinistra radicale e i democratici ; in Italia il dibattito trova un'eco sorprendente, adattata al contesto nazionale.

La logica dell'orrore

(a.p.) ▪️Trasformare Gaza in una "Riviera", il piano sul tavolo di Donald Trump: ci sono 5 mila dollari per chi va via. È inappropriato parlare di superamento del senso del limite e del buon gusto. Perché non esistono parole per dire il disorientamento e lo stupore. A renderla un'idea disgustosa è il suo totale distacco dalla realtà, dalla storia e dalla dignità umana. La proposta, presentata con il linguaggio asettico e cinico della finanza e del marketing ("investimenti", "ritorni economici", "resort", "città intelligenti"), riduce una tragedia umana a un problema logistico ed economico. Si parla di "trasferimento temporaneo" di oltre due milioni di persone, di "partenze volontarie" compensate con token digitali e denaro. Questo approccio disumano ignora le radici del conflitto, la sofferenza indicibile della popolazione, la distruzione di vite, case e comunità. Non si discute di giustizia, pace o ricostruzione...

La piccola vita rinasce

(a.p.) ▪️ Una storia nel buio del massacro a Gaza. Miar, bambina di due anni arrivata con un volo umanitario, a causa della malnutrizione e della celiachia era arrivata a pesare solo sei chili.  Aveva perso persino la capacità di parlare, come se il digiuno le avesse spento la voce. Accolta dall'ospedale Bambino Gesù di Roma, Miar ha iniziato un percorso di rinascita, e, racconta la madre, non solo ha ripreso peso, ma ha anche ritrovato la parola. La cura e l'amore sanno dare vita nuova, e speranza, restituendo, insieme al peso, anche la parola. Un fragile miracolo, tante vite sono in pericolo, ogni giorno. La vicenda di Miar è un monito, ricorda l'urgenza di affrontare la crisi umanitaria a Gaza, e di porre termine senza indugio al massacro perpetrato dal governo Netanyahu.

Potere e clemenza

(Angelo Perrone) Ghislaine Maxwell, stretta collaboratrice di Jeffrey Epstein, finanziere condannato per abusi sessuali e traffico di minori, poi morto suicida in carcere, gioca una carta, che sarebbe disperata se le convenienze politiche non la rendessero meritevole di successo.

Panini contro dazi

(a.p.) ▪️A mali estremi, estremi rimedi. È un fornaio di Salerno, con un cartello anti-Trump, a dare la risposta che la politica non riesce a formulare. Un pizzico di ironia e una sana dose di provocazione. Il fornaio ha esposto un cartello in cui annuncia che "il prezzo dei nostri prodotti è maggiorato del 100% per tutti i cittadini USA".  L'iniziativa fa riflettere sulla necessità di non rimanere in silenzio di fronte a decisioni economiche che impattano a livello globale. Il piccolo atto quotidiano è unito a una causa più grande, dimostrando che anche un'azione simbolica può diventare un modo efficace per esprimere un punto di vista. La vendetta è un piatto che si serve freddo, ma in questo caso è cotto al forno, a un prezzo maggiorato.

Trump e Putin, il mondo ridisegnato a porte chiuse

(Angelo Perrone) Un summit che ignora le basi della diplomazia, elevando il conflitto al rango di un mero esercizio di potere. L'incontro tra Trump e Putin non è una trattativa, ma un'affermazione di dominio, una dimostrazione di forza in cui due plenipotenziari autoproclamati decidono le sorti del mondo.

Sentenza UE e migranti: lo scontro del governo con la Giustizia

(Angelo Perrone) La recente sentenza della Corte di Giustizia UE sul protocollo Italia-Albania, che impone ai giudici di valutare l'effettiva sicurezza dei "Paesi di origine", ha scatenato una reazione inappropriata del governo italiano. Palazzo Chigi ha subito attaccato, sostenendo che la giurisdizione "rivendica spazi che non le competono" e che la decisione "indebolisce le politiche contro l'immigrazione illegale".

Dazi UE-USA: l'Europa "inerme" di fronte a Trump

(Angelo Perrone) L'accordo raggiunto tra Stati Uniti ed Unione Europea sui dazi si configura come un capitolo allarmante nelle relazioni transatlantiche. Sia Antonio Misiani (PD) che Elly Schlein hanno duramente criticato l'intesa, definendola rispettivamente una "resa senza condizioni" e un atto di "subalternità" agli USA, con la segretaria dem che ha puntato il dito direttamente contro la premier Meloni.

Usa, il presidente oltre le leggi

(Altre riflessioni qui: Il governo sopra le leggi , Critica liberale, 1.7.25) (Angelo Perrone) La recente decisione della Corte Suprema statunitense di fatto "disarma” la magistratura nella funzione di controllo dell’operato del presidente. È un atto che travalica il rispetto delle regole democratiche, incidendo sulla separazione dei poteri. La Corte ha limitato la capacità dei tribunali federali di esaminare la legalità delle azioni o delle decisioni del Presidente, che questi, a sua discrezione, dichiari rientrare nell'ambito della sicurezza nazionale o della politica estera.

«Pronto a uccidere», la frase shock

(Angelo Perrone) La dichiarazione "Sono pronto a uccidere per lei, signore", attribuita da Donald Trump a Dan Caine, Capo degli Stati Maggiori Riuniti USA, solleva serie questioni etiche e giuridiche. Se interpretata alla lettera, la frase implica una disponibilità a ignorare i principi fondamentali del diritto internazionale che regolano l'uso della forza. I militari sono strettamente vincolati dalle leggi di guerra e dal diritto umanitario. Devono distinguere tra civili e combattenti, usare forza proporzionata, evitare danni collaterali e rifiutare attacchi indiscriminati o mezzi proibiti come la tortura.

Gaza, la vita offesa

(Altre riflessioni in L'agonia di Gaza , Critica liberale 3.6.25) ( Angelo Perrone) A Gaza, il fragore delle bombe non è solo l'eco assordante della guerra. La cronaca ci restituisce immagini di una brutalità inaudita: corpi straziati, volti impietriti dal dolore, e soprattutto, bambini con gli occhi vuoti, spettri in cerca di cibo, in un paesaggio di macerie. Come non risentire, là dove le vittime si contano a migliaia, le parole dolenti di Giuseppe Ungaretti in Veglia, sui «centomila cadaveri» nel fango?