(Introduzione a Vespina Fortuna). Un nuovo capitolo della serie "Donne maledette", l'antologia di storie immaginarie dedicate a figure femminili che hanno attraversato l'inferno in terra. In questo spazio di narrazione e memoria, diamo forma a una raccolta di racconti (immaginari) di donne che hanno vissuto sulla loro pelle un orrore, magari diverso per natura, ma sempre lacerante, affrontato con una forza disperata alla ricerca di una via di uscita, forse impossibile da trovare. Qui l’autrice ci trascina dentro un tabù indicibile: il dramma dell'incesto domestico e la scelta disperata di un infanticidio vissuto come paradossale atto di salvezza. Il monologo, crudo e intimo, si consuma tra la paura delle fiamme eterne e un duro atto d'accusa verso il silenzio di Dio. (Vespina Fortuna). Il frutto del martirio Non ti ho mai lasciato, figlio mio, non ti ho mai abbandonato, che tu lo creda o no. Ti ho affidato al mare perché si prendesse cura di te e anche perché ...
Politica | Giustizia | Società | Cultura – analisi, idee, riflessioni