(Introduzione a Laura Maria Di Forti). Nell’autunno del 1944, mentre l'Europa è devastata dal secondo conflitto mondiale e dall'orrore delle leggi razziali, la letteratura si fa custode della memoria attraverso gli occhi puri dell'infanzia. Il racconto ci trascina nella dimensione intima di una stanza di monastero. Qui, una bambina ebrea di nome Miriam combatte l'oscurità del presente con la forza sconfinata dei suoi desideri e dei suoi ricordi scolastici, offrendoci una potente metafora sulla sacralità della vita e sulla resilienza dello spirito umano di fronte alla persecuzione. Questo articolo è stato originariamente pubblicato su questa pagina e ora, in forma nuova, è consultabile qui: Leggera come una piuma: 1944, i sogni di Miriam nel rifugio (Laura Maria Di Forti). I sogni geografici di una futura maestra Le era sempre piaciuto andare a scuola. Ricordava il sorriso della maestra, i visi delle compagne di classe e il momento magico dell’intervallo, quei dieci mi...
Politica | Giustizia | Società | Cultura – analisi, idee, riflessioni