(a.p.) Nella gerarchia delle urgenze nazionali, il Paese sembra procedere a due velocità: da un lato la paralisi materiale, dall’altro l’iperattivismo sulle regole del potere. Mentre la crisi energetica morde il tessuto produttivo e le infrastrutture civili mostrano segni di un declino anacronistico — si pensi al paradosso della giustizia milanese, eccellenza europea costretta a regredire alla carta per il blocco del sistema digitale — l’agenda politica è monopolizzata dalla riscrittura della legge elettorale. Ma questa non è una mera riforma tecnica: è una sfida al cuore del patto costituzionale. Il valore del voto come fondamento, non come intralcio Un nodo cruciale merita di essere rielaborato oltre le contrapposizioni tra sistemi. Il punto focale non è la difesa d'ufficio del proporzionalismo come dogma, quanto la rivendicazione di un principio di civiltà: il rispetto e la valorizzazione dell'opinione popolare come precondizione di ogni legittimità. In una democrazia matura...
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