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Visualizzazione dei post da 2026

Mafiosi, a chi? Quando le parole diventano pietre 🏛️⚠️

(Introduzione ad a.p.). Ci sono momenti in cui il dibattito politico smette di essere confronto. Le recenti dichiarazioni del ministro Nordio segnano un punto di non ritorno nel linguaggio istituzionale: un attacco frontale che scambia la riforma con il discredito di servitori dello Stato. (a.p) ▪️ Esiste un limite che la politica non dovrebbe mai valicare, specialmente quando si parla di istituzioni: è il limite del linguaggio. Definire "para-mafioso" il sistema di autogoverno della magistratura, come fatto da ministro Nordio (Il Mattino di Padova), non è solo una forzatura polemica, è un atto che ferisce la storia stessa del nostro Paese. Perché queste parole non possono passare sotto silenzio: • L’insulto alla memoria: Accostare i magistrati alla criminalità organizzata significa calpestare il sacrificio di chi – da Falcone a Borsellino, da Livatino a Chinnici – ha dato la vita proprio per combattere quel sistema. Le parole hanno un peso, e usarle per "avvelenare i ...

La coscienza e il risveglio dell’anima 🌊

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Un viaggio nel peso specifico dell'anima. La coscienza non è un'entità eterea e astratta, ma una forza magnetica che risponde alle leggi di un "corpo pesante". L’autrice ci conduce in uno spazio denso, quasi sottomarino, dove l'io si rifugia in attesa di una nuova luce. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ La coscienza  non decide dove stare viene attratta inevitabilmente  dal rumore  del suo corpo più pesante che si muove  in uno spazio denso  e qui si nasconde  sino al risveglio.

Il PM primo scudo dell’innocente. Perché la riforma Nordio ci rende più fragili 🛡️ 📖

(a.p.). Oggi, il Pubblico Ministero non è l’“avvocato dell’accusa”, come vorrebbe la narrazione che accompagna la riforma della magistratura. È, invece, un magistrato che condivide la stessa cultura, indipendenza e imparzialità del giudice. La sua funzione non è solo quella di accusare, ma di garantire la giustizia per tutti, compresi gli innocenti. Il ruolo del Pubblico Ministero oggi: un’alleanza per la verità Il Pubblico Ministero appartiene all’ordine giudiziario e risponde solo alla legge. Questo lo rende il primo baluardo a tutela dell’indagato, con un obbligo preciso: valutare anche gli elementi a favore dell’imputato. Non è un accusatore a tutti i costi, ma un garante dell’equità. Questa funzione non si sostituisce affatto al ruolo insostituibile dell'Avvocatura; al contrario, lo valorizza. In un sistema dove il PM è imparziale, il dialogo tra difesa e accusa nella fase embrionale delle indagini può portare a un esito immediato: l'archiviazione. È proprio questa imparzi...

La coscienza del NO e l’etica del potere: il silenzio di Re Carlo su Andrea 👑

(Introduzione ad a.p.). L’ arresto del principe Andrea nell’ambito dell’inchiesta Epstein non è solo una notizia di cronaca internazionale; è una cartina di tornasole sulla salute delle istituzioni e sul rapporto tra potere e giustizia. (a.p.) ▪️ Re Carlo III — «La giustizia faccia il suo corso» —  La reazione di Re Carlo di fronte all’arresto del fratello, travolto dallo scadalo Epstein su sesso, soldi ed informazioni riservate, si erge come un pilastro di igiene costituzionale che merita una riflessione profonda, soprattutto se guardata con occhi italiani. ❇️ Il dovere della distanza Le parole del Re rappresentano l’antitesi del vittimismo politico. In una sola frase è racchiuso il rifiuto di ogni scorciatoia, di ogni ritorsione o dichiarazione sull'asserita "politicizzazione" dei magistrati. Carlo III non invoca immunità, non accusa i giudici di ostacolare l'azione della Corona, né cerca di delegittimare l'inchiesta. In un sistema democratico sano, il governant...

Nordio e l'esegesi del disprezzo: se la riforma ha il volto della punizione 🏛️

(a.p). C’è un paradosso che attraversa il dibattito sulla riforma della Giustizia: mentre i sostenitori del "Sì" si affannano a spiegare che il testo è un’opera di alta ingegneria democratica per garantire l’imparzialità del giudice, il suo principale artefice, il ministro Carlo Nordio, si incarica quotidianamente di smentire questa narrazione rassicurante. Se vogliamo capire lo spirito della riforma, non dobbiamo guardare solo i commi della legge, ma ascoltare l’"interpretazione autentica" che ne dà il Guardasigilli. 🔹 La gogna: " Ne ho altre. Anche peggiori " Nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera (Virginia Piccolillo, 16 febbraio 2026), di fronte alle critiche per aver definito il sistema del CSM "para-mafioso", il ministro non ha cercato la mediazione istituzionale. Al contrario, ha rilanciato con una dichiarazione che sposta il dibattito dal piano del diritto a quello della guerra psicologica: «Ne ho altre. Anche peggiori. O...

Tra rigore del velo e libertà del cuore: il mio viaggio nella fede ⛪

(Introduzione a Daniela Barone). Crescere nell'Istituto del Sacro Cuore di Genova negli anni Sessanta significava abitare un universo di simboli austeri e silenzi carichi di attesa, dove la fede veniva impartita come un dovere tra divise blu e velette nere. In questo racconto, l'autrice ripercorre il sentiero tortuoso che l’ha portata da una formazione basata sul timore alla riscoperta di una spiritualità libera, capace di curare le ferite del passato e scoprire che Dio abita altrove rispetto alla paura. (Daniela Barone) ▪️ L'Istituto del Sacro Cuore: un mondo in bianco e nero Era stato mio nonno a volermi mandare all’Istituto del Sacro Cuore che frequentai per due anni di ‘asilo’, come si diceva allora, e tre di elementari. Ricordo ancora quanta insofferenza provavo per quella scuola prestigiosa e severa. Mio padre, all’epoca autista dei mezzi pubblici, non avrebbe potuto certamente permettersi di pagare quelle rette elevate. Però la Madre Superiora, Suor Platania, dagli s...

La coscienza del NO: custodire l’equilibrio dei poteri per il bene comune 🏺

(Introduzione) La difesa della democrazia passa anche per la consapevole fermezza della coscienza individuale davanti all'urna. Quando lo scenario globale si fa incerto e la politica inizia a percepire i pesi e i contrappesi costituzionali come intralci al proprio esercizio di forza, la comunità civile è chiamata a un sussulto di responsabilità. In questo solco, l’appello del Cardinale Matteo Zuppi si ricongiunge idealmente al monito dei Padri Costituenti: un richiamo all'equilibrio dei poteri come presidio di pace e civiltà. «La forza, ancora di più se irride il diritto e i processi internazionali, crea solo instabilità pericolosa a tutti i livelli. [...] C’è un equilibrio tra poteri dello Stato che i Padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare». — (Card. Matteo Zuppi: Introduzione al Consiglio Episcopale Permanente, 26 gennaio 2026) Dalla logica della forza alla stabilità del diritto Il pericolo attuale non risiede solo nei conflitti be...

Intervenire o tacere? Il conflitto tra cuore e discrezione 🗯️

(Introduzione a Marina Zinzani).  Siamo spettatori costanti delle vite altrui: un litigio, una scelta azzardata, un segreto intravisto. In quel momento, una "vocina" interiore ci pone davanti al dilemma: intervenire per salvare o tacere per rispettare? Tra l'impulso del paciere e il valore della discrezione, non esistono ricette universali, ma solo la ricerca di un equilibrio sottile tra coraggio e saggezza. (Marina Zinzani) ▪️ Il dilemma dello spettatore Capita a tutti, almeno una volta nella vita, di assistere a qualcosa che riguarda la sfera altrui. La cosa non ci interessa direttamente, noi siamo solo spettatori, però una vocina dentro ci consiglia di intervenire, di dire o fare qualcosa. Può esserci un litigio di due persone, o una situazione difficile, o una scelta che ci appare azzardata. E allora cosa fare? Dire la nostra, per aiutare, o consigliare, o impedire uno scivolamento? Sono domande che non hanno una risposta definita. Si potrebbe dire che “dipende”. A vo...

La trappola del sorteggio: come la politica vuole guidare i giudici 🎲

(Introduzione ad a.p.). C'è un trucco matematico dietro la nuova architettura della Giustizia. Mentre si sbandiera il sorteggio come simbolo di imparzialità, le regole scritte nelle pieghe della riforma Nordio rivelano un meccanismo a "due velocità" disegnato per indebolire la componente tecnica e consolidare quella politica. In gioco non c'è solo il funzionamento dei tribunali, ma il pericolo che la politica di qualsivoglia colore possa condizionare la giustizia. (a.p.) ▪️ L'insidia più pericolosa di una riforma non si nasconde quasi mai nelle grandi dichiarazioni di principio, ma nei piccoli meccanismi tecnici che regolano l'accesso al potere. Il sorteggio, che è il meccanismo di formazione dei futuri organi decisionali della magistratura (i due CSM e la neonata Alta Corte disciplinare), nasconde un’asimmetria matematica che ne modifica profondamente lo svolgimento a seconda dei componenti. Ecco l'analisi del "sorteggio a due velocità" che dovr...

L'inganno di Philip Roth: perché la sua "Pastorale" ignora i sommersi 🇺🇸

(Introduzione a Bianca Mannu). Un’ennesima recensione su Pastorale americana, il romanzo più famoso del maggior autore contemporaneo americano? Non proprio. Piuttosto, una riflessione che investe la struttura narrativa dell’opera, la costruzione dei personaggi e le tesi sottese, ma che poi si estende al carattere stesso della società americana del ‘900. Il lavoro di Philip Roth, osserva Bianca Mannu, non sembra all’altezza dell’ambizione di interpretare le più vistose contraddizioni del suo tempo. Non sarebbe riuscito l’intento di dare voce a tutta la varietà delle componenti sociali: sia a coloro che sono emersi, sia a tutti gli altri, travolti dai mille ingranaggi di un mondo selettivo. In una parola, per dirla con Primo Levi, “i sommersi”, non solo “i salvati”. Un punto di vista crudo, dissacrante, forse dettato da una prospettiva ideologica assunta come esclusiva chiave di lettura, ma che ha il merito di voler scavare a fondo in un’opera per evidenziarne i limiti oltre il visibile....

Nordio e la "vittoria" sulle Procure: quando la giustizia diventa un regolamento di conti 🎖️

(Introduzione ad a.p.). Quando la giustizia viene raccontata con il linguaggio delle vittorie militari, il diritto cede il passo al potere. Le recenti parole del ministro Nordio sulle "Procure sconfitte", se prevalesse il Sì, non sono una semplice scivolata comunicativa, ma il manifesto di una riforma nata come regolamento di conti e imposta senza confronto. (a.p.) ▪️ "Se dovesse vincere il No, sarebbe una vittoria delle Procure, non di Schlein" . Con questa frase, Nordio rivela tutta la natura di una stagione politica che ha smarrito l’idealità istituzionale per abbracciare la logica della contesa tra fazioni. Dalle idee alla prova di forza Per il Guardasigilli, la magistratura non è più l’ordine che garantisce l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, ma un "gruppo di potere" da sconfiggere. Questo approccio ignora la realtà dei tribunali per inseguire un disegno di supremazia dell’esecutivo. La retorica usata punta a disumanizzare l’interlocutore,...

Piero Gobetti: l’eretico che guardava il futuro 👓 📖

(a.p.) ▪️ Alcune figure attraversano la storia come meteore, lasciando una scia di luce così intensa da illuminare anche le tenebre dei decenni successivi. Piero Gobetti fu una di queste. Cent’anni fa, il 16 febbraio 1926, si spegneva a soli venticinque anni, consumato dalle ferite inferte dalle squadracce fasciste e da un esilio forzato che non riuscì mai a piegarne lo spirito. Il volto del pensiero A restituirci la sua immagine più viva è Carlo Levi, che lo descrive come un giovane lontano dai fasti del potere e dalle pose del regime: «Era un giovane alto e sottile, disdegnava l'eleganza della persona, portava occhiali a stanghetta, da modesto studioso: i lunghi capelli arruffati dai riflessi rossi gli ombreggiavano la fronte». In quegli occhiali da studioso e in quei capelli arruffati non c’era sciatteria, ma l’urgenza del pensiero. Gobetti non aveva tempo per l’estetica della forma perché era tutto sostanza, tutto fuoco, tutto impegno. In un’epoca che esaltava il muscolo e la f...

Papà comunista: un sogno, e una fede perduta 🔴

(Introduzione a Daniela Barone). Alcune ferite segnano il corpo, altre l'anima. Per il padre dell’autrice, la passione politica è stata un intreccio di sogni d'oltre cortina, faticosi turni alle Feste dell'Unità e una fiducia incrollabile nei grandi leader del Novecento. Questo racconto ripercorre la sua parabola: dall’entusiasmo delle riviste patinate russe alla solitudine di un astensionismo dignitoso, passando per l’addio straziante a Enrico Berlinguer. Un uomo ha visto cambiare il mondo e il proprio cuore. (Daniela Barone) ▪️ Sogni d’Oltre cortina e riviste patinate Era stato Guido T., collega e vicino di casa, a convincere papà ad abbonarsi alla rivista ‘U.R.S.S.S.’ che trattava del rinnovamento sociale russo.  Lui che non leggeva mai nulla si dilettava a sfogliare le pagine del mensile e spesso commentava ammirato i titoli e le foto più significative.  «Hai visto, Carmen? In Russia le donne fanno qualunque tipo di lavoro. Non è come da noi. Là ci sono spazzine, murato...

Il bluff. Si discute di toghe, ma i processi restano nel cassetto 🎩

(Introduzione ad a.p.). Si fa presto a parlare di "rivoluzione" e "nuovi assetti", ma la realtà dei nostri tribunali racconta un’altra storia. Mentre il dibattito politico si infiamma su tecnicismi ordinamentali, la macchina della Giustizia resta immobile per mancanza di risorse, personale e visione strutturale. Il paradosso di una riforma che punta tutto sulla carrozzeria, ignorando che sotto il cofano il motore è spento.  (a.p.) ▪️ C'è una verità che la propaganda della riforma non dice: l'70% circa della giustizia italiana — quella che tocca la tua casa, il tuo lavoro, la tua eredità — non verrà sfiorata di un millimetro da questa riforma. È il paradosso di una politica che urla alla "rivoluzione", ma lascia i tribunali senza carta nelle stampanti. Cosa sta succedendo sotto i tecnicismi: ✓ Il miraggio dell'efficienza: Vi dicono che separare le carriere o cambiare il CSM velocizzerà i processi. Ma la riforma non assume un solo cancelliere, no...

Voto fuori sede: il Governo teme il giudizio di chi ignora ogni giorno? 🗳️

(a.p.). Escludere dal voto milioni di fuori sede ha il sapore di una scelta politica che punta a silenziare la parte più critica e audace del Paese. Tra caro-affitti insostenibili e diritti negati, il Governo sembra temere proprio il giudizio di chi, ogni giorno, sfida le difficoltà di un futuro precario. Mentre si tenta di scardinare la Costituzione senza un confronto, si alzano sbarramenti invisibili per tenere i giovani lontani dalle urne. (a.p.) ▪️  C’è un dato che dovrebbe far riflettere ogni cittadino: in Italia, quasi 5 milioni di persone (soprattutto studenti e giovani lavoratori) vivono stabilmente lontano dal comune di residenza. Eppure, per loro, votare rimane un’odissea costosa e complessa. Ma dietro le difficoltà logistiche si nasconde oggi il timore di una scelta politica. Come è stato bloccato il voto Mentre l'opposizione e diverse associazioni studentesche chiedevano procedure snelle (voto per corrispondenza o presso il comune di domicilio), il Governo ha alzato il ...

Il battito del tempo ⌛

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Un vuoto tra un istante e l’altro, una frazione d’ombra che la retina non può cogliere ma che sostiene l’intera struttura del nostro percepire. In questi versi, l’autrice ci conduce sulla soglia dell'impercettibile: quel buio che non è assenza di luce, ma un silenzioso meccanismo di interruzione che scandisce il ritmo del tempo e frammenta la continuità del movimento.  (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Ad occhio nudo quel buio non si vede  ma divide sequenze di tempo interrompendo impercettibilmente  il movimento.

Falcone, Borsellino, Caponnetto: la lezione di fronte alle sfide del referendum sulla giustizia ⚖️

(Introduzione ad a.p.). In un momento storico in cui riforme ambigue minacciano di erodere il principio sacro della separazione dei poteri, rivolgere lo sguardo all’esempio di chi ha servito lo Stato nelle sue ore più oscure non è solo un omaggio, ma un atto di resistenza civile. Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Antonino Caponnetto non erano semplicemente magistrati: erano uomini animati da una fiducia incrollabile nella Legge, intesa come l’unica risposta possibile al grido di una cittadinanza stanca di soprusi e ingiustizie. (a.p.) ▪️ 🕊️ Il sorriso solenne nella solitudine Quel loro atteggiamento — spesso immortalato in un sorriso consapevole e malinconico nelle foto d’epoca — non nasceva da un’ingenua visione del mondo. Al contrario, affondava le radici in una piena consapevolezza dei rischi, delle ostilità e delle contrarietà che li circondavano.  Sapevano che il nemico non era solo la mafia o il crimine organizzato, ma anche quel silenzio complice e quelle resistenze che ...

Bullismo, le schegge dell’anima 💥

(Introduzione a Marina Zinzani). La cronaca ci consegna spesso date simboliche, ma il dolore non conosce calendario. Superata la giornata del 7 febbraio (giornata contro il bullismo), resta l'eco di una realtà che definita come "una crepa silenziosa". In questa riflessione cruda e necessaria, l'autrice ci invita a guardare oltre la ricorrenza, lì dove le parole si fanno schegge e i danni diventano memoria indelebile dell'anima. (Marina Zinzani) ▪️ La memoria delle microfratture Quello che è celato, allontanato dagli sguardi altrui, conserva memoria. E’ una memoria di rotture, di microfratture, di crepe. È una narrazione silenziosa, o raccontata raramente e in modo superficiale: i danni restano nell’intimo, raramente si condividono.  Parole come schegge di vetro È difficile immaginare che un bambino torturi un altro bambino, anche solo con delle parole, e che un ragazzo torturi un altro ragazzo, anche solo con delle parole. Quelle parole possono essere schegge di v...

Giustizia lenta: perché la separazione delle carriere è una falsa cura per il cittadino 💾

(Introduzione ad a.p.). Cosa prova un cittadino quando si scontra con la lentezza della giustizia? Tra computer obsoleti e udienze rinviate a distanza di anni, la realtà dei tribunali è un deserto di risorse. Eppure, la risposta della politica sembra guardare altrove. Analizziamo il paradosso di una riforma che promette di curare il sistema cambiando "i vertici", mentre la base affonda per mancanza di mezzi. (a.p.) ▪️ L'impatto con la realtà Immaginiamo la scena. Un cittadino entra in tribunale per una causa civile che attende da anni. Trova uffici sotterrati dai faldoni, udienze rinviate al 2028 per mancanza di personale e sistemi informatici che si bloccano ogni dieci minuti. È un "poveraccio", nel senso nobile del termine: un uomo che chiede giustizia e trova ostacoli materiali. La risposta della politica Se apre i quotidiani del mattino (come quelli di questi giorni di febbraio), trova titoli altisonanti che indicano come causa di tutti i mali il "merca...

La mamma non sta bene: un amore oltre l’ombra 👥

(Introduzione a Daniela Barone). Ci sono silenzi che pesano più delle parole e segreti che si svelano solo con la maturità. In questo memoir, l’autrice ripercorre il filo che la lega a una madre "persa in chissà quali pensieri", esplo-rando il confine tra l'innocenza dell'infanzia e la cruda realtà del disturbo ossessivo-compulsivo. Un viaggio che si conclude con un atto di compassione e dignità. (Daniela Barone) I silenzi dell'infanzia Se mi chiedessero com’è stata la mia infanzia, esiterei a definirla triste o difficile, forse perché venni cresciuta con le cure amorevoli di mio padre e dei vicini di casa particolarmente affettuosi. Tuttavia il ricordo della mamma persa in chissà quali pensieri non mi ha mai abbandonato. Capisco ora che certe mie intemperanze di bambina vivacissima erano un modo per sfuggire ai suoi silenzi e ai comportamenti strani: quando reclamavo la sua attenzione, lei si rivolgeva a me con un certo distacco e, anche se mi abbracciava, percep...