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Visualizzazione dei post con l'etichetta *autore:Vespina-Fortuna

Veleno per topi: il sacrificio disperato di una madre contro l'orco 👹

(Introduzione a Vespina Fortuna). In quest’altro capitolo delle “Donne maledette”, storie immaginarie di donne che hanno vissuto sulla loro pelle un orrore, l’autrice ci porta dentro le mura domestiche di un matrimonio forzato, trasformato in un calvario quotidiano di percosse e sottomissione.  Questa volta l'orrore non si consuma nel silenzio della rassegnazione, ma si trasforma in una lucida e spietata ribellione nel momento stesso in cui si accende la scintilla della maternità. Il corpo martoriato della protagonista diventa lo scudo per proteggere una nuova vita non ancora nata, spezzando con un gesto estremo la catena generazionale della violenza.  (Vespina Fortuna). La razione quotidiana Maleditemi pure, se volete, non m’importa! Ho dovuto fare ciò che ho fatto, l’ho dovuto fare, secondo coscienza. Era un uomo spregevole il mio. Mi picchiava prima di andare al lavoro, ogni mattina, perché diceva che almeno era sicuro che non sarei uscita a fare la smorfiosa con altri uomi...

Albero senza foglie: la giovinezza spezzata di una figlia, vittima di incesto 🪾

(Introduzione a Vespina Fortuna). Un nuovo capitolo della serie "Donne maledette", l'antologia di storie immaginarie dedicate a figure femminili che hanno attraversato l'inferno in terra. In questo spazio di narrazione e memoria, diamo forma a una raccolta di racconti (immaginari) di donne che hanno vissuto sulla loro pelle un orrore, magari diverso per natura, ma sempre lacerante, affrontato con una forza disperata alla ricerca di una via di uscita, forse impossibile da trovare. Qui l’autrice ci trascina dentro un tabù indicibile: il dramma dell'incesto domestico e la scelta disperata di un infanticidio vissuto come paradossale atto di salvezza. Il monologo, crudo e intimo, si consuma tra la paura delle fiamme eterne e un duro atto d'accusa verso il silenzio di Dio. (Vespina Fortuna). Il frutto del martirio Non ti ho mai lasciato, figlio mio, non ti ho mai abbandonato, che tu lo creda o no. Ti ho affidato al mare perché si prendesse cura di te e anche perché ...

Il tagliacarte: il ricatto sessuale di un amico di famiglia 🗡️

(Introduzione a Vespina Fortuna). Questo nuovo capitolo della serie "Donne maledette" ci conduce nel cuore di una vulnerabilità che si trasforma in reazione. Se la raccolta esplora storie di donne che hanno vissuto orrori laceranti alla ricerca di una via d'uscita, il racconto di oggi ci presenta una giovane protagonista che rifiuta il ruolo di vittima sacrificale. Tra le pareti ovattate di un ufficio di potere, dove il ricatto si traveste da generosità, emerge la forza di chi decide di non vendere l'anima, arrivando a un gesto estremo di difesa che costringe la giustizia a guardare oltre la lettera della legge. (Vespina Fortuna). L’eredità dei debiti e il naufragio familiare In quel periodo non navigavamo in buone acque. Mio padre aveva trascorso gli ultimi anni della propria vita a cercare di rimediare agli errori di mio fratello e alla fine si era arreso. Aveva gettato la spugna lasciandoci tutte in un mare di guai. Avevamo i creditori alla porta e i carabinieri de...

Vivere senza padri: la risposta di una madre al delirio del piombo ✉️

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni – Commento di a.p.). Prosegue il dialogo tra una terrorista che scrive dal carcere e sua madre che non vede da tempo. Dopo la lettera (immaginaria) della detenuta ( Uccello in gabbia: la follia gelida di Daniela tra sangue e sbarre ⛓️ , PL 28.4.26), tratta dalla serie “Donne maledette” di Vespina Fortuna, riportiamo qui la risposta che la nostra collaboratrice Maria Cristina Capitoni ha pensato potesse essere scritta dalla madre. Emerge la trama di quel rapporto e di un’epoca, mai sopita e metabolizzata completamente. Il passato di sangue, le lacerazioni familiari, il dilemma delle coscienze. Il sangue innocente come prezzo delle scelte. Segue, infine, il commento a.p. a questo scambio di corrispondenza. (Maria Cristina Capitoni) La verità del padre Daniela cara, tuo padre non è morto di dolore né di vergogna come sostiene tuo fratello, tuo padre ha smesso semplicemente di esistere quella mattina che ti portarono via al grido "Aprite Polizia...

Uccello in gabbia: la follia gelida di Daniela tra sangue e sbarre ⛓️

(Introduzione a Vespina Fortuna). Ci sono vittime che cercano disperatamente una via d’uscita. Questo nuovo capitolo tratto dalla serie "Donne maledette", storie di donne immaginarie, ci pone invece di fronte a un abisso differente. L’autrice dà voce a Daniela: una donna che non subisce l’orrore, ma ne è strumento e interprete. Attraverso una lettera gelida e priva di rimpianto, scopriamo il delirio di chi ha scambiato il sangue per un ideale e la cella per un piedistallo morale. È la storia di un "uccello in gabbia" che non vuole essere liberato, perché convinto che le sbarre siano l'unico luogo da cui guardare il mondo con purezza, mentre fuori la vita — e gli affetti — si consumano inesorabilmente. (Vespina Fortuna). Una notizia tra le sbarre Cara mamma, ho saputo che papà ci ha lasciati. Ieri è venuto Maurizio e me l’ha detto. Me l’ha sbattuta in faccia questa notizia, guardandomi dritta negli occhi, quasi come se volesse farmi male o se la colpa fosse mia...

Il treno all’alba: Vincenza e il sogno proibito di un altro destino 🚉 📚

(Introduzione a Vespina Fortuna). Alcuni destini sembrano scritti sulla pelle prima ancora di nascere, eredità pesanti come catene che passano di madre in figlia tra i profumi di zagara e il silenzio di case senza porte. In questo crudo spaccato tratto da "Donne maledette", l’autrice ci racconta di Vincenza: una bambina "secca e lungagnona" che commette l'errore più imperdonabile in un mondo di rassegnazione: sognare una vita diversa. Una storia di resistenza silenziosa, colletti bianchi e un treno all'alba che diventa l'ultimo, disperato confine tra il fango e la libertà. (Vespina Fortuna).  Un’eredità di profumi e peccato Vincenza già conosceva il suo destino, sino dal giorno in cui era nata. La madre e le sorelle trascorrevano la vita a compiacere gli uomini del paese. Era cresciuta tra essenze di violetta e profumi di rosa canina in una casa un poco fuori dal paese, tra vigneti e agrumeti abbandonati. Il profumo delle zagare indicava la strada ai fru...

Donne maledette: il mito, il sacrificio, la metamorfosi 🧜‍♀️

(Introduzione a Vespina Fortuna e ad a.p.). Ci sono ferite che la terra non può rimarginare e scelte così estreme da apparire inspiegabili. Esiste un confine sottile dove l’orrore subito si trasforma in una tragica forma di libertà: è qui che nascono le "Donne Maledette". Segue Commento a.p. (Vespina Fortuna). La voce del Mare del Nord A nord del mondo le chiamavano “donne maledette”. Erano quelle che erano state abusate e avevano deciso di non far crescere dentro di loro il frutto del dolore e dell’orrore preferendo la morte. Erano quelle che si erano sacrificate per non giacere con i loro padri, i loro fratelli e i loro padroni. Erano le donne che si erano macchiate di sangue per difendere i propri figli e quelle che li avevano uccisi per sottrarli all’orrore del massacro. Una di loro si era gettata in mare da una torre che la teneva prigioniera e un’altra aveva ucciso il re despota per provare a cambiare il destino del proprio popolo. Erano tutte donne maledette. Fu mandat...

Er Destino de Porta San Giovanni 🎸🎶🪕

(Introduzione a Vespina Fortuna). Roma non è fatta solo de marmi e santi, ma de storie nate all'ombra de li bastioni. Questa poesia ce riporta a quando er Papa decideva de bucà le mura per far passa' i pellegrini, e de come un povero architetto, tra 'na magnata de cocommeri e un goccio de vino, trovò la gloria e la fine proprio sotto l'opera sua. Una cronaca semiseria de Giacomo Della Porta, condita co' quell'ironia amara che solo er core de Roma sa regalà. (Segue Commento a.p.). (Vespina Fortuna) ▪️ I. Roma com'era e l'ordine der Papa Mo’ te ricconto un fatto assai curioso de quelli che succedeno alle vorte quanno che dichi “er diavolo ‘nvidioso ariva sempre co’ le cianche storte!” Era quer tempo antico, ormai lontano quanno che Roma era tutto un prato pe’ l’omini er Papa era lo Stato e solo drento alle mura eri romano. II. La porta "stitica" e er gran progetto Un giorno, er Papa, guardanno San Giovanni disse “certo che pe’ arivà in basilica ‘...

🐴 Le vecchine di via del Plebiscito: un mistero nella Roma di un tempo

(Introduzione a Vespina Fortuna). Roma è una città che non dimentica, dove i confini tra il passato e il presente si fanno sottili come la nebbia del Tevere all'alba. Ci sono angoli, come via del Plebiscito, dove la storia non è fatta solo di marmi e monumenti, ma di vite silenziose che si rifiutano di andar via. Il racconto che segue il sapore dei classici fantasmi romani; ci riporta in una Capitale lontana, fatta di carrozze e passi svelti verso l'ufficio, dove un atto di eroismo quotidiano apre una porta su un mistero senza tempo. Un caffè sospeso tra due mondi, un debito di gratitudine che sfida le leggi della logica. Un mattino nella Roma di una volta (Vespina Fortuna) ▪️ Quella mattina, Pietro, come tutte le altre mattine dei giorni feriali, camminava su corso Vittorio Emanuele verso il suo ufficio, in via del Plebiscito. Era primavera, c’era un bel solicello leggero e i gatti, sotto i ruderi di Largo Argentina, si leccavano via la polvere della notte e si pulivano gli oc...

🌟 Zuradili, il diario di Maddalena. Una storia sarda che emerge tra le macerie

(Introduzione a Vespina Fortuna). Questo racconto nasce da una storia vera e documentata che affonda le radici nella Sardegna del 1600: la vicenda del villaggio di Zuradili, spazzato via da un'epidemia di malaria e mai più esistito. L'autrice, Vestina Fortuna, ha dato vita a queste rovine. La storia, si sa, parla solo a chi è disposto ad ascoltarla. E Vestina Fortuna ha trovato un modo straordinario per dare una voce a quei silenzi: il diario segreto di Maddalena, ritrovato tra le pietre antiche, è il veicolo che ci trasporta direttamente nelle ansie e nei sogni di un'epoca drammatica. Lasciatevi coinvolgere dal mistero del ritrovamento e dalle pagine di Maddalena. La sua voce dal passato vi aspetta, in un racconto che unisce cronaca, emozione e l'incanto del manoscritto ritrovato. 🗿 Tra le pietre antiche di Zuradili (Vespina Fortuna - RACCONTO) ▪️ Qualche anno fa, in Sardegna, mi recai ai piedi del Monte Arci, dove un tempo sorgeva un piccolo villaggio chiamato Zuradi...

🎅 Il gelo nel cuore di Babbo Natale: l'incontro che riportò la gioia

(Introduzione a Vespina Fortuna). In un anno in cui la tristezza sembra aver congelato ogni gioia, perfino Babbo Natale ha perso la voglia di volare. Ma un incontro inaspettato alla sua porta, quello con un piccolo messaggero, sarà la chiave per riscoprire il vero significato del dono e dell'allegria. La tristezza che congela il polo (Vespina Fortuna - RACCONTO) ▪️ Ormai eravamo quasi alle porte di dicembre ma Babbo Natale quest’anno non aveva proprio voglia di distribuire i regali. Era troppo triste per le migliaia di bimbi affamati e a tutti quelli cui insegnano ad "imbracciare un fucile più alto e più pesante di loro." Babbo Natale se ne stava sdraiato sul letto a guardare il soffitto con gli occhi velati di pianto e il naso rosso. "Quest’anno ve ne starete al calduccio" disse fra sé pensando alle renne nella stalla. "Niente carro volante, niente doni, niente gioia. Il mio cuore è troppo triste per poter donare allegria." Bussare inatteso Intanto le...

🐚 Er paguro 'mpertinente: conquiste, incontri e il dovere della libertà. Una poesia romanesca

(Introduzione a Vespina Fortuna). Un giorno sulla rena, un incontro inaspettato: un'antica conchiglia e il suo impertinente inquilino. Questa poesia di Vespina Fortuna ci porta tra le onde del mare e quelle dell'animo, in un racconto divertente e profondo sulla curiosità, la sorpresa e il rispetto della libertà altrui. Lasciatevi incantare dal ritmo del romanesco e dalla lezione inaspettata di un piccolo paguro. (Vespina Fortuna) ▪️ 🚶 Sulla rena: l'incontro curioso Un giorno camminando sulla rena vidi quarcosa che brillava al sole ‘na conchija de ‘na certa mole che presi in mano senza damme pena. 🐚 L'onda e la sorpresa: un inquilino inaspettato Come se fa pe’ risenticce l’onde me l’accostai all’orecchia mia curiosa e aspettai de intende quarche cosa scostando bene le treccette bionde. Drento a la tana ce stava er proprietario che, come ‘ntese quarcuno sulla porta volle sortì da quella casa storta pe’ vedé chi era e a quell’orario. 🏃 L'impertinenza del paguro: un ...

Profumate quelle conchiglie

La ricchezza profonda e senza fine dell’amore Poesia di Vespina Fortuna Non dirmi mai ti voglio bene amore mio non graffiarmi con la spina d’una rosa non baciarmi la fronte e se piango assapora le mie lacrime.

Gomitoli

Spettacolo teatrale di Vespina Fortuna (ap) Due diverse carceri, in paesi differenti, l’Italia e uno stato arabo, in cui sono state ristrette molte detenute. In due celle, si alza la voce di sette donne dal passato complicato e difficile: unica speranza sembra essere, per ciascuna, solo il filo dell’esistenza pur così faticosa nel presente, e dal futuro incerto.