(a.p.). Esistono storie che non appartengono solo agli archivi giudiziari, ma costituiscono l’impalcatura stessa della nostra democrazia. Riscoprire oggi i profili di Antonino Caponnetto, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Guido Galli, Francesca Morvillo, Cesare Terranova e Rocco Chinnici è una necessità civile, non esercizio di nostalgia. Le loro vite sono la prova che l'efficienza della giustizia non nasce dalla separazione, ma dalla completezza dell'esperienza. ★ L’unità come arma strategica Il filo rosso che unisce questi sette magistrati è la circolarità delle funzioni. Falcone non sarebbe stato l’innovatore globale capace di "seguire il denaro" se non avesse abitato ogni sfumatura della giurisdizione, dal civile al penale, dall'ufficio istruzione alla sezione fallimentare. Cesare Terranova decifrò i codici di Cosa Nostra perché possedeva la visione "totale" di chi sa cosa serva in una sentenza mentre sta ancora cercando le prove come inquirente. Q...
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