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Settembre a Parigi, il fascino di un luogo pieno di sorprese

Marina Zinzani E esile l'idea, poi, piano piano,  diventa realtà E Parigi entra, in quello che sarà la sua magia arriva i boulevard e la Senna la baguette e il Quartiere Latino le luci della Ville Lumière di notte chiudere gli occhi ed esserci... Date, voli, hotel  diventano anonimo contorno per il cuore eccitato una cosa buona l'aspetta miele, dolce, brio la sente, la vibrazione di Parigi essere altro nella città per qualche giorno.

Fra i ponti della Senna, per chi suona il sax?

Vespina Fortuna. Che sfortuna! - sospirò Jacques mentre osservava la città da sotto il ponte. Di che ti lamenti? - gli rispose Antoine. Non abbiamo nemmeno una casa… E allora? Abbiamo tutta Parigi per noi, cambiamo stanza ogni notte e ogni giorno ci risvegliamo con un panorama nuovo, non sei contento? Abbiamo solo questo cappotto, vecchio e rattoppato… Così non ci dispiacerà buttarlo, adesso che arriva la primavera! Non abbiamo neppure un paio di scarpe chiuse… Meglio, così non ci puzzeranno i piedi! Ma, insomma! - si spazientì Jacques - A te va sempre bene tutto? Non ti senti mai triste? Qualche volta - gli rispose lui guardando la Senna correre veloce - Quando dopo aver suonato il sassofono per la mia Marie qualcuno mi offre una moneta, e non è che mi offenda per quel gesto, mi rammarico con me stesso, perché non sono riuscito a far capire a chi l’ha lanciata che non suonavo per lui, ma per amore.