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Visualizzazione dei post con l'etichetta Elie Wiesel

Piccoli doni di pace

di Marina Zinzani “Il genere umano deve ricordare che la pace non è il dono di Dio alle sue creature; la pace è il dono che ci facciamo gli uni con gli altri.”(Elie Wiesel). Se la pace è un dono che si fa agli altri, diventano doni anche le piccole cose quotidiane, i piccoli gesti, i granelli che possono essere pensieri, sorrisi, attenzione, ascolto. Pace che diventa pace dell'anima, la volontà di camminare su una nota più elevata, dando luce al meglio. E quella luce irradia anche gli angoli più bui, nella capacità che ha il bene di trasformare ogni cosa.

Elie Wiesel e la scala degli angeli

La scala di Giacobbe, Musei Vaticani, Roma di Elie Wiesel (Premio Nobel per la pace 1986) (Commento di Angelo Perrone) Quando gli angeli apparsi nel sogno a Giacobbe (Genesi, 28) risalirono in cielo, dimenticarono di ritirare la scala. Da allora essa è rimasta tra noi ed è la scala musicale che ci fa ascendere dalla terra al cielo.

La narrazione del male

di Marina Zinzani Arriva nello stesso giorno la notizia di due morti. Una è di Elie Wiesel, premio Nobel per la pace, sopravvissuto ai campi di concentramento, e testimone, attraverso i suoi libri e la sua vita, della Shoah. L’altra morte è quella di Michael Cimino, che con il suo film “Il cacciatore” ha lasciato una traccia indelebile sui tanti orrori della guerra in Vietnam. E’ accaduto nello stesso giorno: queste due morti sembrano collegate.