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Visualizzazione dei post con l'etichetta età moderna

La mezza età

Ritratto di donna,  di E. Degas I cambiamenti nel corpo e nella mente: la stagione della maturità di Marina Zinzani La mezza età: non è più chiaro il confine che annuncia un nuovo periodo della vita, fatto di un’idea di ore serali, tardo pomeriggio, momento riflessivo e intenso, a tratti malinconico. L’idea di un signore che ti ricorda che sei a metà strada, un po’ di più di metà strada, e tu che hai fatto? Come hai vissuto? Non è mica eterna la strada, guarda, la strada si sta accorciando, tu senti un’aria nuova, non sempre così piacevole.

Vulcano spento?

L’amore non ha età: la struggente atmosfera dei sentimenti in ogni momento della vita di Paolo Brondi Per la “saggezza” latina, l’amore senile è una cosa turpe (turpis est senilis amor). E’ considerare bruttezza quel riscoprire, anche in là degli anni, un amore, o di coppia o di affetto, favorito oggi dalla vita media (settantanove anni per le donne e settantatré per gli uomini) e che può gioiosamente impedire di trascorrere più di un decennio della propria vita senza affetti, come un vulcano spento.

Anoressia segreta

Il rifiuto del cibo non dipende soltanto dal culto della magrezza, i meccanismi complessi della mente di Marina Zinzani L’anoressia e il rifiuto del cibo: si sa poco dei meccanismi della mente, che provocano un corto circuito fino a non desiderare più il cibo, o a controllarlo in una forma maniacale.  Bisognerebbe partire da un’analogia: rifiuto del cibo, rifiuto del cibo che nutre, che nutre il corpo e la propria vitalità, rifiuto della propria vita attuale.

L’abitudine guarisce le ferite?

La modernità si accompagna anche al rischio di un viaggio senza meta di Paolo Brondi Il tempo, questo tempo che scorre portando con sé i mille e mille secondi del nostro vivere, è ciò che affascina e conquista, in un gioco quasi faustiano. Spinge alla ricerca di sensazioni, dialoghi, abbandoni in cui confondersi e trasformarsi fino all’intuizione di non avere più un’età ben definita e di entrare in simbiosi con ogni tempo, in una dispersione tragica e gioiosa insieme, perché incessantemente prodiga di offerte e negazioni e quindi invito a rinnovare la sete.

Il labirinto tra noi

di Paolo Brondi Non c’è dubbio che l’età moderna e contemporanea abbiano insegnato all’umanità ad avanzare impugnando l’infallibile bussola del progresso, della fiducia in un pensiero che supera gli ostacoli aggredendoli, capace di aderire in maniera astuta e flessibile alla realtà, sicuro di ridurre a trasparenza logica l’inestricabile complessità, di dar forma all’informe.