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Odissea: il film tra spettacolo grandioso e dramma umano

(Introduzione a Marina Zinzani). Il mito di Ulisse torna sul grande schermo con la maestosa regia di Christopher Nolan. Tra imponenti visioni cinematografiche e una profonda introspezione psicologica, il film trasforma il classico omerico in un’opera intimista e dolorosamente attuale, guidata dall'interpretazione di Matt Damon. (Marina Zinzani) Un’opera intimista Certamente “Odissea” è il film del momento, di cui tanti parlano. Riporta con la mente alla versione di tanti anni fa, di Bekim Fehmiu, che ha lasciato una traccia mai dimenticata. Ma qui siamo in un altro campo: il regista Christopher Nolan ha creato un’opera imponente, in cui prende lo spettatore e sembra di portarlo dentro la storia, in mare, nei momenti di terrore di Ulisse e dei suoi compagni, fra le mura di Troia, con i personaggi raccontati, rimasti nella nostra memoria e immaginazione. Un Ulisse moderno, segnato dal peso della colpa Quello di Nolan è un Ulisse provato, stanco, con il peso della coscienza: quello ch...

"Move to Heaven", il potere delle cose che restano

(Introduzione a Daniela Barone). Lasciare andare le persone amate è uno dei passi più complessi dell'esistenza, un percorso in cui gli oggetti materiali cessano di essere semplici cose per trasformarsi in custodi di memorie, segreti ed emozioni taciute.  Qui, l'esperienza dolorosa dello sgombero della casa genitoriale diventa la chiave di lettura per esplorare Move to Heaven, celebre serie televisiva coreana targata Netflix. Il racconto ci invita a superare il tabù occidentale della morte, mostrandoci come il ricordo e la cura verso chi non c'è più possano diventare uno straordinario strumento di rinascita per chi resta. (Daniela Barone). Il doloroso addio Una persona amata ci lascia, le sue cose rimangono. Arriva per tutti il momento doloroso di svuotare la casa dei propri cari; c’è chi preferisce svolgere autonomamente l’incombenza e chi preferisce condividerla con qualcuno.  Io dovetti farlo da sola per entrambi i miei genitori, morti a distanza di sette mesi l’una dall’...

"Il raggio verde": la definizione di sé nel film di Rohmer

(Introduzione a Marina Zinzani). In una società che spesso ci impone ritmi frenetici, socialità forzata ed etichette immediate, cosa significa rimanere fedeli alla propria sensibilità? L’autrice ci guida nel cuore di uno dei capolavori più intimi di Éric Rohmer: Il raggio verde. Attraverso lo sguardo malinconico e incompreso della protagonista Delphine, il testo esplora il peso delle definizioni altrui e la ricerca ostinata di un luogo dell'anima.  (Marina Zinzani) Il cinema di Rohmer tra verbosità e autenticità Il film “Il raggio verde” (disponibile su RaiPlay, Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia nel 1986) riporta immediatamente ai temi del suo regista, Eric Rohmer: il mondo dei giovani, i loro problemi e le contraddizioni. Con il passare degli anni, la realtà vista dagli occhi di Rohmer può sembrare rappresentata in modo troppo verboso, o con storie semplici e senza temi forti, rispetto ai film di oggi.  La solitudine nella Parigi estiva “Il raggio vede” è forse il...

Un eroe silenzioso: recensione di “Piccole cose come queste”

(Introduzione a Marina Zinzani). Cosa spinge un uomo comune a trasformarsi in un eroe? Non servono gesti eclatanti: a volte la grandezza risiede nell'incapacità di voltarsi dall'altra parte di fronte all'ingiustizia. Nella recensione, il film “Piccole cose come queste” (disponibile su RaiPlay) diventa una profonda riflessione sul coraggio individuale, la coscienza morale e le cicatrici storiche lasciate dalle Case Magdalene in Irlanda. (Marina Zinzani) Chi è davvero un eroe? Cos’è un eroe? E’ una persona che mette a rischio la sua persona e quella dei suoi cari, il suo inserimento sociale, il suo lavoro, in nome di qualcosa di elevato: un ideale, il senso di giustizia, ciò che è giusto fare. Nel film “Piccole cose come questa”, disponibile su RaiPlay, l’eroe è un carbonaio, padre di cinque figlie, che porta il carbone nelle case.  Anche nel convento della sua città. Siamo negli anni ‘80, in Irlanda, e lui, per caso, si imbatte in alcune cose che lo turbano all’interno della...

"Mia": la fragilità di una figlia, l'impotenza di un padre e la trappola dell'amore tossico

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono storie che lasciano il segno ben oltre i titoli di coda, capaci di insinuarsi nei pensieri e di abitarli anche il giorno dopo. È il caso di “Mia”, pellicola del 2023 diretta da Ivano De Matteo e disponibile su RaiPlay. Il film abbandona ogni romanticismo per fotografare, con realismo a tratti disturbante, le trappole dell'amore tossico, la violenza del revenge porn e il senso di profonda impotenza che stringe i genitori di oggi. (Marina Zinzani). Il realismo crudo di una vita reale “Mia” è un film del 2023, che si può vedere su RaiPlay. Il regista Ivano De Matteo ha raccontato altre volte storie forti, senza romanticismi, disincantate, dure. Questa storia lo è particolarmente. Tanto da essere quasi disturbante per il suo realismo, e talmente potente da essere presente nei pensieri anche il giorno dopo. Perché la storia che il film racconta è una storia di vita reale. Una famiglia in cui regna l’armonia: il padre, che guida le ambulanze, la m...

“Lontano da qui”: quando una donna in crisi incontra un bambino poeta

(Introduzione a Marina Zinzani). Cosa succede quando la ricerca della bellezza si trasforma in un’ossessione distruttiva? Nella recensione del film “Lontano da qui” (disponibile su RaiPlay), l’autrice esplora il dramma psicologico di Lisa, una maestra d'asilo intrappolata nella gabbia della normalità borghese, la cui vita viene stravolta dall'incontro con un bambino prodigio. Un’analisi sul vuoto esistenziale, l'incomunicabilità generazionale e il potere salvifico — ma anche pericoloso — della poesia. (Marina Zinzani) Due mondi distanti Il film “Lontano da qui”, disponibile su RaiPlay, racconta di Lisa, una maestra d’asilo, sposata, con figli adolescenti, che vive a Staten Island. La sua è una vita normale, il lavoro con i bambini le piace, il marito è un uomo presente, il rapporto con i figli è buono, pur con le tensioni dovute all’età. D’altronde lei e i figli appartengono a generazioni lontane: quello dei ragazzi è il mondo dei social, degli amici, anche della superficia...

Film: "Io sono ancora qui"

Marina Zinzani.  Un padre, una madre, cinque figli, una città, Rio de Janeiro, anni 70. È questo lo scenario in cui si racconta la storia vera di “Io sono ancora qui”.  La felicità di una famiglia descritta nella quotidianità, nei rapporti fra sorelle, nei bagni al mare, in un cane sperduto portato a casa, nei cantanti in voga che invitano a ballare, negli amici invitati a cena, nel rapporto profondo ma anche leggero fra un marito e una moglie. Quel marito è Rubens Paiva, ex deputato laburista, e un giorno verrà portato via da imprecisati individui, dovrebbe rispondere solo a qualche domanda. Anche la moglie Eunice e una delle figlie saranno portate in un luogo segreto, con un cappuccio in testa. La donna, a differenza della ragazza, vi rimarrà molti giorni, in condizioni indecenti, fra urla strazianti che arrivano fino la sua cella. Perché quello è un luogo di torture, in cui la gente muore. La felicità raccontata all’inizio del film ha qualcosa di fastidioso, di insopportabi...